Proponimenti indispensabili.

 

Dimenticarsi di lanciare il programma di comunicazione interpersonale non è particolarmente grave, anche se ci sono degli individui che davanti ai propri schermi si chiedono con insistenza il motivo per cui una donna estroversa e relazionale come è sempre stata LEI, nell’arco di una giornata com’è quella di oggi, lasci il suo apparato per i contatti completamente spento, e diventi quindi irraggiungibile praticamente a tutti gli altri. Ma sentire il bisogno improvviso di starsene per i fatti propri ed evitare deliberatamente lo spazio interpersonale dedicato proprio alla sua fascia di scambio, persino negli orari canonici designati a questo scopo, appare per qualcuno quasi offensivo. Per tutto il giorno invece rimangono proprio così, come sono apparse da subito, le cose che normalmente la riguardano, laddove almeno LUI, ma alla fine anche l’ALTRO, che sono generalmente i più attivi fruitori esattamente di quel canale dedicato, proseguono a chiedersi quale sarà mai il motivo di questa pesante assenza da parte di una come LEI. Infine giunge un semplice comunicato in rilievo su uno sfondo composto da vari colori neutri sfumati tra di loro, qualcosa che semplicemente chiede scusa del comportamento tenuto, senza aggiungere comunque nessuna spiegazione. “Per me è già sufficiente”, dice subito l’ALTRO dentro al suo brillante vivavoce, lanciando nello stesso momento sopra al proprio schermo una serie di aquiloni colorati digitali che tendono a rallegrare l’etere di coloro che lo stanno ricevendo.

“Non so, forse non è proprio così semplice la soluzione”, dice LUI lasciando scorrere le immagini del gioco di una piccola battaglia militare, dove la sua espressione corrucciata campeggia in mezzo agli ufficiali della guarnigione posta in difesa. “Negarsi è sempre grave, a mio parere”, dice ancora, “anche perché resta comunque possibile scegliere una fase più o meno densa di passività in un ambito interlocutorio”. Segue un silenzio pensieroso, in cui ognuno tenta di dar corso ad una propria idea personale delle cose, anche se non cambiano i riquadri degli schermi e non si dà voce ad alcun ulteriore intervento, neppure registrato. “Sono qua”, dice allora LEI improvvisamente nel vivavoce, lasciando apparire la propria faccia a video pieno, pur filtrata da una serie di ritocchi elettronici che ne alterano visibilmente le caratteristiche, rendendola quasi un fumetto animato. “Vorrei essere il più possibile neutrale”, fa LUI cercando di commentare quell’intromissione che si sforza di apprezzare, quasi catalogando il gesto come un tentativo ulteriore di un ritorno verso la normalità, “ma non posso certo negare come tenda a rimanermi in testa una leggera irritazione che svanirà soltanto a tempo debito”.

“Non credo sia il caso di imprimere all’accaduto delle impostazioni di grado del tutto soggettivo, definite nient’altro che da una personalità soprattutto suscettibile ed ombrosa”, fa l’ALTRO mentre imposta lo sfondo del suo schermo verso una navigazione lenta su dei toni rilassati, dove la propria espressione adesso è impersonata da un piccolo e curioso abitante di un bosco immaginario in cui tutto appare oltremodo semplice e privo di conflitti. “Non so”, fa LUI; “però mi sembra che essere troppo permissivi su dei comportamenti che per loro natura devono sempre mostrarsi il più possibile chiari e trasparenti, non sia esattamente la base migliore su cui impostare i dialoghi e le nostre comunicazioni”. Loro tre comunque sanno che possono accedere al sistema persino dei video spettatori che restano inibiti alle conversazioni, e che in ogni caso assistono a quanto viene scambiato, e possono apprezzare una parte oppure l’altra di coloro che invece riescono ad intervenire attivamente, e quindi resta difficile non avere, da parte di questi ultimi, dei comportamenti il più possibile obiettivi su qualsiasi problematica.

“Va bene”, dice LEI alla fine; “la responsabilità è mia che mi sono sentita in grado di godermi una giornata di piena libertà, senza dover spiegare molto ad ogni mio interlocutore”. Lo schermo mostra un colore chiaro, prossimo al verde acqua, e la sua immagine appare adesso senza filtri né ritocchi, pur contenuta in una davvero piccola asola sistemata in alto. Gli altri adesso restano in silenzio. “Comunque credo proprio non accadrà più; neppure un’altra volta”, conclude.

Bruno Magnolfi

Proponimenti indispensabili.ultima modifica: 2020-11-24T20:41:50+01:00da magnonove
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