Spirito pratico.

  Certe volte non vorrei neppure uscire di casa. Accatasto i miei libri sopra al piano della scrivania, mi metto accanto tutti gli appunti delle lezioni in facoltà, poi le matite, i fogli di carta, i miei quaderni, e mi pare quasi che sia tutto lì, vicino a me, ciò che m’interessa maggiormente. Fuori dalla finestra la giornata di sole … Continua a leggere

Tutta per sé.

  Lei va sempre da sola fino alla scuola. O meglio, senza la mamma, oppure il babbo, al limite giusto con qualche compagna di classe vicina di casa che volentieri si affianca a lei durante quel breve tragitto. Però in certi giorni, con la sua cartella ben chiusa stretta dentro la mano, lei cammina in solitudine a passo cadenzato e … Continua a leggere

Coraggio di piazza.

  Clara è stanca. Rientra a casa anche stasera come sempre, dopo una giornata intera trascorsa dentro al suo negozio, e le pare proprio di non aver fatto niente di importante, neppure oggi. Pochi clienti, qualche chiacchiera di circostanza, nessuna buona idea, neanche per rendere più invitante la vetrina per coloro che passano a piedi lungo il marciapiede della strada … Continua a leggere

Differenti pose.

  Non ce ne frega niente. Si sta bene nella nostra piazza, mezzi sdraiati sopra le panchine. Normalmente ci guardano tutti quanti nel momento in cui transitano da qui, ma noi non ci muoviamo mai, siamo sempre fermi nella nostra posizione. Ci fumiamo qualche cicca, si parla, si ride spesso, quasi di ogni cosa che ci viene detta, e come … Continua a leggere

Scelte di futuro.

  Cammina lentamente lungo il marciapiede la signora Martini, in parte per la sua età ormai avanzata, in parte per alcuni modi di fare a cui si è assoggettata fin da ragazza, comportandosi spesso come se il tempo in fondo non avesse avuto mai per lei troppa importanza, e la pazienza risultasse sempre la vincitrice tra tutti i suoi valori … Continua a leggere

Fatti sfumati.

  Difficile durante dei periodi brevi essere sorpresi da vere novità lungo le strade del centro abitato di una cittadina come Borgo San Carlo. Anche quando si volesse proprio trovarne, in mezzo ai suoi cittadini, forse scavando fin nei risvolti di quelle deboli discussioni che a volte riescono ad infiammare qualche espressione nei capannelli della piazza, o lungo il corso … Continua a leggere

Stanze quotidiane.

Non so perché lei abbia accettato. Così come non capisco per quale motivo io, che non ne avevo minimamente voglia, le abbia chiesto di uscire insieme a me in questa giornata di festa. Però è andata così, quasi inspiegabilmente, ed io e mia figlia durante questo pomeriggio, come non succedeva ormai da tempo immemorabile, ci siamo spinte fuori con la … Continua a leggere

Cambio d’anno.

  22 dicembre Trascorro ore di grande sofferenza in questi giorni, pur non riuscendo a comprenderne appieno neanche il motivo. Tanto che in certi casi non capisco neppure come possa poter sopportare, pur sforzandomi di mettere in mostra il mio solito ed invitante sorriso che spesso risolve tanti problemi, certe vecchie ed antipatiche clienti della nostra merceria, che sembra proprio … Continua a leggere

Variazioni in corso.

  Soltanto un mazzolino di fiori direttamente dal mio giardino, ha pensato di dirle lui con semplicità, mentre ormai è già arrivato davanti al cancello della sua vicina di casa, con una mano ingombra da quelle piantine, mentre con l’altra preme il pulsante per farsi aprire da Marisa Carraresi, che dopo qualche attimo effettivamente gli apre il portone di scatto, … Continua a leggere

Focaccia salata.

  Io abito assieme ai miei genitori in via Boito. In genere non esco molto di casa, mi piace rimanere nel mio angolo a sistemare con calma tutti i miei pensieri. Però al mattino sto sempre nel negozio di mio padre, che fa il fornaio, e che a seconda dei giorni della settimana lavora nel laboratorio per quasi tutta la … Continua a leggere

Uomo centrico.

  L’uomo guarda la strada. Nel caffè dove si trova ci sono rimasti ormai pochi individui, qualcuno di loro gioca a carte, altri si limitano ad osservare il gioco che si svolge sopra ai tavolini, e nessuno sembra interessarsi a qualcosa di diverso, a parte lui. Sulla piazza, fuori dai vetri del locale, ci sono adesso i soliti ragazzi di … Continua a leggere

Nulla di me.

  Sono confuso ed anche indolenzito, però mi guardo attorno e mi rialzo, seppure con un’estrema lentezza, dopo essere caduto a terra in malo modo, quasi scivolando ma solo per la semplice sorpresa che ho provato, dopo aver perso il contatto con la pavimentazione della piazza, nella ricerca strenua, contemporaneamente, di comprendere che cosa fosse successo per davvero, e soprattutto … Continua a leggere

Domani, forse.

  Dopo la mezzanotte in piazza non rimane generalmente più nessuno, almeno durante le giornate invernali maggiormente fredde. Quelli che hanno stazionato qui anche stasera hanno lasciato soltanto qualche carta in giro, ed una bottiglia rovesciata sopra al marciapiede, perciò queste panchine adesso appaiono vuote, mentre il bar Soldini di fronte ormai ha tirato giù le sue serrande. Soltanto due … Continua a leggere

Fantasie difformi.

  Lei osserva attentamente un angolo della parete che ha di fronte. Pare assurdo che questo forte senso di solitudine si faccia sentire proprio adesso, quando sembra non abbia più alcun significato. Il silenzio però è come una coltre densa certe volte, che pare avvolgere in un bozzolo tutta la casa; come il freddo di queste sere invernali, ad esempio, … Continua a leggere

Sfida triste.

  I ragazzi ne hanno discusso a lungo. Nei loro pareri sembravano quasi tutti divisi su due fronti, ma appena qualcuno ha iniziato a sbuffare mostrando una certa insofferenza, l’argomento è velocemente decaduto, lasciando ognuno ad esercitarsi sulle solite battute di sempre trangugiando qualche bottiglia di birra pagata sempre dagli stessi. Nei momenti iniziali alcuni c’erano rimasti male, non sembrava … Continua a leggere

Intenti insani.

4 dicembre Sono sospesa. Il lavoro va bene, che c’entra, ho delle buone idee da mettere in campo nei prossimi mesi, ma tutto questo è soltanto la metà dei miei pensieri. 5 dicembre Vorrei che qualcuno mi indicasse la via migliore per non avvertire costantemente dentro di me questa ansia. Mi sembra di vivere un incubo in cui sentirmi obbligata … Continua a leggere

Conseguenze lampanti.

  Certe giornate sono infinite. Affronto le cose come sempre ho fatto in questi ultimi tre anni, ma qualche volta nonostante tenti di comportarmi secondo le più ordinarie consuetudini, tutto questo non sembra bastare. Fingo che le cose vadano sempre per il meglio, specialmente quando intravedo i soliti clienti che vengono allo studio, e forse dal punto di vista lavorativo … Continua a leggere

Problema perfetto.

  Anche riflettendoci sopra con molta particolare attenzione, lei si sente praticamente sicura del fatto che fin da quando era piccola non abbia mai avuto una vera e propria amicizia femminile. Certo, nel suo percorso ci sono state delle compagne di scuola, naturalmente anche di giochi, e poi alcune vicine di casa, persino una simpatica compagna di banco degli ultimi … Continua a leggere

Sbagli evidenti.

  Buongiorno signora Marisa, fa Remo alzando appena sufficientemente la voce, giusto quello che serve per farsi sentire. Lui si è sempre riferito a questa donna mantenendo una certa distanza, anche se la conosce da sempre, d’altronde lei non ha mai fatto un bel niente per concedere al suo vicino una maggiore confidenza. Forse gradisce un cesto di lattuga che … Continua a leggere

Pugno inspiegabile.

  Lui sta fermo sul marciapiede. Finge di leggere qualcosa che tiene con apparente interesse tra le sue mani, anche se in realtà, non sapendo prendere una decisione, cerca soltanto di perdere tempo e di concentrarsi su come sia meglio comportarsi nei prossimi minuti. Ciao, gli dice un ragazzo che lo conosce da sempre mentre passa sopra al marciapiede di … Continua a leggere

Così come dev’essere.

  Guardo dalla mia finestra la casa delle Carraresi, proprio di fronte alla mia abitazione, dall’altra parte della strada statale, in questa località da sempre chiamata del platano. Mi sembra tutto così particolare quando immagino cosa accada là dentro; intendo il fatto che loro due, queste due donne, si sono sempre dimostrate persino troppo riservate, serie ed anche oltremodo coscienziose … Continua a leggere

Distanza di affetti.

  Domani dovremo fare per forza degli acquisti, dice nervosamente ma sottovoce la signora Marisa Carraresi; nel frigorifero ormai non c’è quasi più niente da mangiare. La figlia prosegue con indifferenza a sparecchiare la tavola presso la quale le due donne hanno appena finito di cenare, evitando di guardarla e sistemando piatti posate e pentole dentro la lavastoviglie aperta. Va … Continua a leggere

Senza occhiali.

  Qualche volta mi ritrovo a camminare sopra ai marciapiedi del mio Borgo, senza pormi davanti neanche una vera e propria meta, semplicemente passeggiando con la testa ingombra come sempre da tutti i miei pensieri, fumando ogni tanto con tutta calma qualche sigaretta, e magari salutando certe volte le persone che più conosco di vista, al momento in cui le … Continua a leggere

Troppo lavoro.

  Che cos’hai stasera, dice uno dei ragazzi. Niente, fa lui. Forse soltanto un po’di sonno. Si, fa l’altro, tanto lo sappiamo che hai perso la testa dietro alla merciaia. Non dire stupidaggini, dice Renato senza dare troppa importanza alla cosa. Quella è soltanto una cretinetta, non vale neppure la pena di perdere del tempo con una come lei. Ma … Continua a leggere

Rientro a casa.

  Forse ho sbagliato a dire così a mia madre, ho pensato subito dopo averle spiegato praticamente che lei non avrebbe dovuto più entrare nell’organizzazione delle mie giornate. Probabilmente però affiora dentro di me in certe occasioni quel carattere brusco che credo peraltro di aver ereditato proprio da lei, e che mi è sempre parso orribile in chiunque. Ma è … Continua a leggere

Letture divaganti.

    Domenica scorsa mi sono alzata presto, d’altronde come faccio quasi ogni mattina. Ancora in vestaglia ho girato per la casa silenziosa, ho controllato subito che la caldaia del riscaldamento funzionasse ancora a dovere, che il vento durante la notte non avesse strappato come a volte è successo le protezioni alle piante del mio giardino, che la lavastoviglie azionata … Continua a leggere

Adesso o mai.

  7 novembre L’ho visto, l’ho riconosciuto nonostante stesse quasi fermo in una zona male illuminata. Spero che qualche altra volta passi davanti al mio negozio, che si soffermi, mi dica qualcosa, e magari trovi un po’ di tempo anche per me. 8 novembre Non so neppure dove abita; mi ha detto che studia molto, che non esce quasi mai … Continua a leggere

Estrema semplicità.

  Mi piace sapere in partenza se una certa cosa la posso fare oppure no, anche se ovviamente mi rendo conto non sia così facile comprenderlo. Però trovo tutto ancora un po’ più complicato quando si va a sollecitare in qualche modo le opinioni di qualcun altro, perché in genere non collimano mai perfettamente con quelle che io ho messo … Continua a leggere

Strenua difesa.

  C’è una strada che attraversa il paese, e mentre scorre tranquilla in mezzo alle case, sembra a volte che parli o sussurri con una voce bassa, timorosa, come quella di chi non può darsi un’importanza superiore a quella che riesce a dimostrare la realtà evidente delle cose. Ci sono alcuni tra gli abitanti di quel luogo che si muovono … Continua a leggere

Sacrificio solenne.

  Ogni tanto si concede un giretto a piedi per le vie del suo paese, Tommaso; ma generalmente resta a studiare nella modesta abitazione della sua famiglia per quasi tutto il giorno. Alle lezioni che si svolgono nella facoltà a cui è iscritto si reca solo qualche volta, solamente quando sa che sono davvero importanti, cercando di concentrare tutto quello … Continua a leggere

Senza opinione.

  La giornata appare nuvolosa, e forse proprio per questo in giro per il centro abitato s’incontrano poche persone in questa grigia mattinata. Annamaria si è presa l’ombrello pieghevole uscendo da casa, anche se al momento lo ha riposto ben chiuso dentro la sua borsa capiente. Così quando spinge la porta vetrata della Merceria Martini, lungo la strada principale del … Continua a leggere

Conservazione.

  28 ottobre Vorrei fermare questi giorni. Cristallizzare tutto per pensare ad ogni dettaglio con calma, senza questa frenesia che spinge le cose sempre troppo in avanti. 29 ottobre Ho paura. Non so decidere niente, le novità mi lasciano meravigliata senza comprendere se sono positive oppure no. 30 ottobre Se pur non sono mai andata troppo d’accordo con mia madre, … Continua a leggere

Scoperta del nuovo.

  Non so perché abbiamo fatto passare tutto questo tempo. Sono talmente sorpreso nel sentirmi così bene stando insieme ad una persona dopo tanti anni di solitudine, che praticamente non ho più neanche memoria dell’ultima volta che mi è accaduta una cosa del genere. Ci mettiamo seduti lì sulla veranda a parlare, e lasciamo lentamente scorrere il tempo per proprio … Continua a leggere

Diversi e distanti.

  Si verificano in certi casi alcune giornate in cui il cielo appare particolarmente nuvoloso sopra queste colline, e si mostrano qualche volta anche degli interi periodi durante i quali tutta Borgo San Carlo, con l’intero suo agglomerato urbano formato anche da viuzze e da piccole abitazioni addossate le une alle altre, appare un luogo decisamente triste, poco attrattivo, quasi … Continua a leggere

Domani, se vuoi.

  Non mi interessa, ho ben altre cose sulle quali impegnare la mente, non sono questi gli argomenti a cui ho bisogno di tener dietro adesso. La motocicletta romba veloce sopra l’asfalto, le facciate delle case fuggono via ai lati di queste strade, quasi come se niente di tutto il centro abitato meritasse di stare un attimo in più davanti … Continua a leggere

Gestione impeccabile.

  La signora Martini non abita troppo lontano dalla merceria dove ha trascorso così tanti anni: a lei basta fare quattro passi una volta uscita dal suo negozio ed è già dentro casa, al primo piano di una palazzina elegante lungo la via principale di quel centro urbano. Non si è mai sposata: forse non ne ha avuto il tempo … Continua a leggere

Percezioni perdute.

  Sto bene, continuo a ripetermi. Non ho ulteriormente bisogno di intravedere la mia immagine riflessa nel vetro della finestra per sapere che sono qui, nel mio giardinetto davanti la casa, praticamente come ogni giorno. Cerco di lavorare, di trovarmi delle cose da fare, di occupare le mani per non lasciare alla testa troppo tempo per insistere a pensare. Eppure, … Continua a leggere

Festa a sorpresa.

  La serata è sempre più frizzante al sabato sera, rispetto agli altri giorni, ed i ragazzi attorno al bar Soldini stanno sempre in movimento, mostrandosi costantemente sul punto di andarsene in gruppo da qualche altra parte, anche se poi in turni di due o tre si infilano semplicemente dentro al locale di fronte per prendersi un’altra bottiglia di birra, … Continua a leggere

Come sempre.

  Lungo i tre chilometri circa di strada statale che separano Borgo San Carlo dalla località dove abita Clara, costituita in tutto soltanto da cinque abitazioni, all’ora in cui lei rientra con la macchina in genere si incontrano soltanto due o tre automobili in tutto il tragitto, magari qualcuna di più durante il venerdì o il sabato. Lei guida sempre … Continua a leggere

Partecipazione.

  15 ottobre Sto trascorrendo oramai tutto il giorno dentro al negozio. La signora Martini resta soltanto un’ora per stare alla cassa o dire buongiorno ai clienti, ma per quello che fa potrebbe anche smettere del tutto di venire in merceria. Si affida a me, completamente. Ho iniziato a prendere appunti sulle richieste che mi esprimono le persone che entrano, … Continua a leggere

Passaggio obbligato.

  Generalmente non succede mai un bel niente a Borgo San Carlo. Qualcuno in certi casi litiga pubblicamente per strada o nei pressi di uno dei bar più frequentati, ma sono cose normalmente di poco conto, che in fretta vengono lasciate correre e poi dimenticate. Invece si tende a dare una grande rilevanza alle presunte intenzioni di chi è più … Continua a leggere

Basta volere.

  In certi giorni mi fermo ad osservare, naturalmente senza essere visto, la signora Marisa. Abito nella casa di fianco alla sua, e come tutti coloro che hanno l’abitazione qua attorno, ho un giardino da curare e dove trascorrere un po’ del mio tempo, specialmente quando la stagione è buona e si sta bene fuori ad occuparci delle piante e … Continua a leggere

Opportune misure.

  La giornata appare ancora luminosa durante il pomeriggio, per le strade non c’è quasi nessuno, e soltanto lungo la via principale del paese si vedono adesso sfilare alcune persone che la costeggiano a piedi sopra ai marciapiedi più assolati, senza mostrare peraltro alcuna fretta. Clara si sente risoluta, vorrebbe affrontare il prima possibile con la signora Martini l’argomento che … Continua a leggere

Stretto necessario.

  Qualcuno dice che al mattino dopo la sveglia si riesca a dare il meglio di se stessi: la mente è più fresca, le idee maggiormente brillanti, c’è più entusiasmo per mandare avanti le cose. Ma io preferisco senz’altro la luce calda del pomeriggio, quando la giornata si è distesa ed oramai ha assunto un suo significato più definito, quando … Continua a leggere

Come ogni giorno.

  Marisa nel tardo pomeriggio è già nella cucina di casa quando Clara rientra. Ciao mamma, le dice la ragazza mentre toglie il soprabito, e l’altra alza appena per un attimo il suo sguardo severo dalle cose di cui si sta occupando, e le risponde in fretta guardando l’orologio sopra al muro, soltanto per registrare mentalmente un certo ritardo rispetto … Continua a leggere

Appartenenza.

  Ciao, dice la ragazza in modo timido, senza riferirsi a qualcuno in particolare tra coloro che formano quel piccolo gruppo che si ritrova di fronte. I quattro o cinque presenti, pur restando quasi immobili nelle loro posizioni rilassate, com’erano già anche prima che Clara arrivasse fino lì, le rispondono sottovoce con lo stesso identico saluto, e dopo una breve … Continua a leggere

Solo paura.

  Giungendo fin lì con il suo solito passo deciso, lei appoggia una mano sulla grande maniglia della porta vetrata, poi resta per un attimo immobile guardando dentro quella libreria che conosce benissimo, nella ricerca tra i due o tre clienti presenti all’interno, di una faccia precisa della quale riconoscere già alla prima occhiata superficiale i lineamenti ben noti. All’altro … Continua a leggere

Differenze.

  2 ottobre Mi sento strana. È come se provassi qualcosa di simile all’ansia che si sente prima di superare un ostacolo, come se avessi di fronte un giorno particolarmente importante, o qualcosa in cui dovermi cimentare, anche se in realtà oggi non vedo niente di tutto questo nel mio futuro. 3 ottobre Stamani ho cercato di riordinare la mia … Continua a leggere

Probabilmente lontano.

  A me non interessa niente. Guardo le persone che vengono dentro questo locale in due o tre per volta, si bevono un caffè, prendono una birra, oppure chiedono un gelato, e tutti che si guardano attorno, e intanto cercano di gustarsi il momento, la chiacchiera amichevole, lo scherzo, la battuta di spirito, e poi via, fuori da qui, per … Continua a leggere