Semi da spargere.

  Qualche volta lei si sente sola. Anche se ci sono tutti i soci e i sostenitori del circolo culturale che la conoscono e che le vogliono bene; anche se i suoi genitori come sempre l’aspettano a casa e fanno tutto quello che lei chiede loro di fare; anche se le telefonano spesso da chissà dove per proporle delle nuove … Continua a leggere

Ragionamenti importanti.

  Sono già sufficienti pochi elementi per veder passare via in un lampo un’intera giornata. Qualcuno telefona, e spiega o recepisce qualcosa con calma; Sonja memorizza subito il da farsi, poi si concentra sulla documentazione, sul materiale disponibile, su quello che può mettere assieme, prendendo appunti, elaborando, dando seguito a fatti e impressioni, fino a quando si guarda attorno per … Continua a leggere

Rinnovato interesse.

  I suoi genitori adesso sono anziani; lei avrebbe voluto andarsene dalla loro casa quando era il momento giusto, ormai diverso tempo fa, ma in quegli anni giovanili purtroppo si sentiva troppo presa dalle cose di cui si occupava: la politica, innanzi tutto; e poi i convegni da organizzare per il circolo culturale, le letture da consigliare a tutti, i … Continua a leggere

Collettivo.

  Le solite facce, anche stasera, al circolo culturale “Victor Jara”. L’argomento di oggi gira attorno ad un vecchio militante scomparso da poco tempo, una persona del popolo, un uomo come potrebbe essere stato chiunque, che pur senza istruzione, o quasi, è riuscito a scrivere, pur tanti anni fa, un opuscolo breve, chiaro e conciso, nel quale riusciva a dire … Continua a leggere

Avanti comunque.

  Mio fratello gemello, come lo chiamo io: l’immagine di me dentro il piccolo specchio incorniciato che possiedo da sempre, che spesso mi ha aiutato nella mia solitudine, suggerendo comportamenti, idee, scelte; ormai si è fatto quasi un pensiero inerte, un semplice elemento della mia giornata che ancora resiste e che forse mi osserva sopra al piano di un mobile … Continua a leggere

Cambiamenti in corso.

  Mi hanno telefonato in questi giorni scorsi alcuni colleghi dall’ufficio, naturalmente anche per chiedere notizie sulla mia salute, ma soprattutto per avere qualche informazione aggiuntiva su quanto stavo portando avanti ultimamente sul mio posto di lavoro. Sembra, a detta loro, che presto sarò definitivamente sostituito, ed io sospetto che ci sia già una persona che abbia occupato il mio … Continua a leggere

Cambio di alcuni dettagli.

  Alle spalle della mia scrivania c’è un armadio metallico, grigio, pieno di faldoni cartacei sistemati abbastanza in ordine, la cui prosecuzione naturale in ordine alfabetico si ritrova addossata al muro direttamente sul pavimento, visto che non c’era più spazio, accatastata alla meglio nell’attesa di nuovi scaffali a sorreggerne il peso. Ogni tanto, nel lavoro corrente che mi viene consegnato … Continua a leggere

Doverose promesse.

  Le giornate ultimamente sono tutte identiche tra loro. I medesimi gesti, le solite cose, le esatte parole da usare con le stesse persone. Ogni momento praticamente è la fotocopia esatta di un altro momento del giorno appena trascorso, ma con minori dettagli in evidenza, una risoluzione già più grossolana, approssimativa. Fingo indifferenza di fronte alla noia, e cerco di … Continua a leggere

Quel che siamo.

  Durante questi giorni grigi in cui non succede proprio niente, mi sento un po’ giù di morale, quasi depresso. Persino rimanendo in casa come sempre, mentre giro nervosamente tra le stanze del mio piccolo appartamento, mi pare in questi casi di non essere a posto, anzi, quasi fuori luogo, e mi sembra praticamente che le pareti si avvicinino maggiormente … Continua a leggere

Indifferenza motivata.

  Ad iniziare proprio da oggi, mio fratello gemello ha deciso di accompagnarmi fino al lavoro, almeno qualche volta. Se ne sta fermo sul sedile del passeggero dentro la mia utilitaria, e lascia che io guidi la macchina da casa mia fino agli uffici della pubblica amministrazione, senza provocarmi alcun nervosismo, anzi, spingendomi alla calma, come non ci fosse mai … Continua a leggere

Possibilità quasi insperate.

  Impiego quasi un’ora per andare in ufficio a piedi. Però, in questo ultimo periodo, ho preferito spesso fare così, piuttosto che mettere in moto la mia utilitaria e farmi ancora prendere in giro dai colleghi, magari proprio mentre mi trovo nel parcheggio riservato a noi impiegati dell’amministrazione pubblica. Loro si comportano in questo modo giusto per farsi due risate … Continua a leggere

Prospettive limitate.

  Sono io, dico al mio fratello rientrando. Poi mi muovo dentro la stanza per cercare qualcosa di cui non ho una memoria precisa, ma che so essere nascosto in uno degli angoli, anche se adesso non so ricordare quale sia. È come se precedentemente, in uno stato come di forte dormiveglia, avessi sistemato rapidamente le mie cose in diversi … Continua a leggere

Reazione composta.

  “Buongiorno”, dico per automatismo ad un paio di colleghi che stanno discutendo di qualcosa, mentre io scorro lungo il corridoio degli uffici. Poi appoggio la cartella dei documenti sopra la mia scrivania, a dire la verità quasi vuota, mi siedo per un attimo sopra la seggiolina di stoffa imbottita e subito mi sento stanco, privo di qualsiasi energia. Vorrei … Continua a leggere

Bidonate ordinarie.

  Le giornate si susseguono comunque. In certi casi mi sembra che tutto stia improvvisamente per crollare, e che sfortunatamente io mi sia spinto troppo in avanti, fino a raggiungere l’orlo di una specie di precipizio, oltre il quale niente sarà più come prima, e l’andamento di tutte le cose alle quali ho fatto persino l’abitudine dopo tutto questo tempo, … Continua a leggere

Si è fatto tardi.

    Quando la sera si fa avanti e preparandomi per la notte tendo a spegnere tutte le lampade dentro le mie stanze, resta generalmente sopra alle pareti una lieve penombra data dalla luce dei lampioni lungo la strada di fronte, che riescono a far penetrare un debole chiarore tra le tende e le persiane delle finestre. Ed è in … Continua a leggere

Credere agli intenti.

  Alla fine della mattinata di lavoro mi sento un po’ nervoso, come se non riuscissi a stare neanche un minuto di più seduto alla mia scrivania. Ho un appuntamento con una collega che conosco soltanto superficialmente, alla fine dell’orario di lavoro; forse per altri non sarebbe niente di speciale questa faccenda, ed anche io lo faccio giusto per andare … Continua a leggere

Cambio di passo.

  Mi sono osservato di nuovo nello specchio, e mi sono reso conto che la mia espressione non sembra affatto cambiata, nonostante siano sopraggiunte delle importanti novità non tanto nell’andamento delle mie giornate o nel mio aspetto fisico, quanto all’interno di me, nella mia cognizione profonda delle cose. Ho deciso di essere diverso. Insomma, di provare a cambiare tutto ciò … Continua a leggere

Inusuale scelta.

  Basta, mi sono detto. Devo uscire da questa situazione asfissiante in cui sono caduto. È sufficiente cambiare leggermente tutto ciò che mi è capitato di pensare fino ad oggi, e guardare al futuro in altro modo. Per prima cosa ho preso il mio piccolo specchio, quello che chiamo fratello, e l’ho nascosto in fondo ad un cassetto. Non tanto … Continua a leggere

Espressione.

  Non capisco; mi guardo attorno mentre cammino e qualche volta non so più neanche chi sono. Osservo nei dettagli la mia ombra fluttuante durante queste mattine assolate della domenica, o quando certe volte nei giorni feriali mi ritrovo nel parcheggio riservato agli impiegati, di fronte al palazzo dell’amministrazione pubblica dove lavoro, e mi pare che dentro a questa forma … Continua a leggere

Faccia così.

  Non so, continuo in questi giorni a guardarmi in tutti gli specchi che mi trovo in giro, oltre a quelli che ho in casa; vado chissà quante volte nel bagno dell’ufficio dove lavoro, ad esempio, proprio per ridarmi ogni poco una nuova occhiata, per assicurarmi se in quei pochi minuti sia cambiato qualcosa, o se tutto paradossalmente sia ancora … Continua a leggere

Idee di femmine.

  Forse, se non ci fossero costantemente intorno a me tutti questi colleghi uomini in ufficio, le cose potrebbero andare anche diversamente sia per me che per tutti gli altri. Invece le donne impiegate in questo settore dell’amministrazione pubblica, poco per volta si sono come ritagliate uno spazio proprio, sistemandosi tutte, grazie naturalmente all’avvallo un po’ sospetto dei nostri capi, … Continua a leggere

Solo questo.

  Adesso lui cammina lungo le strade principali della sua città, sfiorando continuamente una moltitudine di persone che paiono rincorrere ognuna i propri desideri, come tutti scartando spesso gli ostacoli e aggrovigliando il proprio percorso individuale in maniera inestricabile con qualsiasi altro tragitto venga seguito. Vorrebbe tanto sentirsi uno come gli altri tra coloro che ad ogni passo va incontrando, … Continua a leggere

Estreme decisioni.

  “La tua macchina è un rottame”, mi dicono ridendo certe volte i miei colleghi di lavoro mentre si trastullano davanti alle macchinette del caffè. “È già tanto se entra ancora in moto, però solo vederla andare in giro suggerisce un moltiplicatore di preoccupazione per tutti quelli che circolano lungo le strade di questa città”. Loro scherzano, ridono, si danno … Continua a leggere

Acquisizione di fiducia.

  Sono già tre giorni che il geometra non si fa vedere nell’azienda. Nessuno dice niente, ognuno prosegue semplicemente a svolgere le proprie funzioni come sempre. Gli operai sul cantiere, peraltro, ultimamente sono andati avanti piuttosto spediti con i lavori, e c’è stato addirittura bisogno di ordinare una nuova betoniera di calcestruzzo con la pompa per iniettarlo nelle casseforme, così … Continua a leggere

Estraneo.

  Ho sempre avuto un difetto. Mi hanno guardato, mi hanno studiato, si sono dati da fare amici e conoscenti per scoprire quale fosse la vera natura di una cosa del genere. Poi hanno desistito, ed anche i parenti più stretti si sono disinteressati di tutto, visto che alla fine io stesso mi dimostravo ogni volta indifferente a qualsiasi risultato. … Continua a leggere

Soltanto delle abitudini.

  “Devi stare attento”, dice il professore al ragazzo, gesticolando con le braccia per mostrare, oltre le parole, tutta la sua preoccupazione. “Questi sono momenti difficili”, dice ancora, mentre si trattiene un attimo con la sua borsa in mano davanti alla scuola; “ognuno vuole affermare la propria opinione, qualche volta persino con la forza, senza guardare in faccia mai nessuno. … Continua a leggere

Soluzioni favorevoli.

    Alla sera, quando rientrano in sede, gli operai dichiarano sempre di essere troppo stanchi per parlare, e di avere perciò poca voglia di trattenersi presso la ditta. Inutile attenderli nei magazzini per farsi spiegare qualcosa del lavoro che hanno portato avanti nella giornata. Rispondono sempre a monosillabi e sono a dir poco sfuggenti. Soltanto un caposquadra qualche volta … Continua a leggere

Orario di lavoro.

    Compio i medesimi gesti ogni giorno, e qualche volta, quando qualcosa non va esattamente come vorrei, mi sembra persino impossibile che questo accada proprio a me stesso, senza che possa oppormi ad un fatto del genere, tanto che in certi casi mi prende addirittura un tremito, quasi una febbre, che mi lascia spossato e impossibilitato, almeno per una … Continua a leggere

Lamentele assenti.

  Nei giorni di festa resto in casa. Mi occupo di piccole faccende domestiche, e nelle pause mi siedo a pensare. Osservo davanti a me, dentro la sua piccola cornice di legno, l’immagine vuota che il mio specchio ripropone come sempre, e sento comunque che sicuramente niente di brutto potrà succedermi almeno fino a quando questa figura resterà insieme a … Continua a leggere

Dati segreti.

  Esistono molti pensieri che riescono a girare nella mente di un lavoratore nell’attimo in cui percepisce che qualcosa potrebbe cambiare nella sua attività. E magari far migliorare tutte le sue giornate, facendogli assumere un ruolo più determinante, magari salire di grado nella gerarchia dei dipendenti, ritrovandosi quindi a fine mese con uno stipendio migliore, più potere, e forse ad … Continua a leggere

Margini sociali.

  Si presentano casualmente dei periodi in cui all’improvviso mi sento ai margini di tutto. Per certi versi non me ne dispiaccio neppure, immaginando sia la personalità più nascosta di me che in questi casi si fa strada per rivendicare un ruolo e mostrarmi qualcosa che forse in passato è parso sfuggirmi. Così prendo la mia macchina e dopo aver … Continua a leggere

Timidezze perse.

  In fondo non me ne importa proprio niente, dice tra sé il geometra mentre guida con leggerezza l’auto aziendale che a breve peraltro dovrà restituire. L’impresa se la caverà benissimo anche senza di me, ne sono certo, ed il signor Chelli molto presto saprà ben scegliere a chi dover destinare dopo di me la propria fiducia. Se soltanto la … Continua a leggere

Interessanti argomenti.

  Sono una persona normale. Una donna come se ne incontra a centinaia in un qualsiasi supermercato. Eppure certe volte qualcuno mi dice che ho un modo di guardarmi attorno diverso da tutte le altre. Davvero, penso io; ma se generalmente non mi guardo neanche troppo in giro; casomai mi limito ad osservare qualcosa, a rendermi conto di quello che … Continua a leggere

Residuo attaccamento.

  Mentre resta seduto alla scrivania del suo ufficio per riflettere sui problemi della propria ditta, il titolare dell’azienda spesso è anche consapevole di tutti i limiti suoi e della sua impresa, ed è per questo che quando si sente proprio arreso di fronte a qualcosa di particolarmente complicato che riguarda con evidenza la sua attività, ricorda subito ai suoi … Continua a leggere

Imprevedibile immagine.

  Vorrei proprio partire, durante certi giorni. Alzarmi dal letto come sempre, prepararmi di tutto punto per andare in ufficio, presso il mio lavoro di impiegato della pubblica amministrazione; scendere le scale di casa, mettere in moto la mia vettura e compiere le solite strade di sempre per raggiungere il parcheggio riservato ai dipendenti del palazzo. Ma all’ultimo momento svoltare … Continua a leggere

Vicende discutibili.

  Quando viene via dal suo posto di lavoro lei si sente subito un’altra persona. È come se già avviando il motore della sua utilitaria, ed uscendo con attenzione dal parcheggio sterrato davanti alla sede dell’impresa edile, lei perdesse quasi tutte le sue caratteristiche di segretaria, per riprendere appieno i propri compiti di moglie e di madre di famiglia. Non … Continua a leggere

Amministrazione casalinga.

  Ho chiesto al mio capo di uscire un po’ prima oggi dal lavoro. Non perché abbia qualcosa di urgente o importante da fare, ma per provare quel senso di libertà che a volte mi manca. Potrò ritrovarmi da solo nel parcheggio davanti al palazzo degli uffici, mettere in moto con calma la mia vettura, uscire dal perimetro destinato agli … Continua a leggere

Doppio.

  Mi sveglio di soprassalto, certe notti, e poi mi alzo dal letto in preda ad una notevole agitazione. Giro per casa, controllo che le cose siano tutte al loro posto, mentre sembra proprio che il mio sonno sia stato interrotto forse da un rumore insolito che ancora mi sembra di avvertire nelle orecchie, oppure da un richiamo lontano, come … Continua a leggere

Scherzi augurali.

  Lei è così, anche quando corre a perdifiato soltanto perché sicuramente è già in ritardo, e fa quell’espressione buffa da animale preso in gabbia, come se non fosse stata la solita montagna di sciocchezze a farle mancare anche quell’orario. C’è sempre qualcos’altro da fare, da inventare, di cui preoccuparsi, quasi che il presente, proprio davanti ai suoi occhi, fosse … Continua a leggere

Appalti al massimo ribasso.

  L’orario è quello di ogni giorno, il magazziniere spegne il suo elaboratore ed anche la lampada sopra il piccolo tavolo dentro al box, poi prende tutti gli incartamenti che si sono accumulati là sopra durante la giornata, e dopo averli messi bene in ordine li porta nell’ufficio della segretaria, all’interno della sede. A quell’ora in genere lei è già … Continua a leggere

Soltanto ignorati.

  Sono sfinito, continuo a camminare per la strada affidandomi soltanto all’inerzia delle mie gambe, che proseguono ad appoggiare i piedi a terra uno dietro quell’altro, oramai senza neppure minimamente sapere verso quale luogo mi stia recando. Ho cercato un nuovo mestiere, appena sono stato licenziato dall’ultimo lavoro che svolgevo: il titolare della ditta ha detto con un sorriso che … Continua a leggere

Parole giuste.

  Il lavoro procede, anche se le giornate spesso riescono a dimostrarsi infinite. Ogni impresa edile ha senza dubbio una storia propria, un percorso preciso, un indirizzo tramite il quale le cose al suo interno prima o dopo sono andate manifestandosi nell’arco del tempo, generalmente tutte quante di derivazione diretta delle persone che hanno partecipato sia alla sua fondazione, antica … Continua a leggere

Fregature inaspettate.

  Niente potrà migliorare penso, se non la mia percezione della realtà, il mio considerare tutte le cose in maniera più positiva di quello che sono. Per questo cerco spesso di allontanarmi da chiunque, semplicemente per non coinvolgere altri nel mio scadimento. Al bar mi chiamano il poeta, perché credono che dentro di me percepisca la realtà sotto forma di … Continua a leggere

Giri di parole.

  Della vendita al dettaglio di sabbia, ghiaia, cemento, leganti vari per edilizia ed affini, si occupa quasi in autonomia il magazziniere dell’impresa, che rilascia fatture, scontrini e documenti di trasporto, ai clienti che giungono fin lì, manovrando i dati e le carte che servono, all’interno del piccolo ufficio ricavato in un box posto in mezzo al piazzale, dove sotto … Continua a leggere

Dimenticanze correnti.

  Fuori dai vetri il pomeriggio mostra adesso la sua luce più densa, e le cime degli alberi in fila disegnano come delle ombre allungate di identiche meridiane lungo la strada asfaltata di fronte. Lei, dentro al salotto dell’appartamento, si muove nervosa con il suo sguardo pungente, quasi alla ricerca di qualcosa di cui preoccuparsi; lui, assunta la posa consueta … Continua a leggere

Spinta in avanti.

  Dentro all’ufficio del signor Chelli, nel corso degli anni, sono state anche prese delle decisioni importanti, in considerazione di una piccola impresa come la sua. Ma a lui generalmente non piace cambiare le cose da cui è circondato, preferisce sia la cruda realtà, in qualche maniera, a suggerire quali siano le piccole variazioni da apportare in azienda volta per … Continua a leggere

Novità in vista.

  “Non è più aria per me”, dice lui sorridendo ad un amico che incontra certe sere mentre porta fuori il suo cucciolo canino. “Al capo della ditta ho fatto assumere un paio di ragazzi che al momento non sanno fare quasi niente, ma poco per volta impareranno senz’altro qualcosa, e tra non molto saranno più o meno pronti per … Continua a leggere

Piccoli disastri quotidiani.

  Purtroppo sono solo. Mi guardo attorno lentamente, mentre ancora mi trattengo lungo la strada, davanti a questo palazzo, dove abito in due stanze d’affitto senza grandi pretese. Mi fermo davanti al vecchio portone, e con la chiave in mano cerco qualcosa intorno a me, da qualche parte, qualsiasi cosa che mi permetta di restare per qualche minuto ancora qui, … Continua a leggere

Equazione della parabola.

  Certo, la segretaria non appare troppo contenta di avere attorno a sé, da ora in avanti, un nuovo tecnico, nonostante si tratti di un giovane apprendista; proprio perché lo immagina, magari con piena sicurezza di sé, già pronto a girare tra quegli uffici della loro azienda curiosando probabilmente tra elementi già assodati, e magari traendo più di altri delle … Continua a leggere

Trasparenza.

  Qualcuno parla a voce alta in fondo alla strada. Sono soltanto tre o quattro persone che discutono di qualcosa, ma in un modo neppure troppo animato, soltanto spiegando con una certa intensità ognuno il proprio punto di vista. Lui va loro incontro camminando con calma, mentre si fuma una delle sue sigarette che ha appena arrotolato tra le dita … Continua a leggere