Matite colorate.

 

“Aprire nuovo documento”, dice LUI dentro al microfono portatile che gli pende da un orecchio mentre cammina nervosamente in casa sua osservando appena l’elaboratore acceso. Tutto funziona perfettamente, anche se non avere sottomano le lettere da digitare sopra la tastiera non è particolarmente stimolante. Poi riflette un attimo su quale possa essere l’attacco migliore per la relazione da leggere ai colleghi fra non molto, quando sarà in video conferenza insieme a tutti gli altri, ma nessuna frase per il momento gli sembra la più adatta. Si sofferma a toccare la sua collezione di matite colorate disposte in un capiente astuccio, ne muove un paio che adesso gli sembrano quasi fuori posto, poi dice con decisione: “dovremmo essere degli sciocchi per non renderci conto di quanto sia importante questa fase per la nostra azienda”, ma subito si interrompe riflettendo che un attacco diretto del genere possa venire giocato tutto sul timbro particolare che si dà alla voce, naturalmente insieme all’espressione decisa della faccia con cui ci si starà mostrando agli altri sullo schermo. Ci vuole uno sguardo fisso, pensa, e poi senza indugiare puntare diritti verso l’obiettivo senza mai sbattere le ciglia neanche per una volta. Riascolta subito le parole che ha appena registrato e la macchina le riproduce con estrema fedeltà, anche se gli appaiono adesso persino troppo teatrali. Però il senso va bene, forse deve soltanto ammorbidire la dizione.

“Si può immaginare diverse soluzioni per superare questa fase”, dice ancora LUI al suo elaboratore; “però si può anche essere certi che sarà impossibile non definire esattamente da quale parte stare”. Un’affermazione del genere, con lo sventolio della doppia negazione in primo piano, è proprio la maniera per far venire allo scoperto anche i più recalcitranti, e se poi tutto questo è servito con delle maniere calme e anche piuttosto garbate, pur presentandosi come assolutamente ferme, il risultato può essere soltanto positivo. L’elaboratore prosegue a registrare in modo neutro, senza sollevare obiezioni, e già questo indica che la strada intrapresa può essere davvero quella giusta. Gira ancora avanti e indietro intorno alla sua scrivania, ed alla fine LUI solleva tra l’indice ed il pollice la matita del colore rosa geranio, osservandone la punta perfettamente conica e fresata. poi va a riporla tra il rosa flou e il rosa carne, nella stessa posizione dove era sempre stata.

Non ci sono dubbi che le difficoltà del periodo portino tutti quanti i suoi interlocutori su posizioni più solidaristiche, ed è proprio per questo che il momento appare particolarmente adatto a forzare la mano anche dei più riottosi per accompagnarli verso un cambiamento vero ma nascosto, di misura storica per tutta la loro azienda, quella rappresentata da una serie di personaggi di cui quasi la metà sembra ogni giorno meno adeguata ai compiti assegnati. “Le modifiche ai nominativi dell’intero gruppo direzionale e la defenestrazione di almeno una parte di quello arriveranno soltanto in un secondo tempo, quando ormai non sarà possibile tornare indietro”, dice ancora LUI a voce alta, riproponendosi immediatamente di cancellare qualsiasi traccia della registrazione che sta proseguendo ad elaborare. Sullo schermo le sue parole vocali appaiono già decifrate e riprodotte a stampatello in maniera chiara e con caratteri di ampia leggibilità, e l’impostazione dell’intervento che LUI dovrà effettuare tra pochi minuti ormai sembra definito. Così si siede davanti alla tastiera dell’elaboratore e cancella ciò che non è utile, lasciando solamente la traccia effettiva da cui intende muovere. Poi si rilassa per un attimo, osserva di nuovo le matite, ed infine si collega.

“Ci sono già arrivate le tracce del tuo discorso”, gli dicono in due o tre che stanno già davanti ai propri terminali; “ci deve essere uno scherzo dietro a tutto questo”, gli dicono senza calcare troppo la mano, almeno per il momento. LUI si scusa, balbetta qualcosa di insignificante, appare a video estremamente imbarazzato anche nello sguardo, poi cerca di spegnere e riaccendere rapidamente qualcosa delle sue macchine per simulare una poco credibile intromissione piratesca. Infine resta in silenzio, rinunciando ovviamente al suo intervento, mentre adesso gli appare assolutamente certo che la matita di colore rosa geranio non stia proprio al posto giusto.

Bruno Magnolfi

Matite colorate.ultima modifica: 2020-12-17T20:17:18+01:00da magnonove
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