Migliori idee.

  “Non mi interessa niente di tutto questo”, dice la ragazza al telefono mentre si raggomitola in una poltrona del salotto. “Ci sono momenti in cui è bene rinchiudersi in se stessi, e riflettere a fondo su ciò che sia meglio per tirare avanti”. Poi chiude la comunicazione, si alza rinfilando ai piedi le sue pantofole, ed alla fine va … Continua a leggere

Quasi una colpa.

  “Vorrei mangiare un piatto di pasta al pomodoro”, fa lui timidamente alla ragazza indaffaratissima che serve i tanti clienti della tavola calda alla buona che resta vicino alla stazione ferroviaria. “Va bene”, fa lei senza guardarlo, “tra un attimo si libera un posto accanto a Billi”, indicando con il mento, in considerazione del fatto che ha le mani occupate, … Continua a leggere

Variazioni minime.

  Ogni tanto mi fermo, mentre percorro avanti e indietro, giusto per smuovere le gambe, il lungo corridoio che collega tutte le stanze del mio ampio appartamento, e mi sorprendo in alcuni casi a pensare certe cose che credevo ormai seppellite nella mia memoria, piccoli particolari che all’improvviso sembrano gettare come una nuova luce sulle vicende a cui si riferiscono. … Continua a leggere

Opinione generale.

  “Mi sento depresso”, fa Toni mentre sembra quasi rilasciare tutti i suoi muscoli sistemandosi comodamente sopra una delle sedie poste quasi a cerchio. Degli altri presenti dentro la stanza qualcuno volge per un momento lo sguardo su di lui, ma qualcun altro sembra ignorarlo del tutto, oppure semplicemente fingere al momento di ignorarlo, sia nei modi o nell’espressione che … Continua a leggere

All’interno di una sola cosa.

  A me non piace stare a casa. Piuttosto preferisco uscire da sola, generalmente di pomeriggio, e camminare senza meta per il centro della mia città, osservando qualche volta le espressioni delle persone che mi capita di incontrare con facilità, ed ascoltando frasi e parole che la gente generalmente si scambia, divertendomi a fantasticare sulle giornate di qualcuno tra coloro … Continua a leggere

Qualità della giornata.

  Il furgone ondeggia come una barca sulla strada statale deserta, e Corrado lo guida mantenendo la sua solita velocità moderata a cui ormai si è conformato da anni, anche in considerazione però delle condizioni imperfette di quell’asfalto, e pure del fatto che in fondo non ha proprio alcuna fretta. La radio accesa in sottofondo accompagna come ogni volta questo … Continua a leggere

Nascosto agli occhi di tutti.

  Fino a quando resto auto-isolato in questo stanzino buio, nessuno può venire a disturbarmi. Attraverso la porta chiusa sento ogni tanto le voci di mia sorella e di suo marito mentre si trovano nelle altre stanze dell’appartamento, e provo piacere nel rendermi conto che loro ci sono, sono presenti in questa casa, probabilmente portano avanti come sempre le loro … Continua a leggere

Difficili equilibri.

  Davanti alle due finestre del suo piccolo appartamento al primo piano dove abita da sempre, Consuelo può vedere, dal lato opposto dalla strada cittadina, un piccolo supermercato, un caffè, ed un laboratorio artigianale di bigiotteria. Sono in quattro a produrre collane ed orecchini là dentro, compreso il proprietario, e da quasi un anno c’è anche un ragazzo alto e … Continua a leggere

Onde libere.

  Sul molo foraneo del porto cittadino, osservando il grande mare azzurro di fronte a me, mentre rimango seduto su un’enorme pietra: “vorrei andarmene”, fo al mio amico che mi sta vicino mentre cerca di pescare sotto costa, a dire la verità almeno fino adesso senza troppa fortuna, usando una sua vecchia canna da lancio. “Non puoi”, fa subito lui. … Continua a leggere

Fuori posto.

  “Ora basta”, fa lui, mentre sistema all’attaccapanni il giubbotto bagnato che si è appena tolto di dosso. Lei è rientrata a casa con l’ombrello già da un’oretta, si è sdraiata rapidamente sul divano del loro salotto, con una striscia di carta inumidita sopra la fronte, cercando di ripensare con calma a tutte quelle cose che in questo periodo le … Continua a leggere

Svendita di idee.

  Cammino senza fretta a fine mattinata sul largo marciapiede che corre lungo il viale alberato, e lascio che questo sole pallido di oggi mi piova addosso ogni tanto, filtrato a tratti dalle fronde e dai rami sopra di me. Mi fermo poi davanti ad un grande negozio di mobili, e cerco del mio amico, che poi è il figlio … Continua a leggere

Debole ricordo.

  Certo, l’alloggio che gli hanno messo a disposizione non è proprio comodissimo, anche se lui è giovane e perciò si adatta bene e velocemente: si tratta soltanto di due stanzette molto alla buona; però, considerato pure che lui deve rimanere soltanto qualche mese a lavorare presso le Ferrovie Nazionali, quella si è subito dimostrata una soluzione decisamente accettabile. Tanto … Continua a leggere

Caramelle scelte.

  “Come state?”, mi chiede dopo i saluti di rito questa vecchia zia a cui sono venuto a fare visita dopo lungo tempo, nel timore, rimandando ancora, di non poterla più vedere in vita, oppure di doverle portare un saluto su un anonimo letto d’ospedale, mentre magari stenta addirittura a riconoscermi. “Sto bene di salute”, le rispondo io dopo averla … Continua a leggere

Finisce così.

  “Vai via, lasciami qui”, urla adesso all’uomo quella ragazza seduta su un gradino che fa da soglia ad un portone chiuso, al bordo della strada, dopo che lo ha visto per caso qualche minuto prima, mentre camminava insieme all’altra, la solita sfacciata che oramai ha imparato a riconoscere persino da lontano. Lui le è venuto incontro quasi di corsa, … Continua a leggere

Fuori da tutto.

  Si tocca un fianco, quindi si gira lentamente, ed è quasi ovvio che avverta d’improvviso un nuovo sottile dolore manifestarsi adesso lungo tutta la schiena perennemente immobilizzata, ma con pazienza infinita attende per un attimo che le ossa i tendini ed i muscoli si assestino, e poi si rimette seduta esattamente come stava poco prima, anche se in questa … Continua a leggere

Genio e furbizia.

  Osservo questi quattro tizi che ancora stanno attorno a me, e so per certo che da loro non mi arriverà mai niente di buono. “Siete delle nullità”, dico a tutti con voce non particolarmente alta, giusto per vedere se alla mia provocazione qualcuno abbia voglia davvero di reagire. Invece si mantengono tutti zitti, anche se proseguono a guardarmi, e … Continua a leggere

Avanti così.

  “Tu; si, sei proprio tu che mi fai confondere”. Dentro la stanzetta adibita ad ufficio si prendono le telefonate di richiesta dei preventivi, e certe volte quando il lavoro della giornata termina particolarmente presto, ci si ritrova a chiacchierare, in quei cinque o sei che fanno parte della squadra, per spiegare ciò che è stato fatto in quei giorni, … Continua a leggere

Meno di niente.

  “Il controllo delle persone quando arrivano qui è un’attività della massima importanza”, dice la donna attempata al giovane volontario che risulta da oggi in forze presso quella mensa per i poveri. “Qualche attaccabrighe mezzo ubriaco lo trovi quasi sempre in mezzo a tutti gli altri, purtroppo non c’è niente da fare”. Il ragazzo la guarda, annuisce, comprende benissimo cosa … Continua a leggere

Dentro l’edificio.

  Vado avanti lungo questo corridoio poco illuminato senza neanche sapere dove porta, anche perché arrivato a questo punto non posso proprio fare nient’altro. Non ricordo neppure in quale maniera io sia entrato dentro questo edificio, e soprattutto non conosco affatto il motivo che mi ha portato in questi ambienti, però tutte le porte che ho incontrato fino adesso durante … Continua a leggere

Sostituzione di componenti.

  “Sono stanca”, dico quasi con indifferenza alla mia amica di sempre. Lei ride, è una persona solare, piena d’entusiasmo, positiva, difficile farle immaginare degli stati d’animo diversi dai suoi. “Non capisco di cosa”, dice lei alla fine. Entriamo nel centro commerciale senza avere niente di particolare da acquistare, e difatti, dopo un breve giretto nel lungo corridoio coperto dove … Continua a leggere

Illustre sconosciuto.

  Mi sento completamente  demoralizzato. Così mi infilo in questo caffè-libreria dove ho saputo che oggi presentano una raccolta poetica, ed un tizio senza microfono dice a cinque persone che ha di fronte, che lui ha capito tutto, e che qualcosa dovrà pur succedere. Mi siedo ed ascolto distratto degli elogi e molti complimenti da parte di ognuno per tutti … Continua a leggere

Finalmente a casa.

  “Ha visto che bella frutta, signora”, fa lei ad una donna che passa, mentre continua instancabilmente a sistemare le arance e i mandarini nelle cassette sopra la sua bancarella del mercato rionale. Ormai sono anni che fa quella vita, ma non si lamenta, anche se c’è da alzarsi presto ogni mattina, stare tanto tempo all’aperto, e poi ci sono … Continua a leggere

Complotto inesistente.

  “Lasciami perdere”, gli fo subito quando apro l’uscio. Poi mi giro lasciando socchiusa la porta, ed il mio vicino di casa con l’espressione più seria che riesce ad assumere, mi segue nel mio piccolo appartamento in affitto. Così prendo due birre dal frigo, una l’appoggio sul tavolo, e subito dopo apro la mia; lui si serve senza dire niente. … Continua a leggere

Giuste opinioni.

  L’agenzia delle assicurazioni non è molto grande, ed esclusa una sala ampia che tramite una vetrina opaca si affaccia sulla strada adiacente, per il resto ha soltanto due uffici sul retro. In tutto sono in quattro i dipendenti a lavorare là dentro, escluso il dirigente della compagnia che comunque si fa vedere soltanto per un paio d’ore al massimo … Continua a leggere

Finta libertà.

  Le giornate scorrono identiche. Entro senza entusiasmo in un piccolo supermercato del mio quartiere all’ora di chiusura, giusto per acquistare qualcosa da mangiare a casa più tardi, ma non so neanche decidere di che cosa avrei davvero voglia. Scorro gli scaffali ed alla fine prendo solo una confezione di birre, del pane e del formaggio, considerato che non ho … Continua a leggere

Giro di giostra.

  Pomeriggio. Lui entra nell’ufficio postale affollato e prende il numero per il turno allo sportello. Poi si libera un posto a sedere accanto ad una signora coi capelli probabilmente tinti ed il vestito sgargiante. “Sempre pieno di gente”, fa lei. Lui si limita a sorridere, non sapendo cos’altro dire. I numeri scorrono lentamente sullo schermo di un grande visore, … Continua a leggere

Cantante improvvisa.

  “Mi sarebbe sempre piaciuto cantare”, dico io quasi in un sussurro. Poi ruoto leggermente la testa ed il dorso, per osservare se dietro di me qualcuno per caso avesse ascoltato con curiosità le mie parole, mentre io, con la mia amica di sempre, proseguiamo a fare la fila alla biglietteria di questa sala cinematografica, per assistere tra poco ad … Continua a leggere

Disposizione amichevole.

  “Certe volte vorrei proprio andarmene da qui”, dice lui. “Non è solo il lavoro, ma soprattutto è questa mentalità che c’è in giro che non riesco più a sopportare”. Così tira un sasso nell’acqua del fiumiciattolo che lentamente gli scorre davanti, e guarda le piccole onde che subito si formano, fino a far tremolare l’erba dell’argine. L’altro non dice … Continua a leggere

Spiegazioni superflue.

  In certe serate si fanno vedere anche le due sorelle, presso il solito circolino dove tutti i ragazzi trascorrono il tempo, in genere lasciandosi andare a delle battute di spirito piuttosto scontate, o restando semplicemente seduti davanti ai tavolini di plastica, con una lattina di birra in una mano, e conservando una calma quasi proverbiale, adatta per prenderne un … Continua a leggere

Risposte indefinibili.

  “Ho bisogno di aiuto. Forse anche soltanto per comprendere la mia situazione, visto che non so neppure spiegarmi come sono capitato qui in mezzo a voi”, dico a questo amico che ho appena conosciuto; “però mi sono reso conto che se qualcuno non mi dà una mano, presto per me finirà sicuramente poco bene”. Lui mi guarda con sospetto, … Continua a leggere

Completamente guarita.

  “Oggi sto bene”, dice lei mentre l’infermiera entra dentro la camera per farle la solita iniezione e raccogliere i parametri di base del suo stato di questa mattina. Sorride, ma non è una grande novità, visto che anche sotto agli attacchi di dolore più forti riesce a resistere e a non lamentarsi. “Forse ho soltanto qualcosa che non va … Continua a leggere

Ovazione commossa.

  “Basta insomma, dobbiamo finirla”, dico io con voce alta e rabbiosa, senza avere neanche un vero motivo per fare così l’irritato. Il fatto è che stasera voglio mettermi in mostra con quelli che mi conoscono, far vedere che ho anche una forte personalità, delle caratteristiche spiccate, capaci di farmi tenere testa a chiunque mi si para davanti, figuriamoci poi … Continua a leggere

Vicino limite.

  Quando infine giunse a salire sopra al vagone ferroviario, lei si sentì già stanca, nonostante la luce del giorno non si fosse ancora del tutto diffusa nell’aria fredda della mattina. Era comunque sufficiente un’ora circa di treno locale per arrivare a destinazione, e lei confidava di trovare un buon posto caldo e comodo nello scompartimento, dove riposarsi e magari … Continua a leggere

Ritmo benigno.

  Il pedale di destra produce un piccolo rumore, una specie di leggero scricchiolio metallico che non dà alcun luogo a conseguenze, ma nel girare forma come un ritmo costante, una musicalità monotona e identica nel tempo, a cui ci si affeziona con rapidità, mentre prosegue ad accompagnare come un sottofondo sonoro il breve viaggio che lei compie dalla abitazione … Continua a leggere

Discorsi sbagliati.

  “Non posso credere che tutto possa finire così”, fa lei. Poi accosta una mano al muretto e ne accarezza le asperità delle pietre da cui è composto, come per rendersi conto che quello che sta guardando in questo momento corrisponda realmente a ciò che può anche sfiorare. Lui resta appoggiato di schiena, osserva la strada di fronte, cerca le … Continua a leggere

Pensiero fulmine.

  Sempre le medesime cose. Inutile insistere. Si può cercare di sfuggire almeno per un po’ alle abitudini, fingere di sentirsi magari su un altro piano, immaginarsi persino superiori, o di essere assolutamente capaci di un’analisi maggiormente accurata, o anche più veritiera, e che mostri i limiti di ciò che ci sta attorno. Ma alla fine è la monotonia delle … Continua a leggere

Materiali aridi.

  “Sono io a sbagliare”, dice con piglio. Poi si prende una pausa durante la quale si sposta di circa un metro. “Anche se la differenza tra essere giusti o in errore è sempre minima, quasi una stupidaggine”, conclude. L’operaio sul ponteggio prosegue a parlare con un altro operaio, ma senza guardarlo, mentre ambedue continuano a stendere l’intonaco fresco sulla … Continua a leggere

Importanza della noia.

  “Sono stanca”, fa lei; “stanca di avere di fronte sempre le medesime cose”. L’amica annuisce mentre ambedue continuano a camminare lentamente lungo quel marciapiede, senza neanche avere una meta precisa, soltanto per compiere una semplice passeggiata. “Lui rientra tardi, è il suo lavoro, lo capisco; però di tutto il resto sono io a dovermene occupare”. Poi attraversano la strada, … Continua a leggere

Strada divisoria.

  Un tizio dice qualcosa a voce alta, dall’altra parte della strada, mentre io me sto seduto al tavolino all’aperto di un bar con una birra ed un giornale da leggere. Lo guardo, quello resta fermo, sembra aver detto proprio a me, così lo studio per un attimo, poi torno subito al mio quotidiano, ignorandolo. Uno svitato, penso, un tipo … Continua a leggere

Libertà solo apparente.

  “Ancora uno, per favore”, dico alla ragazza che ci porta da bere, mentre assieme agli altri proseguiamo a giocare nella saletta fumosa sul retro del locale, concentrati sopra al panno verde oliva del nostro biliardo. “Non c’è niente di male, se provo un tiro a tre sponde”, fo agli altri senza aspettarmi da loro alcuna risposta. Ad uno che … Continua a leggere

Rinvio motivato.

  “In questo periodo non ho proprio voglia di uscire”, dice lei con voce monotona alla sua amica durante una telefonata di cortesia. “Non mi va di vedere nessuno”, conclude. “Forse in seguito passerà rapidamente questo periodo negativo, magari persino domani; comunque, almeno per adesso è così”. Poi si salutano senza enfasi, e lei si alza dalla sua comoda sedia … Continua a leggere

Buio, intorno al rifugio.

  “Arrivo”, gli fo, dopo che lui ha già bussato diverse volte ai vetri della finestra che si affaccia sul retro della mia casa. Forse oggi non avevo neppure troppa voglia di uscire dalla mia cameretta, penso, ma è evidente che in questo momento ormai non ne posso proprio fare a meno. Il mio amico viene quasi tutti i pomeriggi … Continua a leggere

Via d’uscita.

  “Ci sono”, urla la ragazza arrivando dal fondo del corridoio. Poi, toglie rapidamente il suo giubbotto, entra nel ripostiglio dei detersivi, ed indossa subito, quasi di fretta, sia i guanti di gomma già pronti, che la sua spolverina da lavoro. L’altro impiega un bel po’ di tempo prima di farsi sentire a sua volta, ma alla fine ecco che … Continua a leggere

Tolleranza zero.

  “Ogni tanto mi capita di fare qualche stupidaggine”, dice lui ad un conoscente del suo quartiere che ha incontrato proprio all’ufficio postale, mentre ambedue stanno facendo la fila per pagare qualche bolletta allo sportello. “Forse dovrei addirittura smetterla di andare sempre allo stadio,  perché quando sto da quelle parti perdo quasi completamente il senso delle cose”, dice con una … Continua a leggere

Come tra ebrei.

  Si ritrovano almeno un paio di volte la settimana a casa di una di loro, sempre nei pomeriggi dopo la scuola, e si sistemano sedute sul divano o nelle tante comode poltrone di una zona dell’ampio salone dell’abitazione della famiglia di lei, e lì generalmente si parlano, ridono, si divertono, si scambiano opinioni relative agli insegnanti e ai loro … Continua a leggere

Colpo di mano.

  Mi trovo in sala d’attesa, la terra di mezzo tra il prima ed il dopo. La signorina all’entrata del poliambulatorio mi ha detto che il medico ancora non c’è, però io posso sedermi qui, su una delle sedie di plastica e aspettare. Così ho fatto, e mi sono ritrovato in una completa solitudine, dentro una stanzetta bianca, direi disadorna, … Continua a leggere

Certezze insolute.

  L’elemento fondamentale è la certezza. Quella di un elenco di cose da fare, ad esempio, ordinate per importanza o per priorità. E poi quel sentirsi perfettamente coscienti di essere capaci di affrontare con adeguatezza quello di cui ci siamo riproposti di occuparci; avere perciò già preparato gli strumenti più adatti, e poi conoscere perfettamente verso che cosa andiamo incontro, … Continua a leggere

Numeri e basta.

  Anche questo tardo pomeriggio è come sempre: i ragazzi annoiati stazionano sulle panchine della piazzetta, qualche anziano poco lontano sembra osservarli per curiosità, ma con la faccia di chi li vuole soltanto compatire. Non c’è molto da dirsi, oltre a parlare della scuola: le solite battute spiritose, i soliti argomenti di sempre, solo qualcuno più timido tra loro da … Continua a leggere

Voglia di niente.

  Quando sto qui tutto il resto diventa per me poco importante. Guardo dalla finestra la strada che scorre sotto ai miei occhi, ed io resto ferma, immobile accanto ai vetri, senza alcun motivo per spostarmi da dove mi trovo in questo momento. Qualche giorno addietro mi sono impegnata a leggere qualcosa per svagarmi, ma mentre stavo sulla mia poltroncina … Continua a leggere