Dura memoria.

  Erano ormai adolescenti, i due fratelli, quando, durante una sera in cui il papà, per ragioni di lavoro, aveva tardato a rientrare in famiglia per la cena, la loro madre prese a raccontare della vicenda in cui proprio lui, che all’epoca non aveva neanche vent’anni, si era ritrovato ad affrontare una situazione veramente complicata, proprio mentre svolgeva solo da … Continua a leggere

Princìpi fondanti.

  Già da ragazzo Marco aveva iniziato timidamente a frequentare la biblioteca del suo quartiere. Forse anche perché si ritrovava spesso da solo, e gli altri compagni di scuola ai suoi occhi apparivano sempre troppo superficiali, attratti solamente dalle cose esteriori. Lui invece si sentiva quasi risucchiato da quegli scaffali pieni di libri, dall’odore stesso della carta, da quei volumi … Continua a leggere

Ragioni insensate.

  Mi piacerebbe molto essere capace certe volte di dimostrare una completa indifferenza nei confronti di ciò che l’attualità sembra esprimere ogni giorno. Di fatto però non mi risulta proprio possibile, e i sentimenti che provo costantemente nei confronti dei piccoli e grandi fatti di cui sono pieni i rotocalchi su carta e i notiziari della televisione, spesso mi riempiono … Continua a leggere

Destra e Sinistra.

  <<Mi sembri una sciocca a dire cose del genere>>, fa lei quasi per scherzo. Cristina riflette un momento, poi risponde sorridendo ma con una certa fermezza, così come è stata sempre abituata ad essere: <<nessun fascistello, pur gentile e carino, potrà mai girarmi attorno impunemente>>. L’altra fa una breve risata, poi annuisce. Lei si riprende: <<Forse però hai ragione>>, … Continua a leggere

Evitare lo scontro.

  Era stato parecchi anni prima che le cose si erano davvero complicate per la sua famiglia. In un periodo già piuttosto poco felice per via di alcune malattie virali che si erano trasmessi a vicenda i suoi due bambini, a loro volta infettati dai compagni nelle diverse classi scolastiche, in un’epoca in cui persino il maggiore aveva ancora un’età … Continua a leggere

Recupero impossibile.

  È vero che non capisco quasi niente di queste cose, ma quello che mi ha spiegato mio marito lo comprendo piuttosto bene, e mi lascia interdetta. Federico, nostro figlio minore, sembra che frequenti da qualche tempo degli estremisti, così mi ha spiegato Achille stasera mentre eravamo da soli; gente con la testa piena di chissà che cosa, tutti pronti … Continua a leggere

Distanza siderale.

  Ad occhi chiusi, mentre cerca di dormire, Marco riflette su quello che è appena venuto fuori con suo fratello, e che ancora lo lascia incredulo. Adesso gli pare di essere stato lui stesso in qualche modo, anche se non sa proprio spiegarselo, a spingere Federico verso qualcosa di impensabile fino soltanto a poco fa, il quale, forse nella convinzione … Continua a leggere

Fine del mondo.

  Ultimamente sono perplesso. Il lavoro mi assorbe molto, a mio parere, persino troppo, e divido la stanza vetrata dove rimango seduto tutto il giorno insieme ad altri tre colleghi, in mezzo a telefonate e scambi di opinione tra le scrivanie, tanto che certe volte quando esco dall’ufficio avrei soltanto voglia di starmene da solo, anche se spesso, durante l’orario, … Continua a leggere

Soltanto riflettere.

  <<Devo parlarti>>, fa d’improvviso lui sottovoce a suo fratello. Marco annuisce, anche se sente nascere immediatamente dentro di sé una serie di punti interrogativi, il primo dei quali è dato dal fatto che Federico da diverso tempo ormai non gli rivolge quasi più la parola. Non che ci sia dell’attrito tra loro, soltanto i differenti caratteri li hanno portati … Continua a leggere

Veri interessi.

  Questa benedetta ragazza, Federico l’ha conosciuta per caso, incontrandola un pomeriggio mentre lei camminava per strada insieme ad un gruppo di altri studenti, di cui un paio anche della stessa scuola che frequenta anche lui, e quindi è stato normale fermarsi per qualche momento, giusto per fare alcuni saluti e poi semplicemente per scambiare qualche parola con loro. Lei … Continua a leggere

Soltanto mia mamma.

  Diverse volte, durante gli ultimi sette o otto anni, mi è presa l’idea impulsiva di tenere un diario. Un diario fatto di piccole cose, così almeno mi sono sempre immaginato: il breve viaggio dalla dimora della mia famiglia fino alla facoltà universitaria, ad esempio, e precedentemente la strada percorsa da me ogni giorno fino al liceo, con i possibili … Continua a leggere

Esagerazioni.

  <<Comunque noi rappresentiamo soltanto una normale famiglia piccolo borghese>>, dice Federico usando delle parole che probabilmente ha sentito dire a sproposito presso il Circolo di Destra dove si è recato soltanto un paio di volte e per pura curiosità, al seguito di alcuni suoi compagni del Liceo. Suo fratello e suo padre in cucina stanno consumando una prima colazione … Continua a leggere

Finalmente al sicuro.

  Stamani sono uscita per recarmi nel piccolo supermercato vicino casa a fare i soliti acquisti. Prima di entrare ho incontrato la signora Lanzi che conosco da tempo, e così mi sono soffermata per salutarla e porgerle un bel sorriso, anche per vedere se riuscivo ad incoraggiare lei stessa per una volta a sorridermi di conseguenza. Invece, come sempre, è … Continua a leggere

Fuori dalle scelte.

  <<Sono a casa>>, dice Federico mentre chiude la porta dell’appartamento alle sue spalle. Dalla cucina giunge in risposta la voce flebile ma allegra della mamma, sicuramente indaffarata in qualcosa, mentre per il resto tutte le stanze sembrano come immerse nel silenzio. Lui appoggia sul pavimento dell’ingresso la sua borsa con gli indumenti per la palestra, e intanto si guarda … Continua a leggere

Espressione d’affetto.

  Ho sempre avuto paura dei cambiamenti, e per questo nel corso dei miei anni ho spesso cercato, per quanto possibile, di evitare di trovarmi di fronte a scelte troppo importanti. Dopo il diploma ho iniziato subito a lavorare nell’amministrazione dell’impresa in cui mi trovo in forza ancora adesso, e dove con ogni probabilità rimarrò fino al mio pensionamento, anche … Continua a leggere

Consapevole di sé.

  <<Buongiorno, Lina>>, dice Marco a quella ragazza timida che qualche volta, proprio come oggi, gli riserva il posto accanto al suo, in una fila qualsiasi di banchi circa a metà dell’aula, per assistere con lui alla lezione di psicologia sperimentale, insegnamento a cui ambedue sono iscritti per l’anno universitario in corso. Il loro docente naturalmente non è ancora arrivato, … Continua a leggere

Come ogni giorno.

  Certe volte, mentre di mattina sono in casa a rifare i letti o a sistemare nel frigo gli acquisti appena scelti tra gli scaffali del piccolo supermercato di questo quartiere, mi ritrovo a parlare da sola. Non a bassa voce, come per sentire semplicemente il suono dei miei stessi pensieri, bensì usando un tono normale, quasi affrontassi un vero … Continua a leggere

Ingrediente non previsto.

  <<Tu credi che nel nostro paese siamo governati da una classe politica adeguata?>>, chiede d’improvviso Federico a suo padre mentre consumano la cena, conservando comunque un tono basso della voce, come per non rompere troppo il filo dei pensieri strettamente personali in cui il genitore sembra perennemente immerso, e naturalmente senza dare neppure troppa importanza alla propria domanda, quasi … Continua a leggere

Soltanto sé stessi.

  Negli ultimi tempi, in mezzo a tanti altri impegni, Federico ha iniziato, ma forse per semplice curiosità, a frequentare un paio di ragazzi, studenti del suo stesso Liceo, che in certi pomeriggi si ritrovano con altri in una specie di magazzino fuori mano dall’ingresso quasi anonimo, dove però figurano, sopra tutte le pareti dell’interno, dei manifesti e delle scritte … Continua a leggere

Strettamente necessario.

  Lei aveva iniziato a sentirsi già una mamma fin da quando era ancora una ragazzina. Aveva precocemente maturato la convinzione che il suo scopo principale, negli anni seguenti, sarebbe stato proprio quello, cioè sposarsi con un uomo cortese e comprensivo di poco più grande di lei, e di mettere al mondo con lui al più presto due figli; due … Continua a leggere

Tempi difficili.

  Quando devo studiare oramai vado ad infilarmi con i miei libri in una biblioteca pubblica. In casa, fin da piccoli, io e mio fratello abbiamo dovuto costantemente condividere la nostra stanza, per fortuna abbastanza spaziosa, ed io già da parecchi anni purtroppo ho iniziato a non sopportare più la presenza asfissiante di Marco. Lui è pacato, riflessivo, silenzioso, e … Continua a leggere

Sguardo distratto.

  Ci sono state già alcune occasioni in cui mio fratello Federico, più piccolo di me di quasi due anni, ha inteso suggerirmi, anche se non proprio direttamente, di cercare qualche interesse o una qualche attività a cui dedicare almeno un po’ del mio poco tempo libero. <<Potresti coltivare una passione>>, mi ha poi detto più espressamente l’ultima volta; <<scoprire … Continua a leggere

Sincero ringraziamento.

  Vado avanti, non provo nessuna paura per i sempre possibili errori che potrei compiere lungo il percorso, mi basta avere la consapevolezza di fare davvero ogni volta le scelte che maggiormente desidero, scartando ovviamente quelle che invece non mi interessano, o che mi interessano senz’altro di meno. Lo so perfettamente che così facendo con ogni probabilità rischio di precludermi … Continua a leggere

Decisioni incomprensibili.

  In mezzo ai tanti strumenti della cabina di pilotaggio, a sei o forse settemila piedi di altezza, l’allievo davanti ai comandi resta in silenzio al fianco del suo istruttore, mentre il rombo forte e monotono dei motori sulle ali sostiene il volo di questo grosso aereo progettato per far lanciare nel vuoto decine e decine di paracadutisti dalla sua … Continua a leggere

Niente di sbagliato.

  Dopo una breve pausa, lei doveva dire: <<è colpa sua se ci siamo ridotti in questa situazione>>; e questa era la battuta con la quale si lasciava risaltare un certo fatto, anche con una punta di acredine nel timbro vocale di chi parlava, ed indicando con un dito accusatorio il personaggio grigio e negativo relegato in un angolo del … Continua a leggere

Progetti di futuro.

  Quando Alberto giunge davanti alla casa dei suoi, dopo svariate settimane in cui ormai sta abitando da solo in un diverso appartamento, e persino in un altro paese, pur della stessa provincia, sa perfettamente che in questo esatto momento non è in ritardo, come era suo solito arrivare in situazioni del genere parecchio tempo addietro, quando gli piaceva far … Continua a leggere

Abbraccio tardivo.

  Che cosa importa, in questi anni ormai quasi da anziani, impegnarsi ancora in quelle complesse e particolari attività che ci erano addirittura state additate dai nostri genitori, fin da quando eravamo dei ragazzi, proprio come le uniche possibili, quasi non esistessero in giro praticamente altre scelte, e si dovesse mostrarsi per forza in una certa maniera, bramando il potere … Continua a leggere

Pena di vivere.

  Da dietro le tendine della mia finestra mi fermo ad osservare quasi ogni giorno i pochi passanti che si muovono lungo la strada del mio paese. Di fronte alla mia casa, però, si trova proprio l’ingresso dell’ufficio Postale, e quindi, soprattutto di mattina, si nota facilmente qualche persona che va ad infilarsi là dentro per sbrigare alcune delle proprie … Continua a leggere

Accettazione della realtà.

  Davanti alla Casa del Popolo di Calci nessuno ha più voglia di fare dei pettegolezzi. Gli abitudinari del posto sono tornati ai tavoli del locale per fare qualche mano alle carte, e gli altri davanti al bancone parlano come sempre del gioco del pallone, oppure di politica, o di donne, e di altre sciocchezze del genere. Anche Alberto è … Continua a leggere

Niente da perdere.

  Lui entra dentro al negozio, si guarda attorno, poi si fa incartare qualcosa dall’uomo che sta dietro al banco, mentre intanto prende alcune confezioni da uno scaffale. Non è facile prepararsi qualcosa da mangiare che non sia quasi sempre la medesima cosa, ed Alberto riflette che per molti anni lui in fondo ha sempre pranzato dalla sua mamma, anche … Continua a leggere

Acqua piena di luce.

  Ora sogno di immergermi lentamente nell’acqua del mare, in una giornata piena di sole, nella trasparenza di piccole onde appena accennate. Muovo le braccia con naturalezza, con calma, e raggiungo il largo in un breve lasso di tempo, assaporando un senso di libertà che neppure ricordavo possibile. Ho visto le maschere delle persone che conosco da sempre, in questi … Continua a leggere

Assoluta indifferenza.

  Mi sento così impacciata adesso. Pensavo che le cose poco per volta si sarebbero normalizzate, formando così delle consuetudini quasi prive di qualsiasi inciampo, dopo quello che abbiamo dovuto patire, ed invece in un attimo tutto sembra essere cambiato di nuovo, in questo benedetto Ufficio. Questi due ragazzi, che ci raggiungono da Pisa ogni giorno con la macchina messa … Continua a leggere

Scelte adeguate.

  Si alza lentamente dalla propria scrivania, Lorenza, senza sapere bene neppure che cosa abbia desiderio di fare. In questo momento regna la calma tra gli impiegati, non c’è nessun utente dentro l’Ufficio Postale, e Laura dietro allo sportello sta mettendo in ordine semplicemente qualche modulo, oppure sposta qualche foglio di carta, nell’attesa che giunga almeno un cliente. Si accosta … Continua a leggere

Persona compiuta.

  <<Alberto se n’è andato da casa>>, aveva detto con un filo di voce la madre di Alberto a suo marito. Lui l’aveva guardata per un attimo, come se la stesse vedendo per la prima volta, e poi aveva scosso la testa come per non riuscire a comprendere cosa intendesse dire. <<Ha trovato un appartamento in affitto, ha messo le … Continua a leggere

Sicurezza dei fatti.

  A volte compio un giro a casaccio per le strade del mio paese, generalmente la sera tardi, subito prima di chiudermi in casa come fanno tutti ed infine andarmene a letto. Mi piace passeggiare da solo quando non c’è nessuno sui marciapiedi, come se anche tutte le case intorno a me fossero disabitate, e rifletto, con un sorriso nascosto … Continua a leggere

Modi d’essere.

  Sono contenta di aver ottenuto un palchetto tutto per noi, anche se come posizione rimane molto laterale. Comunque, da qui siamo molto vicini agli attori, ed io posso seguire piuttosto bene lo svolgimento di tutta la commedia, nella buona comprensione di ogni parola, delle varie espressioni, e soprattutto dei gesti che verranno eseguiti sul palcoscenico. Alberto invece mi pare … Continua a leggere

Movimenti affrettati.

  La ruota davanti della bicicletta, manovrata come ogni giorno da Gino, forse anche per il peso della sua capiente borsa carica di buste e di pieghevoli pubblicitari da consegnare, era assurdamente andata a strofinare, per puro sbaglio, proprio contro il cemento di un cordolo del marciapiede, lungo un tratto di strada che costeggia alcuni giardinetti privati di Calci, provocando … Continua a leggere

Avanti nel tempo.

  Lei sale le scale esterne con calma, quasi senza parlare, osservando attorno a sé tutta l’abitazione nel suo complesso, con i due larghi piani inferiori, circondata com’è da un bel giardino curato e da diversi alberi, all’interno di un basso muro di cinta che circonda tutta la proprietà. Lui le fa strada, senza affrettarsi, poi apre il portoncino che … Continua a leggere

Apprezzamenti.

  Certe giornate sono persino troppo lente, e in qualche caso anche eccessivamente uggiose, ed io ho sempre l’impressione che nulla possa mai accadere, almeno in questo piccolo paese di provincia. Sto dietro al bancone della mescita e alla macchina del caffè, alla Casa del Popolo, e da qui ne sento dire continuamente di tutti i colori, anche se alla … Continua a leggere

Sentimenti nascosti.

  <<Le novità dell’Ufficio ormai le conosco>>, dice Elena al telefono. << Ma tu come stai? E già da un po’ che non ci vediamo per scambiare qualche chiacchiera>>. Laura alla cornetta di casa si lascia in aria una pausa prima di rispondere, sembra quasi non desideri parlare troppo in questo momento con la sua amica; poi però si siede, … Continua a leggere

Parole impronunciabili.

  Muovo appena le mani ogni tanto mentre resto seduto su una panchina ad osservare dei ragazzi che giocano col pallone in un campetto oltre la recinzione. Quando avevo la loro età mi sentivo orgoglioso di mio padre. Lui era a capo di un gruppo di commercianti di scooter e di ciclomotori della Piaggio all’interno di una grossa concessionaria dentro … Continua a leggere

Buone notizie.

  Generalmente, Gino, il portalettere di Calci, non perde mai tempo a chiacchierare con i suoi colleghi, specialmente nei momenti in cui è occupato a sistemare dentro la sua grande borsa le buste da consegnare ai tanti indirizzi civici, già ben divise per strade e zone del paese. Dentro l’Ufficio Postale, durante la prima parte della mattinata, lui si limita … Continua a leggere

Soltanto uno spettacolo.

  Non sto bene, o perlomeno non mi sento a posto, non come sempre, ecco. Mi muovo nelle mie due ampie stanze e cerco di immaginare se per caso i piccoli rumori che produco, spostandomi da una parte all’altra, si riescono ad avvertire anche al piano inferiore. Magari no, probabilmente non si sente niente, forse è soltanto una mia preoccupazione, … Continua a leggere

Risoluzione.

  Oggi è la mattina di un qualsiasi mercoledì, e dentro all’Ufficio Postale di Calci c’è un discreto afflusso di utenti che si sono già messi in fila nell’attesa di eseguire alcune diverse operazioni, tutte da compiere presso l’unico sportello aperto al pubblico, oltre al vetro del quale sta Laura, proprio come ogni giorno. Sono persone del paese, individui semplici … Continua a leggere

Scherzi non prevedibili.

  Anche in precedenza, non c’è mai stato un grande rapporto tra Alberto e suo padre; ma negli ultimi tempi le cose si sono fatte ancora più difficili, al punto che i due praticamente non si salutano neppure più, anche in quei rari casi in cui capita loro di incontrarsi, magari per sbaglio, ed hanno persino iniziato ad usare in … Continua a leggere

Ringraziamenti per la solidarietà.

  “…Stamattina, all’apertura degli uffici, è stato rinvenuta, da parte degli impiegati del Servizio Postale, una scritta allarmante sulla parete della facciata, una parola che inquieta e di cui sento il dovere di allegare una foto. La pressione di cui siamo vittime come dipendenti di Poste e Telegrafi negli ultimi tempi si è ormai fatta estrema, e nessuno dei lavoratori … Continua a leggere

Addirittura insensato.

  <<Per prima cosa dobbiamo far scaldare i piccoli muscoli della nostra maschera facciale; poi muovere la lingua, il collo, le spalle, le braccia, ed infine iniziare a far vibrare il torace e la gola con le cinque vocali, a lungo, una per volta>>. Laura, insieme agli altri, sopra al palco in legno del teatro, segue con attenzione quanto le … Continua a leggere

Andarsene lontano.

  Sto da solo, nella mia piccola bottega che era di mio padre. Anche quando arriva qualche cliente, mi fa vedere le sue scarpe, gli spiego il lavoro, quanto costa, quando saranno pronte, sono comunque solo. Vengono da me perché non c’è nessun altro nel nostro paese che voglia fare questo mestiere. Ed io intanto penso. Anche se è stato … Continua a leggere

Indipendentemente dalle opinioni degli altri.

  I piedi dentro le scarpe sembrano quasi andare avanti da soli. Lei lo sa che oggi è il giorno migliore per arrivare in paese fino all’Ufficio Postale, e quindi pagare la fornitura d’acqua dell’appartamento dove abita da sempre insieme alla propria famiglia; e poi, d’altronde, si è sempre preoccupata lei di queste cose. Ed il bollettino che le hanno … Continua a leggere