Sono solo un presuntuoso.

  <<Non sono fatti miei>>, dice la signora Clara mentre serve la solita tazza di tè al maestro Bottai, che come ogni mattina, dentro alla stanza di casa adibita a studio, sta riordinando gli appunti per i suoi insegnamenti di pianoforte; <<però sono rimasta male quando ha deciso di non dare più delle lezioni a quella ragazza>>. Il maestro sul … Continua a leggere

Approvazione.

  Lontano, in un’epoca diversa, anche la musica suona in altro modo. Quasi inutile cercare dentro se stessi una sensibilità affine, le condizioni purtroppo sono cambiate, intorno ci sono delle altre cose, e le orecchie ascoltano i suoni in una maniera che oramai è tutt’altro. Lorenzo osserva gli altri ragazzi mentre si preparano a provare insieme a lui l’ultimo pezzo … Continua a leggere

Nessuna spiegazione.

  Stasera si sta tenendo una cena nel salone di pianoterra della nostra “villa dei Neri”, alla presenza di diversi invitati, tutti ben vestiti, che rappresentano coloro che normalmente, ognuno a vario titolo, lavorano e gestiscono degli affari insieme a mio padre che siede a capotavola. Per l’occasione è stato chiamato in soccorso anche il figlio della cuoca, proprio per … Continua a leggere

Pianoforte scordato.

  <<Entri pure, signora Neri>>, dice la governante del maestro Bottai, una volta che ho finito di salire le diverse rampe di scale di quel palazzo antiquato ma ancora ricco di fascino, mentre mi introduce con un leggero ed usuale sorriso in questo appartamento un tempo sicuramente arredato con gusto ed in maniera piuttosto elegante, adesso però ingombro soltanto di … Continua a leggere

Anno scolastico.

  L’insegnante di Lettere ha sempre un atteggiamento molto pacato. Entra in classe quasi in punta di piedi, sempre osservando soltanto la zona della cattedra davanti a sé, forse come per mostrare di attendersi qualche novità da quel piano dove poi appoggia con calma i suoi preziosi registri, in realtà probabilmente soltanto al fine di concedere tutto quel tempo di … Continua a leggere

Verso una nuova direzione.

  <<Franca è sfuggente>>, dice il signor Neri alla moglie; <<il suo comportamento mi scuote, toglie ogni altro pensiero da dentro la mia mente, anche quelli che sarebbero più piacevoli. Per lei probabilmente è tutto normale, va tutto bene così magari, ma per me è quasi diventata una sofferenza. Ci sono dei momenti in cui mi appare come un’estranea, distante … Continua a leggere

Ascolto emozionale.

  Mi rendo conto che i miei pensieri spesso non sono molto rassicuranti nei confronti di chi mi incontra. Sto qui, mi guardo attorno, in genere cerco di essere più o meno come gli altri, eppure sono anche cosciente che dentro di me qualcosa tende continuamente a sfuggire ad un’immagine di tranquilla normalità. Nei miei itinerari non mi lascio influenzare … Continua a leggere

Differente sostanza.

  Il figlio della cuoca oggi è venuto alla villa dei Neri a prendere la mamma con la sua utilitaria. Franca lo ha incontrato all’ingresso, d’improvviso, proprio sulle scale davanti al portone, e lui è parso subito come intimidito, forse soltanto perché non si aspettava di trovarsi di fronte qualcuno di quella famiglia, ma in ogni caso ha salutato la … Continua a leggere

Normale fluire del suono.

  Lorenzo si siede in un angolo a poca distanza dalla minuta pedana dove al momento sono sistemati soltanto un paio di piccoli amplificatori e la sua batteria scintillante, ricomposta là sopra dopo il trasloco del pomeriggio. Il locale per adesso risulta ancora quasi vuoto, ma in ogni caso, se qualcuno del pubblico avrà la bontà di arrivare nei prossimi … Continua a leggere

Intenso soffritto.

  Nel lungo periodo in cui mi sono ritrovata a lavorare, anche con una grande passione ed un forte impegno specialmente iniziale, presso il sempre affollatissimo ristorante “da Mario”, non ho praticamente mai avuto un filo di tempo in più per fare qualcosa che non fosse preparare e cuocere le carni, le verdure, il pesce, gli antipasti, tutto quello che … Continua a leggere

Serata straordinaria.

  Generalmente entrano dentro alla spicciolata e sorridendo tra di loro, subito dopo essersi ritrovati in piccoli gruppi proprio davanti alle cancellate perimetrali oppure direttamente nei pressi delle biglietterie, lasciando purtroppo la macchina a distanza di due o tre isolati, perché si sa, da queste parti non si trova mai un parcheggio. In fondo non hanno neppure una gran fretta … Continua a leggere

Inevitabile attrazione gravitazionale.

  Franca è tranquilla. Qualche volta riflette che al fine di ottenere la possibilità di librarsi nell’aria, superando la semplice forza di gravità terrestre, per lei praticamente pare sufficiente quella sua rara ma indiscussa predisposizione che sente nel proprio spirito; così come ritiene di essere perfettamente cosciente del fatto che giusto con un’abile concentrazione del suo stesso pensiero, applicato ad … Continua a leggere

Definizione d’uomo.

  Durante certi giorni in cui, per qualche incomprensibile motivo, mi sento più vuoto e scontento, mi ritrovo a camminare per  strada senza pensare a nient’altro che non siano queste scarpe eleganti ai miei piedi, o i calzoni costosi perfettamente stirati sopra le gambe, mentre questi miei arti proseguono ritmicamente a procedere in avanti, quasi per una forma di autonomia, … Continua a leggere

Soltanto i musicisti.

  Arriva, nel nostro negozio di strumenti musicali che poi è anche il più grande e fornito della città, questa ragazza minuta che sinceramente non ho mai visto prima; entra e si guarda un po’ attorno, come in genere fanno quasi tutti quelli che entrano qui, anche se subito si rivolge a me per chiedermi senza mezze misure di vedere … Continua a leggere

Fretta indissolubile.

  Un agile tempo dispari tenuto sul ride e sul rullante con piccoli colpi alternati e veloci, con deboli variazioni che mostrano ogni battuta sempre leggermente diversa dalla precedente, calcato da sottili bacchette di legno con la punta ad oliva, rigorosamente impugnate asimmetricamente tra dita che comunque non le stringono mai, lasciando loro sempre la possibilità di vibrare leggermente all’interno … Continua a leggere

Ascolto cosciente.

  Lontano, quasi in una diversa dimensione, si potrebbe probabilmente evitare di affrontare delle questioni puramente formali nei riguardi di certe concezioni ormai stratificate dalle abitudini. Però qui resta comunque difficile stabilire quanto si debba riflettere prima di cambiare qualcosa, o se al contrario tutto venga predisposto all’improvviso da un semplice scatto in avanti, da un colpo di testa, da … Continua a leggere

Superficiali distanze.

  Tutti insieme certe volte si ritrovano seduti davanti ai tavolini in plastica di una birreria senza pretese, poco lontano dalla scuola che frequentano. Non si danno mai un vero e proprio appuntamento, soltanto passano da lì, a piedi o coi motorini scarburati, e poi si fermano magari per un’ora, o anche due, oppure giusto il tempo di scambiare quattro … Continua a leggere

Piccoli aquiloni.

  Credo non ci sia più il tempo per darsi delle vere prospettive, quando si è raggiunta inevitabilmente la mia età. Proseguo a dare lezioni di pianoforte, certo, ma forse soltanto perché è l’unica cosa che so fare, anche se oramai anche questa, come tante altre piccole attività che costituiscono la mia giornata, è diventata pressappoco un’abitudine, mostrando quasi sempre … Continua a leggere

Uguale a niente.

  C’è una piccola saletta con delle macchine refrigeranti e luminose che distribuiscono caffè, bibite, birra, ed anche qualche panino già confezionato in certe buste di plastica, giù nel piccolo capannone di periferia dove sono ubicate le quattro sale prova di dimensioni differenti tra loro, ed attrezzate ognuna in un modo diverso. Spesso i ragazzi stazionano seduti là dentro almeno … Continua a leggere

Regalo adeguato.

  Non sono mai completamente tranquilla. Sto in casa, controllo che tutto sia a posto, ed in generale mi pare non ci sia niente che appaia particolarmente in disordine. Eppure so che qualcosa mi sfugge, che la mia cameriera in questo stesso momento probabilmente è da qualche parte seduta a fumare, ad esempio, senza che io possa neppure dire niente … Continua a leggere

Oscure intenzioni.

  Lui alla fine si era laureato in giurisprudenza, dopo esser stato fuori corso soltanto per qualche anno, ed all’età di trent’anni suonati, aveva comunque iniziato già a lavorare, almeno per alcune ore al giorno, in quel prestigioso studio del suo anziano padre, avvocato come lui, quando questi all’improvviso fu colto da un infarto, lasciandolo proprietario di una bella auto … Continua a leggere

Opinioni diverse.

  Certi pomeriggi li trascorro quasi interamente dentro la mia stanza, uscendo da qui soltanto quando ormai è ora di cena, al momento in cui mi corre l’obbligo, così come desidera rigorosamente mio padre, di indossare le scarpe ed un abito adeguato prima di presentarmi in sala da pranzo all’orario stabilito una volta per tutte, sempre che non ci siano … Continua a leggere

Coronamento delle illusioni.

  Al mattino generalmente sto abbastanza bene, anche se riesco a muovermi poco e male nel periodo prima dell’ora di pranzo, e quasi sempre comunque preferisco starmene per conto mio da solo in una stanza della grande casa famiglia dove abito, senza preoccuparmi di nulla e lasciando che gli altri si cimentino nello svolgere i compiti assegnati per mantenere il … Continua a leggere

Prova del suono.

  Il ragazzo la guarda per un lungo momento, poi sorridendo le fa: <<sei più sfuggente di un’anguilla; persino se mi impegno non riesco mai a scoprire cosa ti passi per la testa>>. Franca ride, lui le fa un po’ il filo da quando si sono ritrovati casualmente vicini di banco nella loro classe del liceo, e tanto per riempire … Continua a leggere

Aspirazioni indefinite.

  Dalla casa dei Neri alla fermata del tram ci sono esattamente quattrocentottanta passi. Franca, quando esce per andare a prendere la sua lezione dal maestro Bottai, li conta ogni volta, ed ultimamente ha iniziato a dividerli in tanti raggruppamenti riferiti ai settori che si trova ad attraversare: il passaggio pedonale della strada principale, il marciapiede alberato dal negozio del … Continua a leggere

Occhi di pianto.

  Ho raggiunto oramai quarantacinque anni d’età, e sono perciò una donna matura, come si dice in questi casi; eppure se guardo al mio presente mi pare di dover ancora arrancare molto per riuscire a comprendere parecchie cose su ciò che mi circonda, e se invece penso al futuro mi pare ci sia sempre qualcosa che ancora sfugga del tutto … Continua a leggere

Quasi una noia borghese.

  <<Signor Neri>>, gracchia la voce di una persona di fiducia all’apparecchio telefonico che funziona evidentemente con una connessione di ultima specie, e quindi non controllabile in remoto da qualche curioso orecchio esterno, giusto un momento dopo che l’uomo si è tranquillamente seduto al tavolo della sala da pranzo per iniziare a consumare la cena appena servita, naturalmente insieme alle … Continua a leggere

Qualcosa di importante.

  La signora Clara entra nel negozio dei generi alimentari in un momento in cui stranamente non ci sono altri clienti, e con la sua solita cortesia saluta l’esercente che conosce praticamente da una vita recandosi da lui quasi ogni giorno per fare gli acquisti che le servono allo scopo di preparare un buon pranzetto, generalmente semplice e senza grosse … Continua a leggere

Tutto questo tempo.

  Sono uno sciocco se credo ancora alla possibilità per un vecchio strimpellatore di pianoforte come me di tirar su un giovane allievo, oppure anche un’allieva, che nel prosieguo della propria attività riesca davvero a fare strada come concertista. I ragazzi oggi non amano sacrificarsi, e l’interpretazione delle partiture praticamente non richiede altro, se non la propria completa immedesimazione nel … Continua a leggere

Bianchi e neri.

  <<Spesso ci sono più relazioni sbalorditive in due accordi dissonanti tra di loro, che in una intera progressione armonica corretta>>, le dice a volte il suo attuale maestro di musica, un anziano signore solitario che sembra abbia trascorso interi decenni nell’indagine minuziosa delle note sopra la tastiera del suo pianoforte, dopo che Franca Neri, sedicenne, nonostante tutta la passione … Continua a leggere

Separatamente.

  Carlo è un ragazzo scostante. Non gli piace parlare, ma neppure ascoltare quello che gli altri hanno da dirgli. È bravissimo quando si tratta di fare qualcosa da solo, direttamente con le proprie mani, perciò si perde spesso nello scalfire e nel levigare con un piccolo temperino qualche rametto di legno ad esempio, fino a quando quello non assume … Continua a leggere

Prima del tempo.

  Il mio lavoro è monotono. Si tratta di assistere per otto ore una macchina che attorciglia continuamente dei filamenti per farne delle bobine. Sempre uguale. Così qualche settimana fa mi sono messa a fare la stupida con il capoturno. Lui ha abboccato immediatamente, perciò siamo rimasti nel capannone per degli straordinari, ed alla fine ci siamo dati da fare … Continua a leggere

Schivo per scelta.

  Generalmente a lui non interessa affatto essere riconosciuto come uno tra tutti coloro che frequentano i salotti televisivi. Qualcuno poi, tra tutta la gente che incontra quando cammina per strada, magari lo saluta o gli fa un cenno certe volte, ma i suoi modi di fare normalmente dimessi e riservati non incoraggiano mai nessuno a fermarlo, a stringergli la … Continua a leggere

Cara Luisa.

  Sono rare le volte in cui infine si decide ad entrare nell’ascensore un po’ angusto e maleodorante, ed arrivare così, accompagnata dal sibilo del motore elettrico e dagli ingranaggi che si immagina scuri e sporchi di grasso, fino a quell’ultimo piano del palazzone enorme ma senza alcuna particolare caratteristica, lasciandosi poi tenere cortesemente aperta la porta da lui, dopo … Continua a leggere

Programmi diversi.

  Stanno tutti là fuori, fermi, con lo sguardo per terra mentre alla luce dei fari parlottano cercando indifferenza in sella ai loro motorini, nell’attesa che finalmente lui si decida ad uscire da casa, e senza più indugi li raggiunga per andare con loro. Non c’è niente di particolare da fare anche stasera: i soliti giri, il solito chiosco ai … Continua a leggere

Inopportune giustificazioni.

  Amo grattarmi. Soprattutto mi piace sentire, sopra una qualsiasi zona della mia pelle, quell’attimo esatto in cui giunge ad evidenziarsi fortissimo l’inestinguibile prurito che tra gli altri miei bisogni rimane quello che risulta d’improvviso il più insopportabile di tutti, sapendo comunque, con enorme soddisfazione sgorgata dentro di me esattamente in quella frazione di tempo, che con una maniera  rapida … Continua a leggere

Assidua speranza.

  Qualcosa accadrà, è fuori di dubbio. Si tratta di avere molta pazienza, lasciare che le cose procedano in maniera automatica, quasi naturale, e poi però, al momento che diverrà sicuramente possibile avvertire nell’aria il quasi impercettibile annuncio di una pur minima variazione che potrebbe manifestarsi a breve termine, essere capaci a quel punto di una rapida reazione adeguata che … Continua a leggere

Sono una persona qualsiasi.

  Sono finito, adesso non ho più nessuna possibilità di rimettermi in piedi, penso. Ma, nonostante tutto, vorrei in questa fase ancora guardarmi attorno alla ricerca di un salvataggio estremo, magari con l’aiuto di qualcuno che naturalmente mostri la volontà per compierlo, e possibilmente persino le capacità, anche se ritengo in pratica quasi una certezza il fatto che non arriverà … Continua a leggere

Nessuna voglia di uscire.

  Nella stanza disadorna, lui si trova seduto accanto al piccolo tavolo di cucina, con l’avambraccio appoggiato, dal gomito fino a tutta la mano, sopra al piano di marmo, mentre le gambe, accavallate tra di loro in una posizione statica ed in perfetto riposo, sembrano unicamente sostenersi per la propria struttura ossea. Il suo sguardo è appannato e sembra quasi … Continua a leggere

Fin dagli inizi.

  <<Poi non c’è niente oltre le case in fondo al paese>>, dice Silvia Lotti frettolosamente a dimostrazione del fatto che da lì è bene comunque andarsene alla prima occasione. La sua amica sorride senza dare troppa importanza a quelle parole, ma continua a guardarsi attorno come non avesse mai visto una cittadina di provincia simile a quella. <<A me … Continua a leggere

Atteggiamenti personali.

  Mi giro nel letto senza decidere di alzarmi, nonostante sia già piuttosto tardi. Penso che non mi riguardi affatto tutto quello che sta accadendo fuori dalla mia casa, e per questo motivo rinuncio volentieri ad uscire dalle mie stanze dove peraltro vivo da solo, così da evitare anche di mettermi in bella mostra davanti a tutti gli altri. Certe … Continua a leggere

Indiretta richiesta d’aiuto.

  <<Ho visto di nuovo un fantasma oggi; insomma qualcuno che comunque si muoveva lentamente al margine del mio campo visivo>>, dice Carla con semplicità, come fosse una cosa praticamente di ogni giorno, un argomento addirittura come un altro, giusto per fare della conversazione. La sua amica la guarda sorridendo, naturalmente è sicura che ci sia una spiegazione diversa dell’impressione … Continua a leggere

Tempra umana.

  Lui è come un oggetto scagliato distrattamente ma con forza, ripreso proprio mentre sta compiendo un volo parabolico in aria verso chissà dove. Nessun passato da rivendicare come proprio, e neppure un futuro certo, definito, chiaro, che non sia soltanto composto da vaghe espressioni e da qualche affermazione sentita dire in giro da qualcuno che ne sa ancora meno … Continua a leggere

Affari miei.

  Faccio un giro, a piedi, mani in tasca, senza alcuna fretta. Percorro quasi tutta l’area pedonale del quartiere senza pensare ad una vera meta, ma limitandomi a transitare lentamente per molte strade tranquille, anche lungo via Po, proprio quando infine scorgo una ragazza ferma, addossata al muretto di recinzione del caseggiato signorile che ha di fronte, mentre sembra piangere … Continua a leggere

Direzione precisa.

  Le stesse cose, riviste con calma ad una certa distanza di tempo, appaiono sempre differenti, fino a mostrare di essere qualcosa di fondamentalmente diverso da ciò che era stato possibile immaginare, almeno rispetto a quella prima osservazione. Le opinioni cambiano, le persone spesso variano atteggiamento, le cose si trasformano davanti agli occhi di ognuno, senza quasi darne consapevolezza. C’è … Continua a leggere

Alternativa praticabile.

  Sono assolutamente cosciente di sapere già tutto ciò che mi serve, anche se purtroppo ho la consapevolezza di non conoscere ancora molte delle cose che forse mi sarebbero utili in futuro. Mi aggiro come sempre per le strade di questa città dove mi trovo a vivere da molti anni, e qualcuno tra coloro che forse mi conoscono meglio, ultimamente … Continua a leggere

Solidarietà, soprattutto.

  <<Sto bene adesso, non vi dovete preoccupare troppo per me. Il mio caro amico Domenico, che è persino venuto qualche volta a farmi visita in ospedale, in tutto questo periodo da quando sono rimasto ricoverato, mi ha anche annaffiato le piante, e poi si è preso cura della mia casa, perché lui abita proprio qui accanto a me, e … Continua a leggere

Esame di stato.

  Senza alcun indugio sono entrato dentro uno di quegli spaziosi ascensori d’acciaio che portano ai vari piani e ai reparti di questo immenso ospedale cittadino. Non ho dei particolari pensieri in mezzo alla mente, non mi sono neppure preparato qualcosa da dire a Corrado, e contrariamente a quanto faccio come è mio solito, magari per una ordinaria deformazione professionale … Continua a leggere

Errori esistenziali.

  La chiave, nella porta dell’appartamento di Corrado, entra subito senza alcun intoppo, e compie un primo giro in modo del tutto naturale, anche se, subito dopo, quel meccanismo interno al serramento provoca uno scatto vagamente insolito, ma tutto sommato qualcosa di un tipo che ancora ci si potrebbe facilmente attendere da un ingranaggio, ma che lascia a Domenico la … Continua a leggere

Degenza accurata.

  “Ci fosse almeno una mosca che ronza in aria qua dentro, tra queste luci bianche e le superfici linde ed asettiche, a dimostrare che tutto comunque è ancora vivo, nella spiegazione chiara che definisce come sia anche una minima imperfezione a denotare l’umana salvezza, fuori di dubbio. Al contrario, mentre sto qui coltivo il mio respiro senza possibilità di … Continua a leggere