Solo qua dentro.

Lui tempo fa è già riuscito a vedere una volta l’interno di quello stanzino in fondo al lungo corridoio. E’ un piccolo vano cieco, dove vengono tenute alcune cose ordinarie immagazzinate sopra qualche scaffale a parete. Difatti normalmente quella porta rimane ben chiusa, anche se non con la chiave, e forse non si nota neppure, ma in quel pomeriggio di … Continua a leggere

Concreta verità.

Per favore, dico certe volte a qualcuno che incontro, potresti offrirmi una delle tue sigarette? Poi, mentre l’altro caccia di tasca il pacchetto bello pieno, lascio andare una spiegazione, sempre la medesima. Le mie le ho dimenticate sul furgone, dico, e a queste parole i più annuiscono senza aggiungere nient’altro. Non sanno nulla, penso, non si rendono minimamente conto delle … Continua a leggere

Passeggeri qualunque.

Tu non sei una persona qualsiasi. Però, diciamoci la verità, non sei neppure troppo speciale. Ogni mattina ti alzi alle sette e poi vai a lavorare, proprio come faccio io, nello stesso modo di tutti, o di tanti, senza grandi variazioni. Io ti incontro sul tram, tu forse neppure mi vedi. Ma io ti conosco, ed anche se guardo fuori … Continua a leggere

Cambiamenti (ritratto n. 15).

In albergo, a parte i fine settimana, ci sono pochi clienti in questo periodo dell’anno. Il mare di fronte pero è già bellissimo, ed il sole caldo e piacevole. La sera, giù nel salone, si radunano quasi tutti per le chiacchiere e per gli aperitivi. Qualcuno se ne sta in disparte con un libro, altri però ascoltano le note morbide … Continua a leggere

Amici miei.

Si possono osservare molte cose dentro ad una tavola calda come questa. I clienti sono quasi tutti di corsa, ed entrano generalmente già con un certo affanno, quasi come se l’unica preoccupazione per loro fosse per esempio quella di accaparrarsi uno di questi tavoli liberi. Si mettono impazientemente in fila, scorrono velocemente lungo il nastro con il loro vassoio, e … Continua a leggere

Senza una vera strada (ritratto n. 14).

Questa panchina è rigida, non è possibile stare seduti a lungo sopra a questo ferro duro e freddo; diventa necessario dopo un po’ almeno alzarsi e fare un giro, muovere le gambe insomma, scorrere senza fretta lungo questi marciapiedi, magari alla ricerca di qualche curiosità da cogliere sulla faccia o nei gesti dei passanti, oppure, con maggiore apparente attenzione, direttamente … Continua a leggere

Suggestioni del tempo (cortometraggio n. 6).

Molti anni dopo che tutto quanto si sia svolto, la donna ormai attempata scende dal treno alla stazione del paese, sorride con leggerezza a chi incontra camminando con il suo passo svelto, e giunge velocemente, come fosse proprio la sua meta, fino al ristorante dove tanti anni prima ricorda di aver quasi insediato il proprio ufficio di relazioni sociali. Ricorda … Continua a leggere

Ultimo erede.

Non credo vivrò molto a lungo. Già da qualche tempo provo dei dolori infidi in varie parti del corpo, e grazie a quelli non riesco più a dormire dei veri e propri sonni tranquilli. Anzi, proprio per questo motivo, ormai mi sveglio sempre molto presto al mattino, ancora prima che si inizino ad avvertire lungo la strada, pur molto lontani, … Continua a leggere

Identica voragine.

È proprio nell’attimo stesso in cui rientra a casa, quando chiude la porta alle sue spalle, che Lucia si sente profondamente sola, pur avendo magari passeggiato fino ad allora in compagnia soltanto dei suoi pensieri. Sua mamma è lì, come sempre, davanti alla televisione, e la saluta nel solito modo; poi come fa spesso le chiede subito qualcosa, e lei … Continua a leggere

Aspetti importanti.

Cammino, non posso fare altro. Raggiungo rapidamente il luogo indicato dagli altri, quello che anche il mio intuito e la mia sensibilità hanno recepito come il posto giusto; quindi mi fermo, attendo magari che accada qualcosa, oppure, anche se non succede proprio un bel niente, resto immobile almeno per qualche momento, a godermi la soddisfazione di stare esattamente dove desideravo. … Continua a leggere

Invisibile.

Ho passeggiato lungo le strade del quartiere, mi sono seduto su una panchina, ho pensato che la giornata era bella. Poi mi sono reso conto, una volta di più, che spesso ogni mio gesto appare inutile, insignificante, e che sempre più volentieri vorrei farmi piccolo, fino a sparire in qualche angolo dove a nessuno verrebbe mai voglia di cercarmi. Infine … Continua a leggere

Insignificanti variazioni.

Fuori è tutto uguale. Luisa sta in casa, guarda in piedi qualcosa fuori dalla finestra, oppure alla televisione perennemente accesa col volume al minimo, e scandisce il tempo con i gesti rituali di sempre, muovendosi generalmente avanti e indietro dentro la cucina. Sua madre è di là, allettata da tempo. Lei guarda il calendario e immagina che tra un anno … Continua a leggere

Ritratto di una voce.

Il dolore che mi opprime da giorni sembra attenuato. Sono rientrato in casa, dopo il pranzo alla solita trattoria dove anche oggi ho mangiato qualcosa da solo in silenzio. L’interno del mio appartamento sembra lontano dalla realtà, quasi privo di qualsiasi distrazione, così mi sono subito coricato sul letto, avendo cura di spogliarmi degli abiti e di ficcarmi sotto le … Continua a leggere

Caso mai.

Cammino per strada, svogliatamente, incrocio una donna, forse svogliata esattamente come me, così l’osservo, e lei mi getta uno sguardo. Faccio una passeggiata senza voglia e senza alcun impegno, vedo un uomo piuttosto interessante, non c’è niente di male se lo guardo per un attimo, penso; poi lo supero e tiro diritto, senza voltarmi. Mi volto, forse non è molto … Continua a leggere

Giorni di pioggia.

Mi rannicchio nel vano del portone dove mi sono rifugiato. Sto fermo, osservo la pioggia che continua a cadere, sto bene, in qualche modo, stringo il mio giaccone impermeabile e cerco quasi di sparirvi all’interno, come se potesse accogliermi tutto comodamente. In fondo non mi interessa nulla delle macchine piene di gente che continuano a transitare lungo la strada, forse … Continua a leggere

Ultima volta.

La palestra è sempre la stessa, lui ormai non ha neppure bisogno di ricordare come sono fatte le docce, gli spogliatoi, gli armadietti; anzi, là dentro potrebbe quasi girare dappertutto senza guardare, anche con gli occhi bendati. Da anni ogni giorno un pomeriggio intero di allenamenti, i pesi, il sacco, la panca, insomma i medesimi esercizi di sempre, ed in … Continua a leggere

Scissioni usuali.

Certe volte non riesco neppure a pensare. A pensare niente di utile, intendo. Me ne sto dentro un locale in disparte con una bella birra, e cerco solo una teoria buona per tirare fuori almeno un principio positivo. Parlare con qualcuno è inutile, si dicono sempre le medesime scempiaggini. Ma anche alleviare i dolori con qualche riflessione consolatoria mi sembra … Continua a leggere

Respiro di vita.

Fa freddo fuori, penso, proprio come ogni notte. Non tutti hanno una fortuna come la mia. La grossa caldaia condominiale continua a pompare calore in questo scantinato. È un gioco da ragazzi aprire questo stupido lucchetto ogni sera, e la mia cuccia calda è assicurata. Domattina posso provare a sgattaiolare fuori da qui ancora più tardi degli altri giorni penso, … Continua a leggere

Respiro di libertà.

Sono ferma, dice lei al telefono quasi con calma, mostrando addirittura un pieno controllo della situazione. Anzi, adesso sono seduta, ti ascolto Federico, non sto facendo proprio nient’altro, le mie mani sono ferme, non devi preoccuparti. Solo vorrei che non continuassi a ripetere le medesime cose, sono quelle che mi fanno montare di nervi, mi fanno perdere la lucidità, ma … Continua a leggere

Integrità.

La strada di casa mia è stretta, come sono strette le strade di tutto questo quartiere. Quando cammino sul marciapiede piccolissimo devo sempre scendere ogni volta che incrocio qualcuno, perché due persone non riescono a starci. Quando piove poi, tutto si complica per via delle pietre scivolose e degli ombrelli  ingombranti. Spesso ho paura di inciampare, di rimanere con un … Continua a leggere

Cambio di vita.

Devo spostarmi, penso; ormai lo hanno capito che passo qui quasi ogni notte. Lo so che sarebbe forse meglio lasciarmi portare dentro facendomi beccare con le mani dentro una borsa di qualche signora, oppure fare il furbo al mercato, però mi farebbero subito un processo per direttissima, e in un paio di giorni sarei di nuovo fuori a ricominciare tutto … Continua a leggere

Oltre se stessi.

In certi giorni esco di casa, costeggio il marciapiede a fianco della mia strada, e proseguo oltre uno scalcinato muro di mattoni accanto ad un giardinetto che si allarga subìto dopo. Attraverso il viale in prossimità del semaforo, poi vado ancora avanti, lungo alcune costruzioni anonime, fino ad arrivare davanti ad una vecchia casa ormai disabitata, dai muri tutti ingialliti … Continua a leggere

A volte può darsi.

Può darsi delle volte che lei durante la notte si alzi dal letto, vada in cucina, si versi un po’ d’acqua da bere, e osservi fuori dalla finestra le luci dei lampioni lungo la strada, restando come colpita da quel chiarore rosato nell’aria dato dalle lampade del casello autostradale poco lontano, osservando tutto quanto dal suo piccolo appartamento periferico dove … Continua a leggere

Interpretazione dei segni.

Se chiudo gli occhi vedo spesso una linea che cerca di congiungere due punti distanti, ma praticamente senza riuscirci. Resto come leggermente appoggiato ad una panchina sul ponte del piccolo traghetto che mi sta portando sull’isola, e mi godo questo sole invernale nell’assenza quasi completa di vento. Ho notato un ragazzo passare più volte da questa parte di nave, lui … Continua a leggere

Fantasmi comuni.

Per lungo tempo lei continuava a toccare le punte dei suoi stessi capelli, guardando nel vuoto che aveva in genere davanti a sé. Poi smetteva, si interessava di qualcosa, magari si muoveva sopra la sua sedia, e infine ricominciava, proprio come prima. L’inserviente spesso la guardava senza insistenza, però si vedeva che ne subiva la fascinazione, quasi fosse innamorato, anche … Continua a leggere

Occasione persa.

             Stufo di tutto, stanco da morire, brancolo la sera tardi lungo una strada che neppure riconosco. Succede di dover ammettere un errore, ma adesso tutto quanto sembra inutile, persino la faticosa correzione di quello sbaglio. Se ci penso credo addirittura di potermi rallegrare dell’aver perso poco per volta i miei punti di riferimento, tanto … Continua a leggere

Tutto nel dettaglio.

  La giornata scorre come sempre, l’uomo ne osserva i contorni quasi senza vederli: le case, le auto che transitano lungo i viali, le persone che camminano sui marciapiedi. Pare che niente davanti a lui possa interrompere il meccanismo ordinario che lega le cose tra di loro, così si siede sopra un gradino nell’attesa che gli passi una buona idea … Continua a leggere

Le parole che non saprei dire.

  Attraversata la massicciata della ferrovia non c’è più nulla, solo qualche fosso maleodorante con dei fitti di canne marce e dei campi  abbandonati agli sterpi e ai rovi. Soltanto camminando ancora un po’, dove uno stradello senza pretese inizia una debole salita, allora si iniziano a trovare i primi alberi di acacia e qualche pino spelacchiato. E proprio in … Continua a leggere

Sfuggevolezze.

             Lei è tenera certe volte. Dice le sue cose quasi sottovoce ed è pronta normalmente ad abbassare lo sguardo solo per aver adoperato una parola inusuale o un’espressione forse troppo forte. Tutti sono pronti a dire di lei che è una persona dolce, salvo riuscire a conoscerla un po’ meglio, ed accorgersi che non … Continua a leggere

Un segreto per gli altri.

    In fondo alla strada c’è l’abitazione dei Guidi, circondata dal loro grande giardino sempre in ordine, curato, con dei cespugli di fiorellini costantemente appena sbocciati in qualsiasi periodo dell’anno. Tutto il vicinato spesso ne parla, ne tesse le lodi, certe volte perfino in presenza proprio dei Guidi, che raccolgono volentieri quegli apprezzamenti trascorrendo molte ore ad occuparsi di … Continua a leggere

Ultima annotazione.

                         Nella stanza adiacente a questa cameretta dove mi tengono relegato, chiuso a chiave ogni volta che qualcuno di loro esce dall’appartamento per qualche commissione, sono sicuro che in questo momento stanno parlando di me, di come giorno per giorno stia diventando sempre più un problema, e del peso che rappresento per chi, come … Continua a leggere

Neppure un sorriso.

                         Una donna osserva un uomo sull’autobus. Ambedue stanno in piedi, con il braccio sollevato ad impugnare il sostegno. La vettura pubblica lascia sobbalzare le sospensioni scariche sulle irregolarità dell’asfalto, i viaggiatori ondeggiano alle curve e tremano seguendo ogni movimento della macchina. Lei finge di guardare qualcosa dal finestrino, lui finge di non essere … Continua a leggere

Strumento del demonio.

            La prima volta che accadde, dottore, fu molti anni fa; ero ancora un ragazzino che non voleva studiare, mio padre era vivo, e prima dell’inizio della sua lunga malattia mi aveva trovato un lavoro, niente di speciale: andavo ad aiutare una signora in età un po’ avanzata al suo negozio di frutta e verdura … Continua a leggere

La fine del tempo.

                         Sto fermo, soltanto mi piego per un attimo leggermente in avanti, ad osservare le mie scarpe con le stringhe ben allacciate, ed il pavimento intorno, che noto di un colore verdastro, praticamente indefinibile; poi torno a posizionarmi nella mia normale posizione eretta, in piedi, immobile, con le mani dietro la schiena, solo, dentro … Continua a leggere

Due calci.

                          Il primo calcio Enrico lo aveva sferrato nel buio con tutta la forza che aveva, senza neppure pensare alle possibili conseguenze del suo gesto, ma quasi d’istinto, forse per allontanare il più possibile da sé quella minaccia, come per una sorta di spontanea autodifesa, immediata, semplicemente naturale. L’altro, pur piegandosi in due … Continua a leggere

Ritratto.

                         Alla fine lei resta seduta in cucina, accarezzando come fosse il gatto la sua vecchia sciarpa di lana appoggiata alla spalliera di una delle sedie. Devo uscire, mormora tra sé; indossare la gonna, la camicetta, un soprabito, le scarpe adatte, fare una lista delle cose che servono, ricordarmi le chiavi, il sacchetto della … Continua a leggere

Amore di mare.

                         Immagino le orme dietro di me, impresse sulla sabbia umida quasi in una linea ordinata e regolare, forse soltanto leggermente ondeggiante, mentre continuo a camminare sulla riva del mare deserto evitando con accuratezza di voltarmi indietro,  ad osservare la cruda realtà. Cammino senza una meta, cerco di godere del sole e di questo … Continua a leggere

Autoritratto n. 2.

                  Ultimamente aveva avuto l’impressione che molte persone lo evitassero. Non in maniera scoperta, tipo conoscenti che si giravano dalla parte opposta per non salutarlo o cose del genere. Però gli era parso più di una volta che camminando per strada, per esempio, la gente si scansasse leggermente al suo passaggio; oppure, quando certe volte era entrato … Continua a leggere

Al margine di qui.

                         Certe volte sono anche troppo serio e taciturno, specialmente sul lavoro, persino con i clienti che forse neppure lo meriterebbero. Non che svolga malvolentieri il mio mestiere, è solo che ci sono giorni in cui i pensieri quasi per magia riescono a prendere il sopravvento, ed io mi sento soltanto una comparsa in … Continua a leggere

Un passante.

                         Spesso riesco a provare soltanto questa angoscia sottile, pensa Roberto mentre sta seduto con la sua poltroncina di vimini nel giardinetto di quella abitazione condominiale dove vive al piano terra con la sua famiglia. Davanti alla casa c’è un cancello di ferro ben chiuso che ne delimita l’ingresso, e a destra e a … Continua a leggere

Chiuso dentro un pensiero.

                         Era uscito dal locale quasi con stizza. Aveva perduto a carte, anche se questo in fondo non era particolarmente importante. Però non era riuscito ad essere il giocatore di sempre, spiritoso, brillante, di compagnia. Si era lasciato andare anche ad un piccolo sfogo contro la sfortuna che secondo il suo parere lo aveva … Continua a leggere

Stretta dai sogni.

                         E’ soltanto il risveglio il vero problema. Io dormo e sogno, ed il mio mondo in questa fase meraviglia per la sua ricchezza. La donna in genere inizia la sua giornata per automatismi, assaporando a volte, insieme alla consapevolezza del giorno reale, il gusto residuo che certe volte trattiene del suo assopimento. Qualche … Continua a leggere

L’uomo contemporaneo, 2.

            Lui era entrato al caffè-lunch poco prima delle quattordici, ora di punta per quella tipologia di locale inserito in un contesto da quartiere dirigenziale di tipo avanzato. L’interno era giocato sostanzialmente sulla superficie di tre materiali: legno di ciliegio, acciaio inox con forme spigolose e taglienti, e soprattutto ritagli di specchi inseriti in ogni … Continua a leggere

Il collezionista

                        Sono un collezionista, inutile negarlo. Ho memorizzato i gesti, le espressioni, i modi di comportarsi e di parlare di decine di persone, e le ho condensati dentro di me, restituendo quasi inconsapevolmente, in ogni momento della mia giornata, una raccolta completa di tutto questo mio lavoro. In tanti anni ho sempre cercato di … Continua a leggere

La notte in città

                         Allungo una mano nel buio insonne della mia camera. Avverto il vuoto, e l’aria ferma, assieme a quel senso di protezione e di silenzio dato dalle pareti mentre racchiudono lo spazio finito di questa stanza. Mi metto seduto sul bordo del letto, non mi interessa neppure sapere che ore siano, mi basta immaginarmi … Continua a leggere

Un saluto frettoloso.

                        Forse, in tanti anni, ho soltanto cercato delle varianti, degli argomenti alternativi, delle possibilità differenti, che mi permettessero di non vedere quello che ero veramente, pensa Ernst; e tutto questo almeno fino a quando non ho conosciuto te, che mi hai fatto scoprire, soltanto con uno sguardo, la semplice umanità da cui ero … Continua a leggere

Piccoli spostamenti. 2.

                         Sono sempre più convinto che voi abbiate tutti torto, penso, che non valga neppure la pena di stare ad ascoltare le vostre parole, le spiegazioni insensate che riuscite a mettere assieme. Osservo la strada che scorre sotto alla mia terrazza, e mi viene da ridere nel vedervi piccoli, sempre di corsa mentre vi … Continua a leggere

Donna di fiume.

                         La casa sul fiume pareva come solcare incessantemente le acque, indirizzando la prua non verso una vera e propria direzione, ma quasi auspicando un mare remoto che doveva esserci per forza laggiù, da qualche parte, in fondo a quella corrente. Lei dalla finestra del primo piano osservava il tremolare dell’erba lungo la riva, … Continua a leggere

Una donna con la sua bicicletta. 2.

                         Soltanto pochi anni fa tutto mi sembrava ancora possibile. Avevo acquistato una bicicletta nuova, ed avevo iniziato a girare per tutte le strade di questa città che, per un motivo od un altro, non ero stata capace in tanto tempo di frequentare. Voltavo un angolo ad un incrocio, e improvvisamente scoprivo una prospettiva … Continua a leggere