Senza senso.

  Mi dispiace, dice quello che maggiormente se ne intende di medicina, ma la donna non può proprio camminare. Gli altri si guardano con espressioni perse, a nessuno viene voglia neppure di chiedere ulteriori spiegazioni, ed uno o due di loro tornano a sedersi lasciandosi sprofondare sopra le sedie impagliate che stanno attorno al tavolo di legno, quasi senza un’altra … Continua a leggere

Falsità bonarie.

  Io non sono quello che sembro. Certe volte per esempio fingo di tenere fortemente ad un qualcosa di generico che magari tutti conoscono e sul quale hanno anche probabilmente delle idee piuttosto precise, nonostante nella realtà più profonda a me non me ne importi proprio un bel niente. In questo modo però riesco ad incuriosire con facilità i soliti … Continua a leggere

Conquista raggiunta.

  La chiamano a voce alta anche per diverse volte durante questi pomeriggi di sole mentre se ne sta in solitudine da una parte, non tanto perché vorrebbero averla insieme con loro, visto che lei non dice quasi una parola e non è certo una persona di grande compagnia, quanto perché desidererebbero tutti che la smettesse di giocare sempre con … Continua a leggere

Sbagli clamorosi.

  Stanno tutti fermi nel momento in cui li guardi, ma appena sono sicuri di non essere osservati, ecco che iniziano a girarsi, a parlare tra di loro, a ridere e scambiarsi segnali di condivisione. Allora cerchi di ignorarli, di fingere che neppure siano qui, proprio da queste parti dietro di te, e che le cose di cui parlano risultino … Continua a leggere

Urlo inadeguato.

  Durante alcuni pomeriggi particolarmente luminosi, nelle ore che normalmente dedico alla riflessione attenta della realtà in tutte le sue particolari manifestazioni, mi capita di provare il desiderio di uscire con una certa tranquillità sopra al terrazzino del mio appartamento al terzo piano, come per dare un’occhiata alla strada piena di sole che passa proprio qui sotto; e forse per … Continua a leggere

Futuro impossibile.

  In giornate come questa vorrei fermarmi, dice con voce pacata l’uomo a sua moglie. Non essere stupido, fa lei, non ce lo possiamo certo permettere. Non dicevo questo, cerca di spiegarsi meglio lui, è solo che d’improvviso mi sembra quasi tutto inutile, un’assurda e continua corsa in avanti senza alcun significato e nessuno scopo da raggiungere. Va bene, fa … Continua a leggere

Superamento di tutto.

  Lei adesso siede al suo tavolo cercando di conservare una certa tranquillità, ed almeno in apparenza sembra non avere al momento dei grandi pensieri dentro la testa, anche se tra qualche minuto dovrà per forza rimettersi in moto per le cose ordinarie di cui deve assolutamente occuparsi, ed affrontare tutti quei piccoli problemi che oramai costituiscono la maggior parte … Continua a leggere

Senso del ridicolo.

  Siamo noi, spesse volte, ad indicare la via giusta a tutti quanti. Ed anche se in certe occasioni si sente ridere qualcuno in modo platealmente denigratorio dentro al buio della sala, ciò non comporta da parte nostra alcun cambiamento di rotta, visto che noi siamo sicuri di quello che è meglio fare per il bene della nostra gente. Mandiamo … Continua a leggere

Appuntamento difficile.

  Devo muovermi, sono già in ritardo. Non capisco neppure come possa essere capitato, forse mi sono trastullato un po’ troppo nella convinzione di avere davanti tutto il tempo di cui avevo voglia, ed invece le lancette dell’orologio sono andate avanti velocemente quasi per conto loro, in un modo del tutto inesorabile, tanto che adesso mi trovo nella situazione imbarazzante … Continua a leggere

Strade diverse.

  Il primo appare stanco, forse svogliato, e trascina leggermente una gamba quasi come se quella autonomamente si rifiutasse di muoversi. Guardandolo con attenzione si vede che il suo è un atteggiamento annoiato, di chi forse farebbe qualsiasi cosa pur di ritrovare un briciolo di quell’entusiasmo che ha di fatto perduto, ma in mancanza di questo non è proprio disposto … Continua a leggere

Normalmente.

  In giornate come quella di oggi mi sento confusa. Anche se cerco di svolgere normalmente le solite cose di sempre le mie attività per loro natura mi appaiono in questo momento piuttosto strane, sfuggenti, come se avessero improvvisamente perso di senso e non mi procurassero in questi frangenti alcun piacere. Potrei forse telefonare per esempio alla mia amica di … Continua a leggere

Identici.

  Non fanno più caso a coloro che regolarmente tendono a scambiarli uno per l’altro, anzi, generalmente sono disponibili senza correzioni a rispondere ognuno a nome del proprio fratello gemello pur di non tornare nuovamente a chiarire quello che sembra essere il dubbio principale di chi gira attorno alle loro giornate. Sorridono sempre con una stessa identica espressione, e spesso … Continua a leggere

Fine della storia.

  Ho perso. Forse non è stata una vera colpa la mia e neppure credo si sia trattato di un madornale errore di valutazione; difficile difatti persino comprendere qualcosa capace di causare effettivamente tutto quello che è accaduto. Magari si sono anche verificate delle situazioni singolari per cui mi sono trovato praticamente preso in mezzo ad una serie di sciocchezze … Continua a leggere

Fissazioni.

  Prosegue in genere per tutto il giorno a correre da ogni parte e ad occuparsi di tutte quelle cose minute che sente dentro di sé come attività per lei non rinviabili proprio mentre le passano vorticosamente come sprazzi di colore davanti agli occhi o dentro la testa. E’ come se addirittura l’occuparsi senza fermezza di quelle semplici quotidianità, mettendole … Continua a leggere

Soluzioni efficaci.

  Sono fermo, mentalmente intendo. Non riesco più minimamente neanche a pensare a delle faccende vagamente diverse da quelle consuete, perciò continuo a dibattermi nelle stesse semplici riflessioni che mi hanno accompagnato costantemente per tutti questi ultimi tempi, limando e scartando ogni poco soprattutto quelle che mi hanno procurato maggiore fastidio, finendo però col concentrarmi quasi sempre soltanto su appena … Continua a leggere

Atomismo di Democrito.

  Spesso la ragazza si annoiava, seduta ogni giorno al bar del bagno Orchidea, uno stabilimento come alcuni altri appollaiato sulla riva sabbiosa di quel mare calmo e piacevole come sembrava spesso mostrarsi durante quell’estate. Quando al pomeriggio arrivavano diversi ragazzi a ridere e a scherzare forse le cose andavano un po’ meglio anche per lei, che comunque si limitava … Continua a leggere

Collina di cipressi.

  Sinceramente molto spesso non riuscivi ad essere davvero critico su quanto certe volte poteva giungere d’improvviso alle tue orecchie, forse per colpa dei tuoi semplici tempi di reazione molto riflessivi e normalmente un po’ troppo allentati; così quando l’ingegnere, pur in mezzo a diversi giri di parole che ti avevano confuso scaturendo da persona abituata alla trattativa, aveva poi … Continua a leggere

Uguale agli altri.

  Ho sbagliato penso, anche se già lo avevo immaginato che le cose sarebbero andate a finire in questa maniera. Lui si muove in mezzo ai propri fragili punti di riferimento, anche se è consapevole che sarebbe stato necessario cambiare molti aspetti di tutto il suo ordinario tirare avanti. Ci sono forse gli affetti che formano una pietra miliare in … Continua a leggere

Piazza, bella piazza.

  Lui è là, bello e immobile sul marciapiede mentre continua a guardarmi, ed io che dentro di me vorrei tanto muovere subito questi miei passi incatenati ed andargli proprio incontro, mostrargli il mio entusiasmo, la mia assoluta voglia di stare assieme a lui, mentre però al contempo sono così sicura di essere sotto osservazione da parte di certa gente … Continua a leggere

Via dell’Oriuolo.

  Antonio, avevo detto sottovoce rivolgendomi a lui timidamente nell’ambiente polveroso di quella sala da cinema-teatro minore che peraltro da lì a poco sarebbe rimasta definitivamente chiusa; ho portato qualche pagina, qualche foglio, insomma dei piccoli racconti e qualche appunto scritto proprio da me, che forse potresti anche leggere se vuoi. Ero andato da solo lì dentro in quel pomeriggio … Continua a leggere

Perfetta comprensione.

  Lei certe volte è sfuggente. Ti guarda, abbozza un timido sorriso, poi torna ad avere la sua espressione di sempre. Tu non riesci a comprendere che cosa le sia passato nella mente in quel preciso momento, perciò tenti una piccola provocazione, una frase impersonale buttata lì, che non significa un bel niente, ma che forse potrebbe anche aprire nuovi … Continua a leggere

Tutto quasi normale.

  Anna dorme nel suo letto coniugale. Anche Francesco, suo figlio, ha spento la luce nella propria cameretta ed ha preso sonno già da un pezzo. È tardi d’altra parte, sono quasi le due della notte anche se Corrado non è ancora rincasato. C’è silenzio dappertutto, anche in strada mentre lui gira la chiave nel portone condominiale. Sale lentamente le … Continua a leggere

Via di fuga.

  Vorrei perdere la mia identità mentre cammino per la strada. Dimenticare in un attimo chi sono, la mia storia, i miei problemi. Mi fermo, guardo semplicemente la facciata di un palazzo, e cerco di immedesimarmi in qualcuno che neanche conosco mentre lo osservo rincasare proprio in questo attimo, trasformando forse i miei pensieri in degli stupidi dettagli di una … Continua a leggere

Prevenuta.

  Ci sono delle volte che Cinzia sì astrae completamente da ciò che la circonda. È come se i suoi pensieri prendessero il sopravvento su tutto il resto, ed il  momentaneo isolamento in cui si rinchiude fosse pari ad un breve piacevole viaggio. Non è così questa mattina purtroppo, o almeno niente del suo comportamento avuto nei confronti di Francesco … Continua a leggere

Semplici variabili.

  Tutti proseguono più o meno a sostenere che io adesso dovrei assolutamente uscire da qui, anche perché secondo loro non ci sarebbe proprio niente di cui preoccuparsi, anche se io pur limitandomi ad ascoltare in silenzio quelle loro voci che neppure mi giungono in modo molto rassicurante, resto comunque fermo dietro alla porta serrata di questo spogliatoio in cui … Continua a leggere

Foglio bianco.

  Seduto nel suo solito banco scolastico lui si sente bene: appoggia come sempre le palme delle mani sopra a quel piano liscio e semilucido, con le ginocchia che restano appena sotto al ripiano dove tiene i suoi quaderni, ed i suoi piedi dentro alle scarpe da ginnastica che riposano come di norma sopra all’apposito ferro orizzontale di appoggio, ed … Continua a leggere

Attimi di vantaggio.

  Certo che per lui è stato sicuramente un grande sollievo riavere improvvisamente in tasca tutti quei soldi che qualche mese addietro aveva prestato a Corrado, quando già cominciava quasi a disperare di poterli riprendere, perlomeno in tempi celeri. Però al Torrini gli ha anche dato una certa soddisfazione in tutto quel periodo di tempo, tenere il suo collega d’ufficio … Continua a leggere

Maschera vera.

  Fermo, sotto ad una pioggia leggera ed invischiante, proprio identica a quella che sta venendo giù insistentemente negli ultimi giorni, sotto ad una giacca forse persino troppo larga, che in ogni caso a quell’epoca non era affatto della sua taglia, con l’espressione come sempre enigmatica, senza alcuna definizione di stato d’animo, lui mi appare davanti ancora una volta, appena … Continua a leggere

Medicina mentale.

  Certe volte mi sento proprio stanco della monotonia di queste giornate che mi appaiono tutte così simili l’una all’altra da non riuscire a tenerne a mente neppure una. Le cose da fare per la mia figura professionale sono sempre all’incirca le medesime, non c’è mai alcuna possibilità di poter sbagliare: farsi trovare da qualsiasi paziente arrivi concentrato ma in … Continua a leggere

Analisi clinica.

  All’improvviso lui sente di avere la mente praticamente sgombra da tutti i pensieri che lo hanno costantemente assillato negli ultimi giorni, mentre conservando quasi un’espressione di indifferenza rispetto a tutto rimane seduto da solo sopra quella panchina, nel giardinetto del quartiere sanitario, anonimo ma molto ben curato. È ancora troppo presto per entrare dentro la clinica che si apre … Continua a leggere

Scelte obbligate.

  Lei sta al lavoro. S’impegna, ci tiene a portare avanti bene la sua occupazione, perché vuole sempre far procedere le cose in maniera che nessuno abbia niente da dire. Non importa poi se gli utili della carrozzeria dove si reca ogni mattina quest’anno potranno essere più o meno alti dell’anno passato ad esempio, in fondo sono cose che non … Continua a leggere

Battaglie perse.

  Mi sento solo mentre cammino lentamente verso casa, una volta terminate tutte le ore di lezione. Dietro di me sento ancora gli strepiti e le urla di tutti i compagni che ci vengono a studiare in questa scuola, e poi le loro risate nei corridoi, le parole forti, i discorsi fatti senza avere praticamente nessun senso, le loro argomentazioni … Continua a leggere

Urlo attenuato.

  Più tardi devo per forza recarmi dal medico. Questo dolore continua ad andare e tornare, poi si calma, si fa risentire, e quando vuole si acuisce fortissimo e mi lascia quasi senza respiro. Mi sono rigirato nel letto mille volte tentando di prendere sonno, ma è stato inutile e stupido. Non posso certo andare in ufficio. Stamani giro per … Continua a leggere

Strada di casa.

  Smettila, adesso fermati, dice lei al bambino che continua a correre intorno al tavolo della cucina e lungo il corridoio dell’appartamento, ridendo e facendo ogni poco degli urletti insensati, forse per tenere lontano qualcosa dalla sua mente. Fuori pioviscola, la giornata appare lunga e anche vuota, e l’andamento malinconico del tempo non sembra però essere così negativo come dicono … Continua a leggere

Ricordo di valore.

  No lo so, dice Anna con voce bassa e modi calmi; non mi sono mai ritrovata in una situazione del genere. Forse avrei dovuto prendere fin da subito una posizione precisa, magari farmi sentire, ma non è nel mio carattere mostrarmi troppo, anche se adesso mi dispiace profondamente per quello che è successo. Chiara la guarda in silenzio, sorseggia … Continua a leggere

Coraggio, forse.

  Non voglio sentirmi soddisfatto, pensa Corrado mentre staziona in ufficio seduto alla sua scrivania, a quel quarto piano del palazzo delle assicurazioni. Nella tasca interna della giacca c’è quella busta, ne sente la presenza continuamente mentre prosegue a lavorare sul suo terminale. Tra poco sarà l’ora di andarsene per gli impiegati come lui, strisciare nella feritoia della macchina lungo … Continua a leggere

Giudizio finale.

  Qualche volta vorrei proprio starmene lontano da tutto, trovare da qualche parte una qualsiasi cuccia dove rintanarmi come un animale, e poi starmene lì, senza avere più niente a che fare con questa insopportabile normalità che costringe ognuno a rivestirsi con dei panni che spesso non sono affatto i propri, ed a parlare agli altri con una voce quasi … Continua a leggere

Realistico.

  L’impressione iniziale è quella di un vago profilo di ragazza dallo sguardo quasi severo, disincantato, di chi sa piuttosto bene cosa fa e cosa si prepara ad affrontare, senza per questo minimamente abbattersi, senza grandi paure, lasciandosi catturare nell’attimo preciso in cui solleva il suo interesse dai libri sui quali ha appena finito di studiare, ed osserva qualcosa avanti … Continua a leggere

Ignorati cambiamenti.

  Tutti hanno sempre parlato male di me, o almeno credo. Ho sentito affermare in certe situazioni persino delle cose decisamente piuttosto pesanti contro i miei comportamenti, ed ho pensato quasi sempre che tutte quelle cose si riferissero soprattutto ai miei difetti, forse anche alla mia timidezza malcelata, a questa maledetta necessità di mettermi sempre da una parte, di starmene … Continua a leggere

Possibile sorte.

  Non ci devono essere ritardi nella consegna, gli fa lui; e l’altro operaio che fino adesso ha cercato di accampare qualche motivo per prendersi un po’ più di tempo, all’improvviso abbassa la testa e poi ricomincia a lavorare su quell’auto già parzialmente smontata. In carrozzeria è tutta una questione di giusto tempo, né troppo né poco: le macchine non … Continua a leggere

Punta di matita.

  Lo ha visto andare via, Cinzia. Stava compilando gli ultimi esercizi di matematica nella camera al piano superiore, ed ha gettato distrattamente uno sguardo dalla finestra verso il giardinetto davanti alla sua casa, proprio nell’attimo in cui il signor Renai con la mano sul cancello si è voltato a salutare. Allora lei dopo qualche minuto è scesa, è andata … Continua a leggere

Risultati lavorativi.

  Non me ne frega poi molto dei comportamenti sul piano interpersonale, diciamolo chiaro; a me in azienda basta che i conti tornino e che a nessuno venga in mente di approfittarsi delle situazioni che qua dentro certe volte sembrano quasi scorrere esattamente ognuna sotto al proprio naso. Il funzionario del piano di sopra mi chiama di rado nel suo … Continua a leggere

Giro di giostra.

  Non saprei davvero spiegare quale sia il motivo. E’ probabile che le cose possano riuscire soltanto in questa maniera, forse non c’è neanche da chiederselo. Sono piccole storie quasi sempre incompiute quelle che girano attorno, ecco quanto si delinea poco per volta. Scampoli di giornate che non trovano mai un vero epilogo. Ci sono persone magari che si pongono … Continua a leggere

Verso casa.

  Anna cammina per strada, è da sola, non ha nessun posto preciso verso dove dirigersi, però prosegue in avanti, un passo dietro l’altro, con la mente sufficientemente leggera. Va tutto bene, è un bel pomeriggio, Andrea stamani con una scusa le è andato vicino, le ha soltanto sorriso, ma questo gesto è stato più che sufficiente per farle apprezzare … Continua a leggere

Non è niente.

  Non è niente, dico io senza cambiare espressione. Solo un senso di leggera amarezza che però in questi casi è quasi normale. Si va, si torna, ci si crede chissà quali grandi personaggi soltanto per aver provato a mettere insieme le cose a cui si è sempre creduto, e poi basta una battuta d’arresto nel programma generale ed ecco … Continua a leggere

Ora di lettere.

  Il ragazzo sta crescendo, non ci sono dubbi. Lo guardo certe volte, senza che lui neanche si accorga di me, e vedo spesso nei suoi gesti e nei suoi atteggiamenti quella persona che senza dubbio mi piacerebbe essere stata esattamente alla sua età. Non è questa ragazza pur carina e sicuramente molto intelligente che viene certe volte a cercarlo … Continua a leggere

Malesseri identici.

  Non mi sono mai posta troppe domande. Generalmente mi rannicchio in un angolo, socchiudo lentamente gli occhi, e poi me ne sto lì a pensare soltanto alle cose che mi fanno piacere. Qualcuno in passato mi ha detto anche che appaio spesso indifferente a tutto, però io credo che la mia sia soltanto una semplice difesa. La vicina di … Continua a leggere

Costruzione del futuro.

  Perche no, non ci sono problemi, aveva detto in un primo tempo la ragazza a Corrado quando lui le aveva chiesto di fare qualche giorno di vacanza assieme durante quella lontana estate. Si conoscevano da poco, lei stava ancora cercando di dare qualche esame universitario, lui invece aveva appena iniziato a lavorare in una filiale assicurativa tramite qualche vecchia … Continua a leggere