Semplici opinioni.

  “Non preoccupatevi per me”, dico ogni tanto per avvertire gli altri quando sembrano agitati. “Sto bene; i movimenti che compio corrispondono davvero a quello che penso”. Certo, non si può pretendere molto di più da chi si tiene continuamente al margine di tutto ciò che accade, e che sembra costantemente defilarsi rispetto ad alcuni luoghi troppo frequentati durante il … Continua a leggere

Pura e vera.

  Nella perfezione; in null’altro sta la sola e più alta verità. Per questo lei si sente continuamente tormentata: le sue mani sono piccole per arrivare ogni volta dove vorrebbe la sua testa, ed il fatto di sentirsi incapace di riuscire a vedere le cose finite come il suo desiderio reclamerebbe, è un continuo motivo per lei di angoscia sottile. … Continua a leggere

Inutile ridere.

  Soprattutto per educazione, ma anche proprio per formazione culturale, lui, quando si trova a parlare di qualcosa, lo fa sempre a nome di qualcun altro, mai esponendo direttamente il suo pensiero o la propria opinione. A volte si ritrova a citare alcuni scrittori ed intellettuali del passato, quelli che conoscono più o meno tutti, e generalmente sempre gli stessi, … Continua a leggere

Insolitamente.

  Mi sono vergognato, ecco tutto il punto della questione. Mi sono vergognato spesso di non essere riuscito ad avere fino ad oggi un’esistenza intensa ed interessante come avrei voluto da sempre, e come d’altronde sarebbe stato giusto che avessi, fin dagli inizi; ed anche di non essere stato capace, magari con un pizzico di fortuna in più, di portare … Continua a leggere

Ancora una cosa.

  “Mi sento come esaurita”, dice lei alla dottoressa mentre resta seduta ed immobile, con lo sguardo basso. Non ha compreso neppure lei stessa il motivo per cui è voluta venire proprio oggi in questo antipatico ambulatorio a raccontare una cosa del genere ad una persona a suo parere capace soltanto di prescrivere farmaci contro il dolore oppure qualche antibiotico, … Continua a leggere

Direzione definita.

  Le mie mani tremano mentre osservo il mio amico assopito in un letto d’ospedale, con le macchine perennemente in azione a prolungarne il corpo in molte delle proprie funzioni, ed io, al di qua di una vetrata a tenuta d’aria che mi permette solamente una vista fredda e distante da lui, mentre cerco di immedesimarmi nelle sue condizioni e … Continua a leggere

Analisi dei sintomi.

  Da qualche tempo lei non si sente bene, ormai è chiaro. “Ho l’espressione stanca” dice mentre si trova nel bagno di casa davanti allo specchio; “probabilmente avrei bisogno di vitamine”. Suo marito naturalmente non si è accorto di nulla, lei è pienamente consapevole da sempre della superficialità di quest’uomo, e sa benissimo che in merito ad ogni difficoltà della … Continua a leggere

Come ogni giorno.

  Lui stamani ha indossato con calma una camicia pulita e stirata, e poi sopra una delle sue divise estive che sono in uso ormai da parecchie settimane perché fa già un caldo estenuante; quindi ha preso la borsa con dentro alcuni documenti, la sua pistola di ordinanza, il cappello, ed alla fine è uscito, come ogni mattina, o almeno … Continua a leggere

Pulito e pettinato.

    Sono stato fregato. Mi hanno appiccicato della roba che in apparenza sembrava buona ed anche a basso prezzo, ed invece era soltanto segatura, senza alcun valore. Volevo festeggiare, anche se non c’è niente in realtà da festeggiare, e fingere di stare bene, sentirmi contento, perché mi hanno detto che se sai tirarti su di morale hai fatto già … Continua a leggere

Personaggio in caduta.

  Il male è dentro di lui. Certe volte si rigira dentro al suo letto svegliandosi nel sonno d’improvviso, ed immaginando come una specie di occhio elettronico capace di vedere dappertutto, si ritrova ad indagare a fondo tra i suoi organi, le sue viscere, la sua anima stessa. Poi si riaddormenta. Lo sa, ne è pienamente cosciente, che tutto dovrà … Continua a leggere

Proprio oggi.

  La mia ferita continua a sanguinare adesso, ed io non posso farci niente. Forse non avrei mai dovuto entrare in quel locale, perché potevo immaginare chi fossero i frequentatori di quel posto, e poi anche lasciarmi provocare in quella maniera avrebbe dovuto soltanto farmi sorridere, senza alcuna altra reazione; però non sono riuscito proprio a trattenermi, e quando quello … Continua a leggere

Senza neanche rassegnarsi.

  “Mi devono aiutare”, dice oggi con enfasi il proprietario della piccola gelateria sul mare ai suoi pochi clienti di adesso, negli scarsi momenti in cui qualcuno si fa vedere dentro al suo locale, naturalmente uno per volta. Tutti loro lo ascoltano e annuiscono con semplicità, e dicono che ha perfettamente ragione, ma dopo se ne vanno, indifferenti ai guai … Continua a leggere

Insopportabile.

  Lo so, mio figlio era ancora troppo piccolo per comprendere da solo quello che realmente stava accadendo. E nonostante ogni sforzo che ho cercato di imporre anche a me stessa per portarlo minimamente a riflettere sulla necessità di adottare certi comportamenti in questo difficile periodo, lui alla fine ha deciso ogni volta di fare a malapena quello che gli … Continua a leggere

Attacco diretto.

  “Non ci avevo neppure mai parlato, prima di adesso, però gli ho preso la mano, ed ho atteso con infinita pazienza che chiudesse i suoi occhi”, pensa lui da solo quasi sdoppiandosi dentro la sua mente, cercando in sé quella freddezza che il suo mestiere a volte gli richiede. Poi spiega ancora ai suoi pensieri di essersi semplicemente allontanato … Continua a leggere

Perdita di tempo.

  Guardo ogni tanto le informazioni che mettono in onda quelli della televisione, poi leggo giusto qualche riga tra quegli articoli pubblicati sopra ai giornali pieni di pubblicità che vengono forniti gratuitamente davanti ai supermercati, ed infine seguo anche qualche notizia in rete sul visore del mio telefono portatile, e faccio tutto questo però in modo molto distratto, senza approfondire … Continua a leggere

Libera nell’aria.

  “Non è sempre stato così”, dice lei alla sua vicina di terrazzino, mentre sta quasi osservando qualcosa che in questo momento immagina come un punto lontano, oltre le facciate di tutte quelle case intorno decisamente simili, in fondo a quei palazzi di quartiere dove tutti gli inquilini hanno sempre finto di conoscersi tra loro, sentendosi uniti in qualche modo … Continua a leggere

Privi di possibilità.

  Ho provato, lo giuro, ho provato con tutte le mie forze, e così mi sono spinto fuori da casa proprio come facevo un tempo, percorrendo da solo con calma quasi tutto il corso del paese a piedi, per poi andare a fermarmi al solito circolino, giusto per scambiare due chiacchiere con qualche conoscente, come ho sempre fatto nel passato. … Continua a leggere

Abnegazione.

  Davanti alle enormi vetrate, di fronte all’ingresso, c’è un enorme piazzale asfaltato riservato al parcheggio. Difficilissimo trovare là in mezzo un posto auto fino a qualche tempo fa, tanto che ultimamente fa quasi tristezza rendersi conto come spesso in questi giorni rimanga quasi vuoto. “Ho perduto la spinta”, fa lui all’improvviso mentre guarda le poche macchine ferme brillare adesso … Continua a leggere

Dure parole.

  “Forse era addirittura meglio prima”, dico io. “Non che davvero andasse bene sentirsi obbligati a stare chiusi ognuno in casa propria, però era quello il momento di ritrovare alcuni valori individuali, ripensare con calma le proprie cose, e soprattutto evitare questa socialità falsa che adesso ha già ripreso ad imperare”. Attorno a me tutti mi guardano con sospetto, probabilmente … Continua a leggere

Giusto in questo modo.

  “Durante questo periodo le cose sono cambiate”, dice lei. Nel giardino comunale dove loro due camminano, sembra sia stata tagliata l’erba di fresco, e l’odore che la natura lascia emanare adesso dal terreno soffice sotto al sole e negli spiazzi larghi tra le alberature rade, risulta estremamente intenso e piacevole. Ci sono delle panchine di legno scuro posizionate qua … Continua a leggere

Odioso ostentatore.

  Mi stanno cercando. Mi sento braccato, come un animale in fuga, ed ho paura di commettere degli errori che portino rapidamente i miei inseguitori sulle mie tracce. Per questo mi sono infilato in questo scantinato buio e umido, per osservare la strada, in questo momento fortunatamente deserta, dalla grata di ferro che si apre al livello del marciapiede. Si … Continua a leggere

Noia, soprattutto.

  “Ho paura”, dice lui. “Non tanto della malattia, dell’ospedale, o delle cure; quanto delle conseguenze che può lasciare tutto questo”. Lei si muove nella stanza, e piegandosi sulle ginocchia apre con decisione  uno sportello del mobile più grande, ne tira fuori qualcosa, una coppa di vetro brillante e colorato, ne osserva la trasparenza con una certa attenzione per qualche … Continua a leggere

Casa di riposo.

  Non ci sono più state delle vere giornate di riposo, da quando è iniziato tutto. Ho continuato a dirmi da sola, quasi continuamente, che questo è soltanto il mio lavoro, e quelle che mi trovo davanti a me durante questi turni infiniti alla casa di riposo non sono neppure delle persone vere, perché non hanno niente di simile a … Continua a leggere

Basta con le punizioni.

  Laura è brava, obbediente, attenta, e qualsiasi cosa semplice le si chieda di fare, pur con le sue capacità un po’ limitate, lei cerca testardamente di eseguirla, persino se non ne comprende del tutto il significato, e di portare avanti i suoi compiti in ogni caso, naturalmente al meglio che le possa riuscire. Certe volte però ride, si schernisce, … Continua a leggere

Chiazza di vita.

  Sto male, inutile finga ancora con i miei familiari, e a dirla tutta anche con me stesso. Dopo pranzo mi sono subito chiuso a chiave nella mia camera, ad aspettare che accadesse qualcosa che pareva ormai impellente nel mio organismo, ma invece niente è parso mutare, se non che ho perduto poco per volta qualsiasi volontà di rialzarmi da … Continua a leggere

Allontanato.

  “Basta”, dice lui a voce alta da solo, mentre apre la porta del suo piccolo appartamento. “Sono stufo di starmene qui senza fare niente, ho bisogno di andarmene in giro, vedere un luogo diverso, liberarmi la testa”. Scende rapidamente le scale ma poi, una volta in strada, si ferma subito per osservare i dintorni. Non c’è quasi nessuno in … Continua a leggere

Nulla da dire.

  Lei è lì, non l’avevo neanche mai vista prima, saranno dodici o quindici metri dalla panchina dove sono seduto, seduta su di un’altra identica panchina messa di fianco, al margine del camminamento intorno ad una piccola vasca rotonda per i pesci rossi, nei giardinetti pubblici di questo quartiere. Nessuno dei due indossa protezioni, quindi non mi posso avvicinare o … Continua a leggere

Disinteressato, quasi altruista.

  “Non fa niente”, dice Renato; “per me è la stessa cosa, e se per l’appunto dovessi scegliere davvero tra queste due opportunità, mi troverei sicuramente in forte imbarazzo”. Attività diverse, probabilmente diverse le maniere per sentirsi in pace con se stessi, a posto, senza alcuna necessità di altro. Qualcuno in casi simili potrebbe parlare tranquillamente di stranezze, altri quasi … Continua a leggere

Testardamente felice.

  La donna si siede, attende un momento in silenzio, osserva il velo leggero di polvere sopra il piano del tavolo, poi si decide a telefonare. “Sono da sola”, dice a qualcuno che le risponde da una diversa e lontana città. “e forse comunque è anche giusto così; di fatto non ne soffro, come a tanti succede, ed anzi mi … Continua a leggere

Armonie celesti.

  Abito in un cascinale isolato, dove la strada sterrata giunge e non prosegue, tanto che dalla mia nascita in avanti sono sempre stato qui, dapprima con i miei genitori, e poi da solo. Me la so cavare abbastanza bene in ogni attività, e so badare a me stesso per tutto quello che possa servire per mandare avanti i miei … Continua a leggere

Fiore per maggio.

  “Certo, ci si può anche convincere poco per volta che sia meglio così”, fa lei mentre spazza con attenzione il pavimento del suo piccolo laboratorio di ceramica, chiuso oramai da diverse settimane. Esattamente sopra quel fondo, che funziona naturalmente anche come negozio, c’è il suo appartamento, quattro stanzette al piano superiore, a cui si accede da una buffa scala … Continua a leggere

Uno che guarda.

  Tutto insieme non si comprende, però poco per volta il senso può anche apparire chiaro. Questo pensa lui, mentre esce da casa, di nascosto, scivolando alla sera tardi quasi come fosse un ladro lungo le strade del suo quartiere, nel tentativo di non farsi sorprendere mentre prende una semplice, innocua, doverosa boccata d’aria. Ha trascorso la giornata sul suo … Continua a leggere

Soldato di difesa.

  Sto ben nascosto dentro alla mia tana, e sono sicuro che a nessuno verrebbe mai in mente di arrivare a cercarmi proprio fino qui. Là fuori forse sta accadendo chissà cosa, ma a me non interessa proprio niente dei problemi generali che dannano la gente: io mi rannicchio in questo buco ed esco soltanto quando servono qualcosa da mangiare, … Continua a leggere

Indistinguibili solitudini.

  “Tutto bene”, dice lei affacciandosi leggermente alla finestra del suo appartamento al terzo piano, rispondendo ad una sua vicina di casa che l’ha salutata mentre stava sistemando dei panni ad asciugare sulla terrazza a fianco. L’altra però non replica niente, come se non ci fosse proprio null’altro di cui parlare. La sensazione di sospensione del tempo adesso è quasi … Continua a leggere

Via da casa.

  Dapprima sono come fuggiti, salendo sopra al prima treno che andava verso sud, ma quando si sono visti costretti a scendere dal convoglio, hanno proseguito immediatamente con un’automobile a noleggio, percorrendo strade minori e poco frequentate. Peraltro non è facile spostarsi rapidamente con un bambino piccolo, e lei proprio per questo, tenendo suo figlio costantemente sulle proprie braccia, continua … Continua a leggere

Utile ricordo.

  Lei resta a letto, anche se è tardi. Semplicemente non trova dentro di sé una buona ragione per alzarsi da dove si trova e mandare avanti le attività del giorno, anche se non riesce più a dormire neanche per ulteriori cinque minuti. Si copre la faccia con le lenzuola, riflette qualcosa che non sembra adesso abbia né capo né … Continua a leggere

Brutte giornate.

  “Sono solo”, dico a voce alta tra le pareti dell’appartamento, dentro alle mie piccole tre stanze di questo palazzetto giallo e disadorno, costruito cinquant’anni fa nella periferia industriale cittadina, dove le fabbriche presenti, da quel momento in poi, si sono ritrovate costantemente in crisi, tanto da deprezzare pesantemente anche tutto questo nostro quartiere, e rendere appetibile per tutti andarsene … Continua a leggere

Migliori idee.

  “Non mi interessa niente di tutto questo”, dice la ragazza al telefono mentre si raggomitola in una poltrona del salotto. “Ci sono momenti in cui è bene rinchiudersi in se stessi, e riflettere a fondo su ciò che sia meglio per tirare avanti”. Poi chiude la comunicazione, si alza rinfilando ai piedi le sue pantofole, ed alla fine va … Continua a leggere

Quasi una colpa.

  “Vorrei mangiare un piatto di pasta al pomodoro”, fa lui timidamente alla ragazza indaffaratissima che serve i tanti clienti della tavola calda alla buona che resta vicino alla stazione ferroviaria. “Va bene”, fa lei senza guardarlo, “tra un attimo si libera un posto accanto a Billi”, indicando con il mento, in considerazione del fatto che ha le mani occupate, … Continua a leggere

Opinione generale.

  “Mi sento depresso”, fa Toni mentre sembra quasi rilasciare tutti i suoi muscoli sistemandosi comodamente sopra una delle sedie poste quasi a cerchio. Degli altri presenti dentro la stanza qualcuno volge per un momento lo sguardo su di lui, ma qualcun altro sembra ignorarlo del tutto, oppure semplicemente fingere al momento di ignorarlo, sia nei modi o nell’espressione che … Continua a leggere

Nascosto agli occhi di tutti.

  Fino a quando resto auto-isolato in questo stanzino buio, nessuno può venire a disturbarmi. Attraverso la porta chiusa sento ogni tanto le voci di mia sorella e di suo marito mentre si trovano nelle altre stanze dell’appartamento, e provo piacere nel rendermi conto che loro ci sono, sono presenti in questa casa, probabilmente portano avanti come sempre le loro … Continua a leggere

Onde libere.

  Sul molo foraneo del porto cittadino, osservando il grande mare azzurro di fronte a me, mentre rimango seduto su un’enorme pietra: “vorrei andarmene”, fo al mio amico che mi sta vicino mentre cerca di pescare sotto costa, a dire la verità almeno fino adesso senza troppa fortuna, usando una sua vecchia canna da lancio. “Non puoi”, fa subito lui. … Continua a leggere

Fuori posto.

  “Ora basta”, fa lui, mentre sistema all’attaccapanni il giubbotto bagnato che si è appena tolto di dosso. Lei è rientrata a casa con l’ombrello già da un’oretta, si è sdraiata rapidamente sul divano del loro salotto, con una striscia di carta inumidita sopra la fronte, cercando di ripensare con calma a tutte quelle cose che in questo periodo le … Continua a leggere

Debole ricordo.

  Certo, l’alloggio che gli hanno messo a disposizione non è proprio comodissimo, anche se lui è giovane e perciò si adatta bene e velocemente: si tratta soltanto di due stanzette molto alla buona; però, considerato pure che lui deve rimanere soltanto qualche mese a lavorare presso le Ferrovie Nazionali, quella si è subito dimostrata una soluzione decisamente accettabile. Tanto … Continua a leggere

Caramelle scelte.

  “Come state?”, mi chiede dopo i saluti di rito questa vecchia zia a cui sono venuto a fare visita dopo lungo tempo, nel timore, rimandando ancora, di non poterla più vedere in vita, oppure di doverle portare un saluto su un anonimo letto d’ospedale, mentre magari stenta addirittura a riconoscermi. “Sto bene di salute”, le rispondo io dopo averla … Continua a leggere

Fuori da tutto.

  Si tocca un fianco, quindi si gira lentamente, ed è quasi ovvio che avverta d’improvviso un nuovo sottile dolore manifestarsi adesso lungo tutta la schiena perennemente immobilizzata, ma con pazienza infinita attende per un attimo che le ossa i tendini ed i muscoli si assestino, e poi si rimette seduta esattamente come stava poco prima, anche se in questa … Continua a leggere

Meno di niente.

  “Il controllo delle persone quando arrivano qui è un’attività della massima importanza”, dice la donna attempata al giovane volontario che risulta da oggi in forze presso quella mensa per i poveri. “Qualche attaccabrighe mezzo ubriaco lo trovi quasi sempre in mezzo a tutti gli altri, purtroppo non c’è niente da fare”. Il ragazzo la guarda, annuisce, comprende benissimo cosa … Continua a leggere

Dentro l’edificio.

  Vado avanti lungo questo corridoio poco illuminato senza neanche sapere dove porta, anche perché arrivato a questo punto non posso proprio fare nient’altro. Non ricordo neppure in quale maniera io sia entrato dentro questo edificio, e soprattutto non conosco affatto il motivo che mi ha portato in questi ambienti, però tutte le porte che ho incontrato fino adesso durante … Continua a leggere

Finalmente a casa.

  “Ha visto che bella frutta, signora”, fa lei ad una donna che passa, mentre continua instancabilmente a sistemare le arance e i mandarini nelle cassette sopra la sua bancarella del mercato rionale. Ormai sono anni che fa quella vita, ma non si lamenta, anche se c’è da alzarsi presto ogni mattina, stare tanto tempo all’aperto, e poi ci sono … Continua a leggere

Complotto inesistente.

  “Lasciami perdere”, gli fo subito quando apro l’uscio. Poi mi giro lasciando socchiusa la porta, ed il mio vicino di casa con l’espressione più seria che riesce ad assumere, mi segue nel mio piccolo appartamento in affitto. Così prendo due birre dal frigo, una l’appoggio sul tavolo, e subito dopo apro la mia; lui si serve senza dire niente. … Continua a leggere