Accaduto davvero.

  Sono entrato nell’aula scolastica dietro le spalle della maestra, ed ho atteso paziente che lei si sedesse alla cattedra, e che tutti quei ragazzi di fronte si accomodassero nei loro rispettivi banchi. Naturalmente in mezzo a quelle tante espressioni diverse ho cercato subito Paolo con lo sguardo, e l’ho notato intento a sistemare qualcosa tra suoi quaderni e tra … Continua a leggere

Con l’andare degli anni.

  Il cameriere del caffè nel quale, forse solo per abitudine, mi reco ultimamente piuttosto spesso soprattutto per scambiare le solite due chiacchiere con lui mentre sta dietro al suo bancone, oggi mi ha detto ridendo, in mezzo a tante altre affermazioni, che io in fondo dico sempre un po’ le stesse cose. Ho sorriso senza ribattere, ma poi ho … Continua a leggere

Non c’era più.

    Stamani l’impiegata al ricevimento dell’albergo dove lavoro si è presentata come sempre puntualissima, dandomi un saluto sorridente e incoraggiante, forse anche in considerazione del fatto che trascorrere tutta la notte in questo pur vasto ingresso restando sempre sveglio e vigile, come sono chiamato a fare io, non è esattamente l’attività più esaltante tra tutte quelle che si possono … Continua a leggere

Alcuna preoccupazione.

  Credo che i miei compagni di classe potrebbero essere in certi casi anche invidiosi dei miei comportamenti, nonostante a me in fondo non interessi proprio niente dei loro pensieri. Riesco a stare da solo a mio agio e in perfetta tranquillità, mentre tutti gli altri hanno sempre bisogno di parlare con qualcuno, di ridere, scherzare, di misurare le barzellette … Continua a leggere

Ancora una possibilità.

  Ricordo, mentre come ogni volta svolgo il mio compito di portiere di notte in questo albergo turistico, che durante gli ultimi giorni di scuola media, dopo due anni che quasi non l’avevo più vista, incontrai un pomeriggio ad una piccola festa, dentro ad un appartamento dove mi ero recato solo per fare numero, come desideravano i miei compagni di … Continua a leggere

Misero risultato.

  Marta mi ha guardato, in silenzio, come se le sue opinioni passassero in secondo piano nei confronti dei pensieri che sembrano continuamente correre nelle nostre menti. Per un attimo mi sono sentito bene, compreso nella mia solitudine, ma lei d’improvviso si è sollevata da quel gradino su cui c’eravamo seduti, e senza più guardarmi ha detto che adesso doveva … Continua a leggere

Accettazione della realtà.

  Il mio vicino di casa mi ha avvertito: <<Dobbiamo essere tolleranti, d’accordo; ma non si può lasciare che qualcosa di insopportabile prosegua ancora ad accadere, come se noi fossimo disposti ad accettare qualsiasi sgarbo senza mai dire un bel niente>>. Lo osservo con attenzione, mentre ambedue restiamo in piedi sulla soglia del mio appartamento, e comprendo dai suoi gesti … Continua a leggere

Nient’altro da dire.

  Questa ragazzina, in uno dei giorni iniziali della scuola, proprio nel momento in cui ambedue abbiamo cominciato a frequentare la stessa classe di prima media, mi spiega ad un tratto con semplicità che a lei generalmente non interessano i maschi, perché le basta avere un paio di buone amiche con le quali uscire qualche volta a passeggio lungo il … Continua a leggere

Senza riferire niente a nessuno.

  Oggi sono uscito da casa nella tarda mattinata, quasi contrariamente alle mie abitudini, e nonostante fossi stato in piedi tutta la notte per lavorare nel solito albergo come portiere di notte, adesso mi sentivo bene, pressappoco in perfetta forma. Volevo fare degli acquisti di varia natura, e per questo motivo mi sono infilato subito nel grande mercato rionale coperto, … Continua a leggere

Dalla parte avvantaggiata.

  La mamma ha detto che mio padre è stato trattenuto in Germania per delle ragioni amministrative. Non ho domandato niente, non mi è proprio parso il caso di chiederle altro, anche perché mi è sembrato già tutto chiaro, pur non comprendendo completamente quelle parole, fidandomi a naso del suo tono di voce rassicurante. Un paio di volte mi è … Continua a leggere

Per poco tempo.

  Mio padre, questo fine settimana, non è tornato a casa. La mamma sembra tranquilla, non ha fatto cenno alla sua assenza, ma io immagino che ci siano dei problemi a cui adesso lei non vuole minimamente accennare. Stamani sono andato a scuola come sempre, ancora più rassegnato nel mio ruolo di bambino silenzioso e solitario, schivo, si sarebbe detto … Continua a leggere

Troppo nervosismo.

  Al mattino, dopo le sette, una volta lasciate le eventuali consegne al personale che giunge a quest’ora per sostituirmi, mi sento leggero uscendo dall’ albergo dove svolgo il ruolo di portiere di notte, come se all’improvviso si aprisse per me una vera e nuova giornata tutta da inventare e da vivere, anche se poi non è del tutto così. … Continua a leggere

Senza compromessi.

  Negli ultimi tempi, quando mi trovo da solo a tarda ora, praticamente senza avere niente da fare, qui al ricevimento dell’albergo dove svolgo il ruolo di portiere di notte, alcune volte mi impongo di camminare lentamente attraverso i vari ambienti del piano terra,  dove si apre il vasto ingresso, la caffetteria, una saletta per il tè, ed anche altri … Continua a leggere

Proprio per questo.

  Non mi interessa tenere un comportamento sempre adeguato alla mia età ma che allo stesso tempo tenga conto della mia naturale crescita nei prossimi anni. Sono un bambino di quarta elementare, purtroppo senza un vero amico con cui scambiare qualche parola, e spesse volte mi trovo da solo, ad esempio durante il sabato e la domenica, quando mia madre … Continua a leggere

Qualcosa da spiegare.

  Ormai è tardi, e quindi tutti i clienti di questo albergo sono già rientrati nelle loro camere, tanto che ad un portiere di notte come sono io non resta altro che rimuginare sulle proprie cose, e poi perdere tempo girellando tra gli spazi del ricevimento, quelli della caffetteria, ed anche tra gli ampi divani dell’ingresso, con la sua elegante … Continua a leggere

Coscienza sporca.

  Certo, durante ogni notte naturalmente in questo albergo sono da solo a svolgere il ruolo di portiere, ed è proprio questo probabilmente il motivo principale che spinge i miei pensieri ad inerpicarsi senza sosta su degli strappi di memoria che affiorano praticamente in automatico dalla mia mente. Però il fatto di vedere di fronte a me, praticamente in carne … Continua a leggere

Decisamente stanco.

  Durante il giorno cerco di riposare, considerato che per tutta la notte lavoro come portiere d’albergo. Però, il mio riposo è spesso disturbato da pensieri e riflessioni che mi tengono oltremodo vigile, tanto che al momento in cui giungo a prendere servizio in albergo spesso mi sento ancora stanco e affaticato. Le mie preoccupazioni maggiori restano quelle che mi … Continua a leggere

Errori stupidi.

  Verso le tre di notte, mentre sono come sempre a lavorare o, meglio, a sorvegliare che tutto vada bene in questo albergo dove ricopro il ruolo di portiere di notte, avverto dei rumori lungo le scale di servizio, nel momento in cui mi trovo al mio solito posto, dietro al banco della portineria. Attendo qualche secondo, poi mi decido … Continua a leggere

Pronti per ridere.

  Basta. Mi sono stufato di questo ragazzino, di questa presenza che spesso parla con me, e poi ingombra ogni giorno tutti i miei pensieri, giungendo costantemente a chiedermi conto di quello che è realmente avvenuto nel corso degli anni, e di quello che invece poteva facilmente essere cambiato, a suo parere. Devo guardare in avanti, cercare di migliorare poco … Continua a leggere

Coscienza sporca.

  Esco dal piccolo locale dove mi sono fatto servire il solito caffè, mentre scambiavo qualche chiacchiera con il cameriere che conosco da tempo, subito prima di avviarmi ed andare a prendere servizio nel solito albergo dove svolgo il ruolo di portiere di notte. Incrocio un tizio che mi ferma e dice di conoscermi, ma io penso che forse sia … Continua a leggere

Incapacità.

    Il mio nuovo compagno di banco sta male, rifletto. Lo guardo: lui è pallido, stringe gli occhi, si ripiega sulla sua seggiola, e alla fine chiede alla maestra il permesso per uscire, per andare in bagno, credo. Io sono diviso tra il desiderio sentito che lui stia meglio piuttosto in fretta, e la preoccupazione per quello che potrà … Continua a leggere

Ancora da decidere.

  Resto in piedi, da solo, dietro al banco del ricevimento, osservando la nottata che trascorre lenta proprio come ogni altra, e penso intanto a come sia possibile che in questo albergo non succeda mai un bel niente. Rientrano tre o quattro clienti attorno a mezzanotte, e poi più nulla, lasciandomi qui a rigirare i miei pensieri nella mente senza … Continua a leggere

Orgoglio di paesani.

  <<Penso che fuggirò al più presto da qui, per andare da qualche parte che ancora non so proprio, ma dove sicuramente non mi conosce nessuno>>, dico sottovoce e con molta calma ad un compagno di classe, in un pomeriggio domenicale qualsiasi in cui ci siamo ritrovati per caso a gironzolare da soli per le strade del nostro paese, per … Continua a leggere

Scarso interesse.

  Il tempo non esiste, come hanno detto molti altri prima di me. Nel silenzio e nella solitudine tutto si appiattisce, e quelli che alcuni giudicano soltanto dei ricordi, diventano così un perenne presente che prosegue a scorrere dentro e fuori di noi, lasciando scaturire nella mente gli stessi esatti stati d’animo con cui i fatti del passato sono stati … Continua a leggere

Amici veri.

  Il custode della scuola di via delle matite si chiama Aldo, ed abita proprio sul retro dell’edificio, in un appartamento che è stato ricavato al piano rialzato, lo stesso delle aule delle elementari, dall’interno del quale lui ha l’accesso a tutto il resto dell’edificio. È una vera istituzione, considerato che risulta sempre presente, nonostante possa fare affidamento su diversi … Continua a leggere

Uno di noi.

  <<Non lo so, non ho studiato>>, rispondo alla maestra che mi chiede, davanti a tutto il resto della classe, quale sia il soggetto e quale il verbo di una frase qualsiasi che ha appena scritto con il gesso alla lavagna. Lei oggi sembra particolarmente docile e propensa ad aiutarmi, così invece di insistere mi chiede, senza alzare la voce, … Continua a leggere

Quello che desideravo.

    Io abito da solo, in due stanzette poco distanti dall’albergo dove presto servizio come portiere di notte. La sera mi preparo una cena leggera, la consumo con calma davanti alla televisione, commentando tra me ogni tanto qualche notizia che non mi piace, o che vorrei differente. Poi riassetto tutto quanto, pulisco la cucina, mi vesto con la divisa … Continua a leggere

Memoria lunga.

  <<Aspettami qua>>, fa il mio amico e compagno di classe delle elementari, mentre entra nell’ingresso di casa sua, al piano terra, perché a quest’ora deve sempre farsi vedere da sua mamma, che altrimenti sta in pensiero e arriva più tardi lo sgrida forte, tanto che certe volte giunge anche a strattonare suo figlio quasi senza un vero motivo, e … Continua a leggere

Grande coerenza.

  Nel vasto ingresso dell’albergo dove lavoro ormai da diversi anni come portiere di notte, dopo aver svolto da sempre lo stesso mestiere ma in un’altra struttura molto più grande, restando dietro al bancone del ricevimento durante tutte queste ore silenziose che scorrono in monotonia come un vero sgocciolare del tempo, lentamente e quasi senza interruzioni significative, se penso ai … Continua a leggere

Alla larga dai guai.

  <<Ehi, Paolo. Ti chiami Paolo, vero?>>, dice qualcuno mentre usciamo da scuola e ci riversiamo tutti assieme in via delle matite, prima di andarsene ognuno verso casa propria, i più piccoli alla mano di un genitore, e gli altri a gruppetti, senza alcun adulto con loro. Mi volto, e vedo che chi mi chiama è un ragazzo più grande … Continua a leggere

Evitato da tutti.

  Un tizio, un cliente del nostro albergo, ma che comunque non avevo mai notato in precedenza, scende lentamente dalle larghe scale che portano ai piani delle camere e mi saluta, mentre come sempre a quest’ora mi trovo da solo dietro al bancone del ricevimento. Con un italiano vagamente stentato mi chiede se fosse possibile avere qualcosa da bere, ed … Continua a leggere

Direttamente sul mare.

  Quasi al termine dell’anno scolastico, trascorso nella classe di quarta elementare, l’insegnante di allora chiese a mia madre, che oramai non veniva più, se non una o due volte alla settimana al massimo, né a prendermi e né ad accompagnarmi in Via delle Matite all’ora di entrata ed uscita dall’edificio, se avesse avuto piacere di iscrivere suo figlio insieme … Continua a leggere

Senza giustificazioni.

  Con il mestiere che svolgo, da così tanti anni a questa parte da non ricordare neanche più quanti ne sono passati, mi sono abituato a trascorrere la maggior parte del mio tempo perfettamente da solo, al punto che quando per qualche ragione mi trovo in mezzo alla gente, oppure anche soltanto a chiacchierare in un locale con qualche conoscente, … Continua a leggere

Tutto alle spalle.

  Non ha alcuna importanza, penso, che l’edificio della scuola elementare che ho frequentato da bambino adesso non esista più; anzi, forse è persino una buona cosa, perché mi costringe così a farmi tornare a mente tutti i ricordi di quell’epoca, e immaginarmi ancora quelle vecchie mura gialline davanti agli occhi. <<Ti ho visto mentre cercavi di sfilare la figurina … Continua a leggere

Via delle matite.

  Se sto fermo, senza fare niente, seduto su una sedia in casa mia, con la testa piena di pensieri generalmente poco importanti, subito mi prende la voglia di indossare la giacca e di uscire, anche se oggi non saprei proprio verso dove dirigermi. Non sono nato esattamente in questa città o, meglio, sono nato in un ospedale del quartiere, … Continua a leggere