Domani, se vuoi.

  Non mi interessa, ho ben altre cose sulle quali impegnare la mente, non sono questi gli argomenti a cui ho bisogno di tener dietro adesso. La motocicletta romba veloce sopra l’asfalto, le facciate delle case fuggono via ai lati di queste strade, quasi come se niente di tutto il centro abitato meritasse di stare un attimo in più davanti … Continua a leggere

Gestione impeccabile.

  La signora Martini non abita troppo lontano dalla merceria dove ha trascorso così tanti anni: a lei basta fare quattro passi una volta uscita dal suo negozio ed è già dentro casa, al primo piano di una palazzina elegante lungo la via principale di quel centro urbano. Non si è mai sposata: forse non ne ha avuto il tempo … Continua a leggere

Percezioni perdute.

  Sto bene, continuo a ripetermi. Non ho ulteriormente bisogno di intravedere la mia immagine riflessa nel vetro della finestra per sapere che sono qui, nel mio giardinetto davanti la casa, praticamente come ogni giorno. Cerco di lavorare, di trovarmi delle cose da fare, di occupare le mani per non lasciare alla testa troppo tempo per insistere a pensare. Eppure, … Continua a leggere

Festa a sorpresa.

  La serata è sempre più frizzante al sabato sera, rispetto agli altri giorni, ed i ragazzi attorno al bar Soldini stanno sempre in movimento, mostrandosi costantemente sul punto di andarsene in gruppo da qualche altra parte, anche se poi in turni di due o tre si infilano semplicemente dentro al locale di fronte per prendersi un’altra bottiglia di birra, … Continua a leggere

Come sempre.

  Lungo i tre chilometri circa di strada statale che separano Borgo San Carlo dalla località dove abita Clara, costituita in tutto soltanto da cinque abitazioni, all’ora in cui lei rientra con la macchina in genere si incontrano soltanto due o tre automobili in tutto il tragitto, magari qualcuna di più durante il venerdì o il sabato. Lei guida sempre … Continua a leggere

Partecipazione.

  15 ottobre Sto trascorrendo oramai tutto il giorno dentro al negozio. La signora Martini resta soltanto un’ora per stare alla cassa o dire buongiorno ai clienti, ma per quello che fa potrebbe anche smettere del tutto di venire in merceria. Si affida a me, completamente. Ho iniziato a prendere appunti sulle richieste che mi esprimono le persone che entrano, … Continua a leggere

Passaggio obbligato.

  Generalmente non succede mai un bel niente a Borgo San Carlo. Qualcuno in certi casi litiga pubblicamente per strada o nei pressi di uno dei bar più frequentati, ma sono cose normalmente di poco conto, che in fretta vengono lasciate correre e poi dimenticate. Invece si tende a dare una grande rilevanza alle presunte intenzioni di chi è più … Continua a leggere

Basta volere.

  In certi giorni mi fermo ad osservare, naturalmente senza essere visto, la signora Marisa. Abito nella casa di fianco alla sua, e come tutti coloro che hanno l’abitazione qua attorno, ho un giardino da curare e dove trascorrere un po’ del mio tempo, specialmente quando la stagione è buona e si sta bene fuori ad occuparci delle piante e … Continua a leggere

Opportune misure.

  La giornata appare ancora luminosa durante il pomeriggio, per le strade non c’è quasi nessuno, e soltanto lungo la via principale del paese si vedono adesso sfilare alcune persone che la costeggiano a piedi sopra ai marciapiedi più assolati, senza mostrare peraltro alcuna fretta. Clara si sente risoluta, vorrebbe affrontare il prima possibile con la signora Martini l’argomento che … Continua a leggere

Stretto necessario.

  Qualcuno dice che al mattino dopo la sveglia si riesca a dare il meglio di se stessi: la mente è più fresca, le idee maggiormente brillanti, c’è più entusiasmo per mandare avanti le cose. Ma io preferisco senz’altro la luce calda del pomeriggio, quando la giornata si è distesa ed oramai ha assunto un suo significato più definito, quando … Continua a leggere

Come ogni giorno.

  Marisa nel tardo pomeriggio è già nella cucina di casa quando Clara rientra. Ciao mamma, le dice la ragazza mentre toglie il soprabito, e l’altra alza appena per un attimo il suo sguardo severo dalle cose di cui si sta occupando, e le risponde in fretta guardando l’orologio sopra al muro, soltanto per registrare mentalmente un certo ritardo rispetto … Continua a leggere

Appartenenza.

  Ciao, dice la ragazza in modo timido, senza riferirsi a qualcuno in particolare tra coloro che formano quel piccolo gruppo che si ritrova di fronte. I quattro o cinque presenti, pur restando quasi immobili nelle loro posizioni rilassate, com’erano già anche prima che Clara arrivasse fino lì, le rispondono sottovoce con lo stesso identico saluto, e dopo una breve … Continua a leggere

Solo paura.

  Giungendo fin lì con il suo solito passo deciso, lei appoggia una mano sulla grande maniglia della porta vetrata, poi resta per un attimo immobile guardando dentro quella libreria che conosce benissimo, nella ricerca tra i due o tre clienti presenti all’interno, di una faccia precisa della quale riconoscere già alla prima occhiata superficiale i lineamenti ben noti. All’altro … Continua a leggere

Differenze.

  2 ottobre Mi sento strana. È come se provassi qualcosa di simile all’ansia che si sente prima di superare un ostacolo, come se avessi di fronte un giorno particolarmente importante, o qualcosa in cui dovermi cimentare, anche se in realtà oggi non vedo niente di tutto questo nel mio futuro. 3 ottobre Stamani ho cercato di riordinare la mia … Continua a leggere

Probabilmente lontano.

  A me non interessa niente. Guardo le persone che vengono dentro questo locale in due o tre per volta, si bevono un caffè, prendono una birra, oppure chiedono un gelato, e tutti che si guardano attorno, e intanto cercano di gustarsi il momento, la chiacchiera amichevole, lo scherzo, la battuta di spirito, e poi via, fuori da qui, per … Continua a leggere

Decisione finale.

  Ciao Marisa, le aveva detto la signora Martini un pomeriggio di qualche giorno addietro, quando l’aveva aspettata quasi con impazienza, la sua vecchia compagna di scuola, per parlarle di quella sua figlia, quella Clara che si stava dimostrando ogni giorno così diversa dalla sua mamma. Poi si erano sedute ad un tavolino appartato, all’interno del bar Soldini, si erano … Continua a leggere

Verso di lei.

  Va bene, dice il ragazzo ai suoi amici seduti accanto a lui. Poi con le mani dentro le tasche si alza e si allontana senza fretta dalle panchine dove ogni giorno lui e tutti gli altri si ritrovano, dopo uscito dalla piazza principale e procedendo sul marciapiede lungo la strada che attraversa il centro abitato della cittadina. Torna poco … Continua a leggere