Matite colorate.

  “Aprire nuovo documento”, dice LUI dentro al microfono portatile che gli pende da un orecchio mentre cammina nervosamente in casa sua osservando appena l’elaboratore acceso. Tutto funziona perfettamente, anche se non avere sottomano le lettere da digitare sopra la tastiera non è particolarmente stimolante. Poi riflette un attimo su quale possa essere l’attacco migliore per la relazione da leggere … Continua a leggere

Riscatto contemporaneo.

  Sono qui da solo davanti allo schermo del mio elaboratore, e penso che dovrei assolutamente essere stipendiato per tutta la pazienza che dimostro nel sopportare una situazione così al limite come sembra ormai sia diventata questa. Sono i soldi che proprio non ci sono tutto il mio problema, ma non trovo la maniera per farmene scucire almeno un po’ … Continua a leggere

Notizia bomba.

  In sede oggi non c’è nessuno, esclusa LEI dentro all’ufficio piccolo, china sulla scrivania ingombra di carte, mentre sta leggendo dei ritagli di giornale e degli appunti che si è preparata con cura nei giorni precedenti. La rivista di quartiere per cui lavora da più di un paio d’anni, un giornaletto in edicola una volta al mese con degli … Continua a leggere

Oscuramento.

  C’è un mistero dietro al groviglio inestricabile di figure che si affacciano ogni tanto sullo schermo, senza neppure un’apparente ragione precisa. Come se qualcosa avesse preso ad esercitare una funzione propria all’interno del suo elaboratore regolarmente collegato alla rete e per tutto il resto perfettamente funzionante. Come se al posto delle descrizioni che si potrebbero fornire quando si cerca … Continua a leggere

Indifferente alle provocazioni.

  “L’immobilità del corpo, dinanzi all’elaboratore ed allo schermo che permettono sempre di più lo scambio di emozioni ed informazioni, veicola spesso una progressiva paralisi mentale, riducendo le capacità cerebrali degli individui fino a poche astrazioni possibili, sempre le stesse, sempre riprodotte quasi nella stessa esatta maniera”. LEI legge queste parole così dirette, poi sorride mentre lascia scorrere alcune immagini … Continua a leggere

Profonda distanza.

  Senza il canale giusto niente sarà ormai possibile, si dice spesso in giro. Nessuno purtroppo potrà tornare indietro, si aggiunge a volte, e le cose procederanno spedite sempre in questo modo nel tempo a venire, lasciando ogni persona praticamente seduta davanti ad un tavolo o ad una scrivania, nell’attendere il proprio turno per comunicare agli altri individui collegati le … Continua a leggere

Sufficiente una parola.

  Gli elaboratori subiscono un sobbalzo di energia: alcuni si spengono, altri azzerano i programmi in corso. Molti utenti delle applicazioni di intercomunicazione appaiono immediatamente disperati, anche se diversi tra di loro lanciano immediatamente i piani previsti per il riallineamento delle attività su ogni macchina, mostrandosi questi piuttosto lenti, anche se, pur con una certa fatica, le cose sembrano poter … Continua a leggere

Proponimenti indispensabili.

  Dimenticarsi di lanciare il programma di comunicazione interpersonale non è particolarmente grave, anche se ci sono degli individui che davanti ai propri schermi si chiedono con insistenza il motivo per cui una donna estroversa e relazionale come è sempre stata LEI, nell’arco di una giornata com’è quella di oggi, lasci il suo apparato per i contatti completamente spento, e … Continua a leggere

Silenzio interattivo.

  Soltanto con un certo ritardo sull’appuntamento precedentemente pattuito lei finalmente si siede davanti al suo elaboratore casalingo e lancia l’applicazione per la comunicazione interpersonale. Naturalmente si è momentaneamente scordata i codici d’accesso dei programmi da usare, e quindi ci vuole anche altro tempo affinché tutto sia messo perfettamente in funzione, almeno fino al punto di lasciarle scegliere persino uno … Continua a leggere

Organigramma dei pensieri.

  “La politica non mi ha mai interessato”, dice lui d’improvviso con un’espressione stentorea nel vivavoce senza filo che indossa sopra un lato della propria faccia. Lo sfondo dello schermo dell’elaboratore che ha davanti sta trasmettendo una fluttuazione tra dei colori che ricordano ironicamente le onde del mare, pur essendo solamente delle simulazioni sintetiche, mentre all’interno di queste variazioni di … Continua a leggere

Sporco.

  “Immagina di essere qui, adesso, nel tuo caro studio circondato dai libri; intere pareti di scaffali pieni zeppi di volumi di qualsiasi genere, da leggere e da consultare, disposti sui piani per semplice analogia, o per similitudine, ma mai in modo del tutto casuale”. “Non mi stimola in questo momento”, risponde lui nel vivavoce. “Piuttosto, per esatto contrario, vorrei … Continua a leggere

Contrastato, immotivatamente.

  Loro lo guardano con insistenza, più che altro per rendersi conto se sia davvero capace di fare improvvisamente qualcosa di strano proprio da un attimo all’altro, esattamente come si aspettano tutti. Invece in questa manciata di minuti non accade un bel niente, anche se lui prosegue a stare fermo in un angolo e poi sembra riflettere qualcosa di importante, … Continua a leggere

Non rompetemi l’anima.

  “Sono uno scemo, lo so”, dico a Tommi giù al circolino dove mi fermo qualche sera per farmi una birra. Lui mi sta servendo da dietro al bancone in un momento in cui non ci sono clienti, ed io gli spiego la storia. “Non rimango simpatico a nessuno sul lavoro. Ma questo solo perché me ne sto per i … Continua a leggere

Probabilmente sono sbagliata.

  “Desiderate che vi aiuti, forse”, dice la donna gioviale alla persona anziana che accudisce ogni giorno. Il vecchio tira su lo sguardo dalle sue carte che continua ad accumulare sopra al piano di legno dello scrittoio, osserva per un lungo momento la sua nuova badante che ancora neppure conosce bene, come valutando dentro di sé qualcosa di impalpabile, oltre … Continua a leggere

Immaginazione selettiva.

    “Ci sono in giro nuove consapevolezze, idee maggiormente precise rispetto a ieri, definizioni utili al fine di rendere ogni azione praticamente indolore, ed in questo modo trasformare ogni individuo in un organismo capace di sopportare tutto, qualsiasi sacrificio possa servire nel prossimo futuro”. S.R. rappresenta alla platea questi argomenti con una calma quasi fastidiosa, tanto che qualcuno tossisce … Continua a leggere

Non c’è niente di nuovo.

  L’auto di colore scuro scivola lentamente lungo le strade principali del piccolo paese. Qualcuno la nota, perché un modello come questo non lo possiede nessuno tra gli abitanti del luogo, ed anche se certe volte succede a qualche forestiero di giungere per sbaglio fino da queste parti, però è sempre meglio per tutti rendersi conto di chi ci sia … Continua a leggere

Dignità per ogni giornata.

  Nonostante tutto il suo impegno le cose sembrano ultimamente non andarle mai troppo bene. Lei svolge i suoi compiti come sempre, si alza molto presto al mattino, giunge al palazzo degli uffici dove svolge il suo ruolo ancora prima del responsabile, quella guardia privata che disattiva gli allarmi e fa entrare all’interno dell’edificio sia lei che i suoi colleghi, … Continua a leggere

Inutili tentativi.

    “Mi sento confuso”, le fo sottovoce senza guardarla, tanto per prendere tempo. “In questo momento non saprei neppure prendere le più piccole decisioni”. Continuiamo a muoverci in macchina lungo certe strade secondarie fuori città, e intanto, mentre guardiamo l’asfalto davanti a noi, cerchiamo di parlare a ruota libera intorno a tutti gli argomenti che ci vengono a mente, … Continua a leggere

Sorrisi armati.

  “Adesso sono stanca delle tue storie”, dice lei in modo deciso, stavolta senza neppure alzare minimamente la voce, come se le sue parole fossero soltanto un semplice suggerimento fatto alle orecchie di un amico oppure di un conoscente. Suo marito rimane sorpreso di questa uscita, ma non la guarda, in fondo spesso si sente annoiato persino lui stesso di … Continua a leggere

Meglio che niente.

  Salgo nel pomeriggio sul treno semivuoto, e mi sistemo come d’abitudine sul primo sedile libero che trovo. Mi piace sentirmi un po’ da solo quando torno verso casa. La mattina c’è sempre molta più gente dentro queste carrozze, e spesso devo rimanere in piedi per tutti i quaranta minuti del viaggio. Ma adesso è diverso, posso rilassarmi per un … Continua a leggere

Qualità della giornata.

  Il furgone ondeggia come una barca sulla strada statale deserta, e Corrado lo guida mantenendo la sua solita velocità moderata a cui ormai si è conformato da anni, anche in considerazione però delle condizioni imperfette di quell’asfalto, e pure del fatto che in fondo non ha proprio alcuna fretta. La radio accesa in sottofondo accompagna come ogni volta questo … Continua a leggere

Sempre imparare.

  Spalanco la porta del mio appartamento, poi la richiudo a chiave alle mie spalle, quindi con tutta calma prendo le scale condominiali e scendo giù per i tre piani che mi separano dalla strada. Appena fuori dal portone del palazzo mi guardo attorno lungo il marciapiede deserto, accendo meccanicamente una delle mie sigarette, quindi prendo alla mia destra, senza … Continua a leggere

Costi quotidiani.

  Sono Chiara, un’amica di Anna, dice Chiara al telefono; se è possibile vorrei soltanto parlare un momento con lei. Il titolare della carrozzeria risponde frettolosamente da un apparecchio a parete sistemato su un muro dell’officina, sorride a quelle parole che ascolta, poi dice soltanto: la chiamo subito; quindi appoggia la cornetta sopra un piccolo ripiano lì accanto, entra dentro … Continua a leggere

Coscienza indiretta.

  La si può notare spesso mentre resta affacciata a quella solita finestra del suo appartamento che si apre proprio sopra la strada, la nostra vicina di casa del secondo piano, e lei in quelle volte sembra sempre osservare con un certo interesse chiunque per un motivo o per l’altro si trovi a passare da queste parti. Non mostra l’espressione … Continua a leggere

Uomo precoce.

  A lui da piccolo certe volte gli bastava anche soltanto starsene seduto davanti al tavolo della cucina, oppure rimanere in piedi lì davanti, per poi girare lentamente attorno al piano orizzontale, giusto per arrivare là sopra con gli occhi e quando serviva con le mani, e disporre così su quella superficie gli oggetti che conosceva meglio o che aveva … Continua a leggere

Sentieri quotidiani.

Davanti ad una buona tazza di caffè, ad un tavolo appartato, dentro un piccolo locale dove a quest’ora regna la calma, certe volte la lingua sembra sciogliersi come per magia, ed anche tutto quello che sembrava quasi destinato a rimanere segreto, al contrario viene fuori così, spontaneamente, in una maniera del tutto naturale. Chiara, dice Anna alla fine dei suoi … Continua a leggere

Debiti variabili.

  Io sono uno qualsiasi, questo mi sembra evidente. In qualsiasi momento potrei mescolarmi con gli altri, camminare lungo le strade insieme a tutti quanti, e nessuno mai riconoscerebbe in me proprio colui che si è andato stupidamente ad indebitare con certa gente di pochi scrupoli, alcuni piccoli strozzini con poco cervello e delle aspettative esagerate, date solo dai loro … Continua a leggere

Vittoria prevista.

  Ci sono circa venti centimetri tra il piatto e l’insalatiera, mentre il bicchiere sta a circa due dita dalla piccola cesta con il pane già affettato. Sopra la tovaglia dai colori tenui tutto sembra quasi perfetto, o perlomeno pare che un ordine dato da alcune consuetudini ormai consolidate fornisca di senso anche una cena qualsiasi come questa, dove nessuna … Continua a leggere

Favori amichevoli.

  Fuori dal bar le cose sembrano scivolare tranquille. Lui si è seduto come sempre, si è fatto dare una birra, ha atteso con pazienza l’ora dell’appuntamento senza neppure guardarsi troppo attorno. Adesso non riesce neppure a rendersi conto come possa aver fatto ad infilarsi in una situazione del genere, ma è cosciente di passare attraverso momenti in cui si … Continua a leggere

Volo negato.

  Oggi mi ha portato un caffè, uno degli operai della carrozzeria. Non lo avevo mai neppure troppo notato tra gli altri ragazzi che lavorano qua dentro, così evidentemente mi sono schernita, già sorpresa com’ero, e subito l’ho ringraziato, naturalmente, anche se era solo una bevanda della macchinetta automatica; quindi con calma mi sono rimessa a svolgere il mio lavoro, … Continua a leggere

Cavalli imprevedibili.

  Anna sono qua, ha detto la sua amica durante il pomeriggio della scorsa domenica, parlando nel citofono per invitarla a scendere come già d’accordo, restando poi ad aspettare davanti al suo portone condominiale proprio a quell’ora pattuita, piuttosto che salire in quell’appartamento dove quando c’è lui in giro riesce sempre a farle provare un sicuro senso di disagio. Dopo … Continua a leggere

Allievo del saggio.

  All’uscita dalla scuola torno verso casa passando quasi sempre dalla medesima strada. Generalmente non trovo motivo di alcuna fretta, così mi guardo attorno con calma, osservo gli altri nei loro affari e mi immedesimo praticamente in un qualsiasi viaggiatore con indosso lo zaino, mentre a volte mi perdo a contare i miei passi lungo il marciapiede. Non accade niente … Continua a leggere

Natalità.

  Prendi la mia mano, aveva detto Anna. E lui, inizialmente titubante, l’aveva infine stretta tra le sue pur con una certa delicatezza ed attenzione, pensando comunque di dover trasferire a lei qualcosa della sua forza, della sua determinazione, anche se subito era stato raggiunto tramite quelle dita tese come da una scarica elettrica, e si era immediatamente reso conto … Continua a leggere

Amico sconosciuto.

  Ehi, gli fa uno che lui neppure conosce toccandogli leggermente una spalla mentre sta seduto a bere qualcosa nella solita bettola di ogni sera. Lo so chi sei, ti avrei riconosciuto tra mille, fa quello, però guardami bene e forse anche tu puoi ricordarti di me. Lui si volta, guarda l’altro in faccia con attenzione, poi dice che gli … Continua a leggere

Dimenticare domenica.

  Qualcosa dovrà pur succedere penso, le cose non possono certo proseguire per sempre in questa maniera. Mi sento nervoso quando rientro a casa la sera, non posso certo fingere di essere in un altro modo. Soprattutto mi disturba ritrovare appena arrivato tutte le cose nella stessa esatta maniera di come le ho lasciate, come se i giorni che si … Continua a leggere

Osservatorio.

  Non ha poi molta importanza per Francesco che i suoi compagni di classe si mettano a fare tanto gli spiritosi, e che continuino magari a dirsi a voce alta momento dopo momento tutto quello che passa loro per la testa; al punto che poi ridendo spesso si ritrovano a darsi dei grandi spintoni proprio durante quei pochi minuti caotici … Continua a leggere

Positive finzioni.

  Quei suoi passi leggermente affrettati riescono ad essere sempre identici l’uno all’altro, così cadenzati e precisi da apparire del tutto indistinguibili tra loro. Il rumore delle scarpe sulle pietre del marciapiede per chi lo ascolta può forse apparire monotono, come una macchina che segna costantemente un ritmo invariabile dall’inizio alla fine, ma non si può proprio dirne niente di … Continua a leggere

Scelte importanti.

  Mi chiamo Corrado, le aveva detto lui quella volta cercando in qualche modo di farle sentire la sua voce in quella sala da ballo confusionaria e senza troppe pretese. Lei si era limitata a sorridere pallidamente, quasi senza guardarlo, probabilmente per non dare troppa importanza alla cosa, e anche per non far accorgere a nessuno lì intorno che ci … Continua a leggere

Definitive certezze.

  Certe volte provo una certa tristezza, anche se credo sia piuttosto immotivata, ma trascorrendo tutto il pomeriggio in casa mi sembra facile almeno in qualche caso sentirmi un poco a terra. Così esco quasi sempre in questi casi, e vado in giro nel quartiere, lo faccio proprio per svagarmi, anche se poi naturalmente entro nei soliti negozi che conosco … Continua a leggere

Famiglia propria.

  Generalmente, quando lui termina il suo orario di lavoro, gli occorre più di mezz’ora di macchina per rientrare nel suo appartamento, e in ogni caso, anche se sa benissimo di essere atteso dalla sua famiglia, qualche volta non prova dentro di sé tutta questa fretta che forse qualcuno tra i suoi colleghi al suo posto potrebbe anche ostentare. Proprio … Continua a leggere

Risultati migliori.

  L’espressione del ragazzo è quasi sempre la stessa quando si trova nella propria abitazione insieme ai suoi genitori. Si limita ad osservare qualche volta la faccia della mamma, proprio perché dalle espressioni che assume riesce a comprendere meglio le opinioni che certe volte lei trattiene per sé, almeno secondo il suo parere, nei confronti di quanto per abitudine è … Continua a leggere

Evidenti differenze.

  No, io forse non sono normale. O meglio, non mi sento proprio come credo siano gli altri, perlomeno come tutti coloro che in genere incontro per strada quando sono impegnato nel mio solito giro attorno al quartiere. Cammino come sempre, tranquillo, e per cortesia sorrido ogni volta a qualcuno tra quelli che trovo a passeggiare esattamente come me sul … Continua a leggere

Nostalgie.

  Noi siamo sempre stati così, anche se molti anni sono trascorsi e tanti fatti accaduti. In fondo nessuno ha veramente mai cercato di essere diverso, abbiamo semplicemente lasciato che le cose andassero sempre avanti per proprio conto, senza mettersi in mezzo a desiderare chissà cosa di differente. Adesso si può mormorare che certe variazioni a suo tempo sarebbero state … Continua a leggere

Musica e colori.

  Probabilmente ci potranno essere ancora delle possibilità fra qualche tempo, le cose oggigiorno non sembrano del tutto immobili: qualcuno gira per strada, altri stanno ad osservare con grande attenzione persino quanto succede intorno a loro. Certo non è facile continuare a lungo in questa maniera, fingere continuamente che tutto sia a posto, sviluppare atteggiamenti personali che non siano completamente … Continua a leggere

Conflitto d’età.

  Credo non ci sia nulla dietro questo tuo pensiero, dice il papà di Roi; nulla da comprendere se non il fatto stesso che probabilmente secondo il tuo ragionamento noi tutti siamo ormai addirittura privi di una vera volontà, e che non riusciamo neanche più ad esprimere i nostri sentimenti. La mamma osserva la tavola, Roi resta in silenzio, senza … Continua a leggere

Normale attualità.

  C’è qualcosa che non mi piace nei tuoi modi stasera, dice lei; come una sfumatura di distacco che certe volte proprio come adesso semplicemente traspare dal tuo comportamento, e poi lascia l’impressione leggera ma definita che forse ti andrebbe soltanto di startene lontano da me e da ciò che sono. Ci sono delle occasioni in cui mi piacerebbe molto … Continua a leggere

Profondo interno.

  Sono immobile, non riesco più neppure ad alzarmi da questa panchina. Mi hanno piazzato in un pubblico giardinetto, ma non c’è nessuno qua attorno, proprio nessuno con cui scambiare almeno quattro chiacchiere. Ma in fondo non ha alcuna importanza, ho con me i miei pensieri, e tanto mi basta. Però sono confuso, non riesco a capire dove sia stato … Continua a leggere

Facili dimostrazioni.

  Da qua fino laggiù c’è una strada piena di pericoli, dice lui. Si può fingere che tutto sia tranquillo, che non ci sia alcun problema nel percorrere del tutto serenamente questa semplice distanza, ma non è così, e le conseguenze di una sciocca superficialità di questo genere possono mostrarsi rapidamente con risultati anche più gravi di qualsiasi sospetto si … Continua a leggere

Cambio di identità.

  Sono perfettamente cosciente di ciò che mi viene riferito in questa stanza disadorna; naturalmente ascolto tutto quanto con molta attenzione ed intanto cerco di comprendere quale persona sia proprio quella che sembra aver agito esattamente come se fosse un’altra me stessa pur non essendolo. Abbasso la testa, non guardo nessuno, peraltro sono tutti uomini qua dentro esclusa me, e … Continua a leggere