Occasioni.

  Giungono, dopo circa un’ora di macchina, presso il grande agriturismo “la Pietraia”, durante la tarda mattinata di quel giorno festivo. Insolita una gita in campagna per loro tre, in ogni caso la benvenuta, anche grazie alla stupenda giornata di sole. Il signor Carlo mostra subito di avere qualcosa a che fare con il proprietario del luogo, un certo Pasquale, … Continua a leggere

Giornata ordinaria.

  Mi sento depressa, ultimamente. Però se anche ci rifletto con grande attenzione, non trovo dei motivi troppo evidenti per sentirmi esattamente così; piuttosto mi appaiono agli occhi tante piccole cose che un poco per volta sono riuscite a togliere molti dei miei sostegni umorali, contribuendo a questa mia vaga sofferenza. Perciò anche stamani esco da casa già malinconica, guidando … Continua a leggere

Musica in testa.

  La batteria sembra quasi smuovere il mondo con le sue cascate di suoni, che pur mostrandosi consueti, contemporaneamente sono sempre anche un po’ nuovi, mentre i due fiati, che sembrano voler a tratti imitare, nei loro lamenti intonati, la sofferenza di qualche essere umano, appaiono meravigliosi persino mentre scaldano semplicemente la voce e anche il metallo, subito vicino alle … Continua a leggere

Prospettiva differente.

  Lui mastica con lentezza il proprio pranzo, mentre resta seduto da solo davanti al tavolo della cucina, consumando quanto le ha preparato la signora Clara, la sua governante, proprio come succede ogni giorno, e intanto ripensa qualcosa che spesso negli ultimi tempi gli è vorticato dentro la testa, come una malattia che poco per volta riesca a riempire ogni … Continua a leggere

Vicenda inspiegabile.

  <<Stasera ceniamo più tardi>>, dice la signora Rosa affacciandosi per un attimo nella spaziosa cucina dove cuoca e cameriera stanno già preparando i piatti previsti; <<mio marito purtroppo non è rientrato, anche se non tarderà ancora molto>>. Carlo in effetti le ha telefonato da poco: <<le riunioni con i collaboratori sembrano sempre più lunghe>>, si è scusato; <<in ogni … Continua a leggere

Spingersi oltre.

  Dopo che ho finito di lavorare, già piuttosto tardi anche stasera, sono salito da solo sul mio macinino, tanto per farmi un giro in macchina e scolarmi un paio di birre che mi sono portato dietro, recuperate dal ristorante dove in questo periodo sostituisco un cameriere ammalato. Non ho assolutamente una meta, vago con calma guardando la notte sulle … Continua a leggere

Confuso sentire.

  Infine, il giorno assegnato per il previsto esame di ammissione al Conservatorio, arriva proprio come qualsiasi altra scadenza, anche se Franca sembra quasi trovarsi sorpresa che sia proprio oggi la data fissata per sostenere la prova. Però si sente tranquilla, esce da casa con i suoi spartiti ordinati dentro una semplice cartella, un vestito piuttosto appropriato, i capelli ben … Continua a leggere

Differenze di senso.

  Spesso mi trattengo in facoltà anche se sono da solo, una volta terminate le lezioni. Magari vago un po’ in silenzio nella biblioteca di istituto per rileggere con calma qualche dispensa, ma di fatto accarezzo già tra quelle mura le idee ingarbugliate che mi girano come sempre dentro la testa, e che mi portano ad immaginare il momento in … Continua a leggere

Cene diverse.

  <<La maggior parte delle volte, invece che una figlia, sembra di avere un estraneo a girare per casa>>, dice il signor Cerri, amico da sempre dei Neri, che stasera, insieme a sua moglie, è andato a cena da loro. Elena e Franca, le due ragazze con un’età distante solo un paio di anni, si sono convinte a recarsi per … Continua a leggere

Semplici problemi di affiatamento.

  L’arredamento è essenziale: scaffali, contenitori, lunghi tavoli su cui sono appoggiati gli scatoloni di legno che contengono soprattutto i preziosi dischi di vinile. Si tratta di uno degli ultimi negozi dove si può trovare la musica di margine, quella che deve essere saggiata con mano prima di essere acquistata, e che non viene trattata quasi mai tramite il commercio … Continua a leggere

Emozioni azzerate.

  Durante la mattinata decido di appoggiare il piccolo manuale che mi ha prestato Lorenzo, ormai un po’ di tempo fa, sopra al suo banco di scuola. Non dico niente, non lo guardo, i miei movimenti sono estremamente calcolati, perché quella sospensione rimasta tra di noi in questi ultimi giorni è ormai sempre più tangibile, e in ogni caso adesso … Continua a leggere

Scansare gli equivoci.

  “Tutto sembra muoversi di continuo troppo lentamente, come se ogni desiderio, ogni speranza, o anche qualsiasi tentativo messo in campo, mostrasse senza alcun dubbio la necessità di un tempo a dir poco esagerato, anche soltanto per fornire un semplice e definito esito. Ci sono individui in giro che provano continuamente qualcosa verso cui ripongono molte delle proprie speranze, e … Continua a leggere

Orario di punta.

  L’anziano maestro resta seduto davanti al suo pianoforte. La poca luce obliqua di quel pomeriggio, quella che riesce a penetrare in mezzo alle tendine legate in basso, ai fianchi, sopra ai vetri dell’unica finestra della stanza, regala un’immagine vaga di immobilismo, quasi si potesse trovare ogni elemento già presente là dentro, compresa naturalmente la figura del  musicista il quale … Continua a leggere

Assolutamente sereno.

  Generalmente, insieme alla custodia rigida della mia tromba Getzen, infilo sempre anche un paio di sordine a me congeniali dentro alla solita sacca morbida con gli spallacci, una specie di zaino profondo, che una volta ben chiuso mi sistemo simmetricamente dietro le spalle, perché in questa maniera posso inforcare agevolmente la mia bicicletta per andare poi dove voglio. Sto … Continua a leggere

Considerazione non automatica.

  Per lei neppure adesso risulta troppo agevole. Certo, i primi tempi presso la casa dei Neri sono stati sicuramente quelli peggiori. C’è da dire che in quei momenti per lei c’era l’assoluta necessità di lavorare, avendo un figlio in giovane età ma non un marito; e poi comunque, gestire da sola la cucina della villa in quel periodo, senza … Continua a leggere