Incomprensibile capacità

  Ci sono certi giorni in cui mi sembra che tutti i miei spazi di manovra poco alla volta si stiano riducendo. Proseguo ad andare in palestra e fare allenamento fisico, tanto per occupare giusto quel paio d’ore all’interno di tutta la mia giornata sempre così vuota, ma in ogni caso lo faccio cambiando continuamente gli orari e le giornate … Continua a leggere

Soltanto musica.

  Sto sdraiato sul letto. Non voglio spostarmi da qui. Sento una musica che giunge da qualche appartamento vicino, e mi sembra di essere in qualche stanza diversa dalla mia, a godermi questo fresco, e la musica, e anche il pomeriggio tranquillo. Sono pronto a portare avanti tutte le cose, certamente, e ad essere comunque quello che sono, di nuovo, … Continua a leggere

Semplice niente.

  Nel parcheggio dello stadio di calcio, dove ogni notte svolgo il mio lavoro di sorvegliante notturno, è riapparso oggi lo stesso furgone per le riprese televisive che avevo già notato qualche tempo fa. Che io sappia non si dovrebbe tenere nei prossimi giorni nessuna partita che ne possa giustificare la presenza anticipata, così ho fatto un controllo: sono sceso … Continua a leggere

Moderata cortesia.

  Qualche giorno fa sono passato davanti ad una palestra, e mi sono chiesto se non fosse il caso di iscrivermi ad un corso, tanto per cercare di riempire i vuoti di tempo che mi lascia il mio lavoro notturno. Mi sono fatto dare delle semplici informazioni, e la signorina dietro al banco mi ha chiesto le generalità, così le … Continua a leggere

Praticamente ogni giorno.

  Ho bisogno di parlare. Di spiegare a qualcuno il mio stato d’animo. Più mi guardo intorno e più mi rendo conto invece di essere da solo, e di non avere la possibilità di fidarmi di nessuno. Sono caduto in una situazione pazzesca, in cui svolgo un mestiere così pericoloso da non poterne parlare con anima viva, e tale da … Continua a leggere

Serenità perduta.

  Va bene, ho sbagliato, lo confermo. Risulta però altrettanto chiaro come la maggior parte dei miei giorni io li passi in casa senza vedere quasi nessuno, almeno da parecchio tempo a questa parte. Così come è evidente che quando io mi trovo a camminare per la strada, mi volga indietro ogni pochi metri per rendermi conto se per caso … Continua a leggere

Contare un bel niente.

  Devo smetterla con questo mestiere, praticamente non ne posso più. Questa frase poco per volta è diventata il pensiero che in questo periodo maggiormente mi gira dentro la testa, anche se sono sempre prontissimo a lasciarmi prendere semplicemente dalle abitudini, e quindi ad accantonare questo concetto con grande facilità, ricominciando con indifferenza a fare ogni volta le cose di … Continua a leggere

Dedicato al niente.

  C’è qualcuno?, ho gridato uscendo appena dalla mia macchina ferma, rivolgendomi verso una zona assolutamente poco illuminata dai lampioni, in questo enorme parcheggio accanto allo stadio del calcio. Non c’è stata alcuna risposta, soltanto il solito silenzio tracciato dal debole brusio costante della città di notte; però ho anche avvertito un leggero rumore da qualche parte indefinibile, così sono … Continua a leggere

Facciata schietta.

  Trascorro generalmente la giornata cercando di comprendere che cosa posso fare per migliorare quello che faccio, e soprattutto quello che sono. Poi mi rendo conto che soltanto dedicandomi a qualcosa di essenziale potrei forse trovare la soluzione a tutte le mie domande, e siccome in questo periodo non riesco a fare altro che quel poco di cui mi occupo, … Continua a leggere

Signor Solo.

  Oggi mi sono messo qui, su questa sedia, quasi senza volontà. In fondo perché mai dovrei mostrare voglia di fare qualche cosa: il mio lavoro scorre come sui binari, la mia giornata prosegue in avanti senza che mi impegni particolarmente, i miei interessi in pratica si limitano soltanto a frequentare questo bar di fronte a casa mia, giusto per … Continua a leggere

Sufficiente integrità.

  Potrei andarmene, ho pensato. Prendere tutto e poi voltare pagina, senza neppure guardarmi indietro. In fondo non ci sarebbe niente di troppo strano, spariscono in tanti ogni giorno, per uno in più non ci farebbe caso proprio nessuno. Una di queste sere potrei gettare il cellulare che mi hanno dato i miei capi dentro l’acqua di un fossato qua … Continua a leggere

Inaccettabile distrarsi.

  Il parcheggio dell’aeroporto è costantemente pieno di macchine ferme. Alla fine di una mattinata qualunque, vado a girare a piedi là in mezzo come fingendo di cercare qualcosa, quindi mi fermo al centro di una fila ben sistemata, e poi vado subito a guardarne un’altra. Nessuno mi osserva, sembra che non interessi a nessuno che io gironzoli curiosando da … Continua a leggere

Nulla di fatto.

  Sto fermo dentro l’abitacolo della mia macchina ferma e con i fari spenti, in questo buio che mi appare senza significato. Se ripenso soltanto a qualche anno fa, mi pare quasi impossibile essere qui a mandare avanti questa inspiegabile attività. Intorno a me non c’è null’altro che lo stesso asfalto deserto di ogni notte, tanto che la mia auto … Continua a leggere

Questione cruciale.

  Oramai non riesco più a sentirmi indifferente a quanto è accaduto, anche se non sono stato affatto capace di vedere o toccare con mano la situazione medesima. Sentendomi meglio oggi, mi sono messo in giro a piedi per tutto il centro della mia città, proprio cercando di rendermi conto se riuscivo ad inquadrare qualche individuo, con il mio occhio … Continua a leggere

Meglio in assoluto.

  Non sto bene. Mi gira la testa, per tutto il giorno ho ciabattato per casa senza poter neppure uscire. Stanotte non riuscirò proprio ad affrontare il mio lavoro di sorvegliante, purtroppo mi rendo conto poco alla volta che mi è del tutto impossibile. Così mi faccio coraggio ed invio col cellulare una breve comunicazione per i miei capi, dove … Continua a leggere

Avanti per conto proprio.

  Durante ogni giornata che trascorre monotona, oramai io mi sento come bloccato, anche se proseguo in qualche modo a lasciar andare le cose per loro conto. Faccio finta di stare tranquillo persino nel mio appartamento, o per strada quando vado a comperarmi qualcosa, e di non avere mai alcun problema, anche se mi chiedo ogni tanto quanto tempo ancora … Continua a leggere

Senza cambiare programma.

  E’ tutto a posto, non c’è niente di strano. Sorrido, in questo bar dove vado sempre a trascorrere un’ora o due durante il pomeriggio. Mi diverto a parlare col tizio dietro al bancone, o con qualche frequentatore tra quelli che conosco. Poi però arriva questa ragazza, si vede che è in là con gli anni, che non è proprio … Continua a leggere

Lontano dai guai.

  Vado avanti praticamente per inerzia. Ed oramai mi capita anche piuttosto spesso, mentre ogni notte staziono con la mia auto in mezzo a questo enorme parcheggio intorno allo stadio del calcio, di addormentarmi come uno sciocco per qualche decina di minuti o anche di più. Vorrei impegnarmi maggiormente nel mio lavoro, essere costantemente vigile, attento, pronto ad ogni evenienza. … Continua a leggere

Doverosa attenzione.

  Ho dormito nel mio letto per tutta la mattinata. Con il lavoro che svolgo non posso certo fare altrimenti: ogni notte nella mia macchina sono impegnato a controllare un parcheggio quasi sempre deserto, illuminato soltanto dai lampioni. Adesso comunque scendo sotto casa per comperarmi qualcosa da mangiare, poi mentre butto giù qualcosa, ascolterò alla radio le ultime notizie, giusto … Continua a leggere

Meglio così.

  Certe notti sembrano più lunghe delle altre. Tengo spenti i fari della mia macchina, e sonnecchio per quasi dieci minuti mentre sto di fronte alla distesa asfaltata del parcheggio vuoto che devo sorvegliare. Mi vengono in mente i pensieri più strani in queste occasioni: ho la pistola carica nel vano del cruscotto, mi sento il padrone incontrastato di questo … Continua a leggere

Difesa individuale.

  Alcuni sostengono che le cose stiano velocemente peggiorando. Se mi guardo attorno forse sembra anche a me, però non mi sono mai interessato di problemi troppo generali, proprio perché ci tengo a rimanere fuori da quegli schemi che secondo il mio parere sono da tanto tempo ormai un po’ troppo logori. A dirla tutta, a me interessa poco o … Continua a leggere

Ritrovata sintonia.

  La domenica è una giornata insignificante. Si può pensare, riflettere, scrivere qualcosa sul proprio diario, magari prendere appunti per il prossimo futuro, ma non si può vivere davvero. La mattinata scorre svelta, prendersi cura di se stessi è anche troppo naturale, si finge di riposarsi quando invece ci si sente anche più stanchi del normale. Questo pensa Clara durante … Continua a leggere

Quasi impossibile.

  C’è silenzio adesso. Anche intorno alle auto ferme, o davanti ai negozi ed i caffè chiusi. Qualche lampione ronza spandendo la sua luce sul tratto di strada che gli è stato assegnato, e le finestre buie delle case mostrano dell’interno l’assenza completa di qualsiasi attività. Ecco il vuoto, si potrebbe dire in una parola, di quasi tutte le migliori … Continua a leggere

Rancori perduti.

  I ragazzi sembrano svogliati mentre si muovono nella piazza come sempre. Però dicono da qualche giorno che si sono stufati di rimanere sempre sopra quelle panchine con le mani in mano. Vorrebbero avere uno spazio tutto per loro, un involucro vero in cui riflettere, ed è per questo che hanno presentato una domanda formale alle autorità della cittadina affinché … Continua a leggere

Sollievo insperato.

30 gennaio Questi giorni vanno avanti per abitudine. Vorrei che l’entusiasmo con cui ho affrontato tutto il periodo scorso, riuscisse per incanto a mantenersi invariato, senza concedere spazio, come invece fa, a questa sottile angoscia che prosegue a paralizzarmi. Guardo mia madre che mi guarda, poi ambedue rivolgiamo rapidamente gli occhi verso altro, come se fosse avvenuta una combinazione fortuita … Continua a leggere

Neanche uno uguale.

  A volte ho paura. Di ascoltare i soliti discorsi ad esempio, di compiere i medesimi gesti, di vedere le medesime espressioni sul viso delle persone che incontro, esattamente identiche a quelle che ricordavo di quelle stesse persone fino ad un attimo fa, senza che sia intervenuta ultimamente una benché minima variazione. Andarsene, cominciare tutto quanto daccapo ma in un … Continua a leggere

Mai, ogni giorno.

  La corriera passa ogni ora, è sufficiente stare accanto al segnale della fermata e fare un cenno all’autista per indicare la propria volontà di salire a bordo. Marisa si è vestita con cura per uscire da casa, e quando sale sul mezzo sferragliante sente di essere assolutamente a proprio agio, nonostante tra i pochi viaggiatori presenti, non ci sia … Continua a leggere

Invenzioni libere.

  In serate come questa preferisco girare per strada da solo senza incontrare nessuno, con il giaccone abbottonato fin sopra al collo, le mani sprofondare dentro le tasche, il passo cadenzato e quasi indifferente. Non è che non trovi qualcosa da fare o che non abbia degli amici con cui magari fermarmi per scambiare quattro parole; è solo che niente … Continua a leggere

Cambio di atteggiamento.

  Mi dispiace, dice Clara a lui con una certa fermezza; ma in questo momento non me la sento di mettere in piedi con te una relazione che non sia costituita esclusivamente dalla nostra amicizia. E poi, anche per quanto riguarda proprio l’amicizia, negli ultimi tempi sento di preferire la frequentazione di diverse persone, almeno quando mi va, piuttosto che  … Continua a leggere

Brutte persone.

  Lo ha notato quasi immediatamente, di poco avanti a sé, una volta uscito da casa e incamminatosi lungo la strada. Tra le ombre del tardo pomeriggio spesso non è facile rendersi conto di cosa sia un piccolo oggetto scuro che sguscia, che si insinua tra le auto parcheggiate, che si nasconde alla vista di tutti: forse un gatto, uno … Continua a leggere

Alla luce del sole.

  15 gennaio Mi sento sempre più confusa. Non capisco più come dovrei comportarmi. E’ come se i fatti di questi ultimi giorni mi inviassero continuamente segnali contraddittori. Non voglio starmene ferma a guardare, magari nell’attesa che tutto quanto per un colpo di fortuna insperato si vada chiarendo; voglio agire, sono convinta sia questo il mio momento, e che il … Continua a leggere

Difficile comunicazione.

  Il nostro è un mondo piccolo, dice quasi tra sé la giornalaia da dentro al suo chiosco ricoperto di riviste ed edizioni di ogni tipo, ogni volta che qualcuno tenta di decifrare grossolanamente la realtà a voce alta, mentre guarda i titoli principali dei quotidiani esposti, sottintendendo in questo modo che quanto accade veramente è sempre troppo lontano da … Continua a leggere

Spirito pratico.

  Certe volte non vorrei neppure uscire di casa. Accatasto i miei libri sopra al piano della scrivania, mi metto accanto tutti gli appunti delle lezioni in facoltà, poi le matite, i fogli di carta, i miei quaderni, e mi pare quasi che sia tutto lì, vicino a me, ciò che m’interessa maggiormente. Fuori dalla finestra la giornata di sole … Continua a leggere

Tutta per sé.

  Lei va sempre da sola fino alla scuola. O meglio, senza la mamma, oppure il babbo, al limite giusto con qualche compagna di classe vicina di casa che volentieri si affianca a lei durante quel breve tragitto. Però in certi giorni, con la sua cartella ben chiusa stretta dentro la mano, lei cammina in solitudine a passo cadenzato e … Continua a leggere

Coraggio di piazza.

  Clara è stanca. Rientra a casa anche stasera come sempre, dopo una giornata intera trascorsa dentro al suo negozio, e le pare proprio di non aver fatto niente di importante, neppure oggi. Pochi clienti, qualche chiacchiera di circostanza, nessuna buona idea, neanche per rendere più invitante la vetrina per coloro che passano a piedi lungo il marciapiede della strada … Continua a leggere

Differenti pose.

  Non ce ne frega niente. Si sta bene nella nostra piazza, mezzi sdraiati sopra le panchine. Normalmente ci guardano tutti quanti nel momento in cui transitano da qui, ma noi non ci muoviamo mai, siamo sempre fermi nella nostra posizione. Ci fumiamo qualche cicca, si parla, si ride spesso, quasi di ogni cosa che ci viene detta, e come … Continua a leggere

Scelte di futuro.

  Cammina lentamente lungo il marciapiede la signora Martini, in parte per la sua età ormai avanzata, in parte per alcuni modi di fare a cui si è assoggettata fin da ragazza, comportandosi spesso come se il tempo in fondo non avesse avuto mai per lei troppa importanza, e la pazienza risultasse sempre la vincitrice tra tutti i suoi valori … Continua a leggere

Fatti sfumati.

  Difficile durante dei periodi brevi essere sorpresi da vere novità lungo le strade del centro abitato di una cittadina come Borgo San Carlo. Anche quando si volesse proprio trovarne, in mezzo ai suoi cittadini, forse scavando fin nei risvolti di quelle deboli discussioni che a volte riescono ad infiammare qualche espressione nei capannelli della piazza, o lungo il corso … Continua a leggere

Stanze quotidiane.

Non so perché lei abbia accettato. Così come non capisco per quale motivo io, che non ne avevo minimamente voglia, le abbia chiesto di uscire insieme a me in questa giornata di festa. Però è andata così, quasi inspiegabilmente, ed io e mia figlia durante questo pomeriggio, come non succedeva ormai da tempo immemorabile, ci siamo spinte fuori con la … Continua a leggere

Cambio d’anno.

  22 dicembre Trascorro ore di grande sofferenza in questi giorni, pur non riuscendo a comprenderne appieno neanche il motivo. Tanto che in certi casi non capisco neppure come possa poter sopportare, pur sforzandomi di mettere in mostra il mio solito ed invitante sorriso che spesso risolve tanti problemi, certe vecchie ed antipatiche clienti della nostra merceria, che sembra proprio … Continua a leggere

Variazioni in corso.

  Soltanto un mazzolino di fiori direttamente dal mio giardino, ha pensato di dirle lui con semplicità, mentre ormai è già arrivato davanti al cancello della sua vicina di casa, con una mano ingombra da quelle piantine, mentre con l’altra preme il pulsante per farsi aprire da Marisa Carraresi, che dopo qualche attimo effettivamente gli apre il portone di scatto, … Continua a leggere

Focaccia salata.

  Io abito assieme ai miei genitori in via Boito. In genere non esco molto di casa, mi piace rimanere nel mio angolo a sistemare con calma tutti i miei pensieri. Però al mattino sto sempre nel negozio di mio padre, che fa il fornaio, e che a seconda dei giorni della settimana lavora nel laboratorio per quasi tutta la … Continua a leggere

Uomo centrico.

  L’uomo guarda la strada. Nel caffè dove si trova ci sono rimasti ormai pochi individui, qualcuno di loro gioca a carte, altri si limitano ad osservare il gioco che si svolge sopra ai tavolini, e nessuno sembra interessarsi a qualcosa di diverso, a parte lui. Sulla piazza, fuori dai vetri del locale, ci sono adesso i soliti ragazzi di … Continua a leggere

Nulla di me.

  Sono confuso ed anche indolenzito, però mi guardo attorno e mi rialzo, seppure con un’estrema lentezza, dopo essere caduto a terra in malo modo, quasi scivolando ma solo per la semplice sorpresa che ho provato, dopo aver perso il contatto con la pavimentazione della piazza, nella ricerca strenua, contemporaneamente, di comprendere che cosa fosse successo per davvero, e soprattutto … Continua a leggere

Domani, forse.

  Dopo la mezzanotte in piazza non rimane generalmente più nessuno, almeno durante le giornate invernali maggiormente fredde. Quelli che hanno stazionato qui anche stasera hanno lasciato soltanto qualche carta in giro, ed una bottiglia rovesciata sopra al marciapiede, perciò queste panchine adesso appaiono vuote, mentre il bar Soldini di fronte ormai ha tirato giù le sue serrande. Soltanto due … Continua a leggere

Fantasie difformi.

  Lei osserva attentamente un angolo della parete che ha di fronte. Pare assurdo che questo forte senso di solitudine si faccia sentire proprio adesso, quando sembra non abbia più alcun significato. Il silenzio però è come una coltre densa certe volte, che pare avvolgere in un bozzolo tutta la casa; come il freddo di queste sere invernali, ad esempio, … Continua a leggere

Sfida triste.

  I ragazzi ne hanno discusso a lungo. Nei loro pareri sembravano quasi tutti divisi su due fronti, ma appena qualcuno ha iniziato a sbuffare mostrando una certa insofferenza, l’argomento è velocemente decaduto, lasciando ognuno ad esercitarsi sulle solite battute di sempre trangugiando qualche bottiglia di birra pagata sempre dagli stessi. Nei momenti iniziali alcuni c’erano rimasti male, non sembrava … Continua a leggere

Intenti insani.

4 dicembre Sono sospesa. Il lavoro va bene, che c’entra, ho delle buone idee da mettere in campo nei prossimi mesi, ma tutto questo è soltanto la metà dei miei pensieri. 5 dicembre Vorrei che qualcuno mi indicasse la via migliore per non avvertire costantemente dentro di me questa ansia. Mi sembra di vivere un incubo in cui sentirmi obbligata … Continua a leggere