Cambio di destino.

  Ricordo ancora la mamma, seppur vagamente, in quei giorni in cui dovette ricoverarsi in ospedale. Ero piccolo, sicuramente non mi rendevo troppo conto delle cose che accadevano attorno a me, ma nessuno tra coloro che avevano delle notizie certe si preoccupava di spiegarmi mai niente, in quanto ero costantemente giudicato come un solitario, un tipo silenzioso, indifferente a tutto, … Continua a leggere

Sospiro di sollievo.

  La mamma, qualche tempo prima di quel periodo, aveva accennato a qualcosa su un argomento che forse non avevo bene afferrato: certi discorsi scambiati con mio padre attorno al fatto che lei si sarebbe potuta assentare da casa per un giorno o due, o qualcosa del genere, mi erano sembrati forse ipotesi remote e prive del tutto di consistenza. … Continua a leggere

Condizione triste.

  Ho pensato con serietà che devo assolutamente liberarmi di questo ragazzetto che prosegue ad angustiare tutte le mie giornate con la propria presenza ingombrante e fastidiosa. Non so esattamente come fare per togliermi dalla mente tutti i ricordi che lo contraddistinguono, ma se da un lato la memoria dettagliata dei tempi della scuola di via delle matite la potrei … Continua a leggere

Tutti da soli.

  Nel pomeriggio, dopo aver riposato per l’intera mattinata, finalmente esco da casa, senza neppure avere in testa una meta precisa, ma soltanto per camminare e respirare un po’ d’aria all’aperto. In mente ho soltanto qualcosa di confuso, come se la mia giornata si aprisse meccanicamente verso la ripetizione di quella precedente, una copia esatta delle tante altre giornate proprio … Continua a leggere

Senza mai lamentarmi.

Domenica scorsa mio padre sembrava rilassato, tranquillo, quasi sorridente persino con me, oltre che con la mamma. Ci siamo seduti a tavola per il pranzo, e lui parlava, spiegava, diceva le cose del suo lavoro di autotrasportatore, ci raccontava qualcosa delle città straniere dov’era stato, e si lamentava un po’ delle proprie scarse prospettive, della monotonia delle strade infinite che … Continua a leggere

Incomprensioni.

  Nonostante siano trascorsi quasi quarant’anni, ricordo con precisione quel giorno in cui, percorrendo a passo lento la strada principale del paese in cui abitavo per recarmi come ogni giorno alla Scuola Elementare di Via delle matite, decisi su due piedi che sarei salito sulla prima corriera che transitava dalla fermata, per andarmene in qualsiasi possibile luogo quel mezzo poteva … Continua a leggere

Nessuna preoccupazione.

Nel mio borsellino, in finta pelle, sono riuscito a racimolare nell’arco di poco tempo parecchi soldi spiccioli, considerato che mio padre quando torna dai suoi viaggi con l’autocarro ha sempre le tasche piene di monete, e che spesso, quasi per un gioco tra me e lui, me ne regala volentieri una buona parte. Così, durante un giorno qualsiasi, mentre cammino … Continua a leggere

Orari e turni.

  Ci siamo seduti ad un tavolo libero, una volta entrati dentro al locale. Mi sentivo nervoso, all’improvviso mi pareva che quell’appuntamento non mi avrebbe mai portato a niente di buono, e tutto quello che avevo avuto in mente di essere, quando le avevo chiesto di vederci fuori dall’orario di lavoro, fosse ormai quasi svanito, lasciando soltanto un mucchio di … Continua a leggere