Tempra umana.

 

Lui è come un oggetto scagliato distrattamente ma con forza, ripreso proprio mentre sta compiendo un volo parabolico in aria verso chissà dove. Nessun passato da rivendicare come proprio, e neppure un futuro certo, definito, chiaro, che non sia soltanto composto da vaghe espressioni e da qualche affermazione sentita dire in giro da qualcuno che ne sa ancora meno di lui stesso, ma che forse riesce ad imprimere a tutti, con delle facili parole piene zeppe di superficialità, quel coraggio semplice che a volte però sembra addirittura sufficiente. Un presente martellante, come una febbre alta, costituito da pensieri rapidi, esaustivi, ed uno sguardo sempre pronto nel carpire ciò che serve, fino a comprendere ad ogni attimo quali siano gli elementi più importanti, quelli su cui si può fondare l’attimo che segue, e che riescono davvero a produrre immediatamente una grossa differenza, a volte quasi un bagliore di entusiasmo che comunque si spegne poco dopo.

Poi ogni cosa si compie come dentro un sogno, quasi intangibile, senza alcun colore, ed alla fine il risultato è quello di affidare le proprie cose a qualcun altro che è passato da lì prima di lui, e conosce già per esperienza tutto quello che possa servire chi lo segue, compreso il comportamento più adeguato per non venire mai preso di mira. <<Non ci sto>>, dice lui tra sé. Si scuote ogni poco da quel senso di oppressione che lo avvolge, e forse il desiderio di tornare con la mente nel territorio aperto delle possibilità, a volte si fa forte, tanto da spingerlo ad immaginare un nuovo muro da valicare, un altro confine da lasciare dietro le sue spalle. <<C’è qualcosa d’altro, poco più avanti, è cosa certa; non è qui che posso allentare il mio cammino fino a fermarmi>>. Perciò nessun posto è il luogo giusto, e con questa logica ogni giornata diventa subito sospensione e attesa, quasi una continua speranza d’altro, senza diversa possibilità.

<<Quello che serve nell’immediato si viene subito a sapere>>, dice lui; <<ma è ciò che si mostrerebbe più importante che nessuno ti rivela, certe volte perché in qualche maniera devi guadagnartelo, ma in molti altri casi perché non ci sta mai intorno a te una persona che conosca veramente le risposte ad ogni tua domanda>>. Perciò lui tira avanti esattamente come fanno tutti gli altri, e forse qualche volta anche lui si rende conto di quanto gli stia sfuggendo poco per volta tutto il tempo migliore che avrebbe a sua disposizione nella sua esistenza, insieme alla capacità di tenere duro il più possibile contro l’arrendevolezza che sembra spesso il nemico più potente, il gorgo dentro al quale ci si può perdere in un attimo, per poi finire col sedersi sulla negazione stessa della vita. Lui però ha carattere, è un tipo tosto, uno che se decide di intraprendere una strada in cui crede davvero, poi la porta avanti, anche se con sacrifici quasi al limite. Sapeva in qualche modo che non sarebbe certo stato uno scherzetto quello di mescolarsi ad altri dentro un mondo sconosciuto, dove è molto meglio guardarsi sempre attorno, perché non esistono certo degli amici veri da questa parte della terra, persone sincere verso le quali riporre tutta la fiducia che è possibile trovare.

<<Adesso tocca a me>>, pensa lui con intensità guardandosi le mani; <<purtroppo d’ora in avanti devo farmi bastare quel poco che conosco, e non devo assolutamente aver bisogno d’altro>>. Così si guarda attorno, cerca la posizione migliore per tirare su la testa e tentare di migliorare almeno qualche cosa. Fa amicizia con dei bravi ragazzi, tutta gente a posto, poi va a parlare con delle persone serie di una associazione, si fa dare nomi, indirizzi, possibilità, parla con tutti, chiede solo un’opportunità alla fine, nient’altro, e all’improvviso ecco che la trova, con qualcuno che inevitabilmente lo tiene subito d’occhio, ma lo arruola con furbizia tra coloro che possono avere delle energie fresche da spendere, e delle idee migliori. <<Buffo ritrovarsi ad essere così distante dalla mia dimenticata formazione di base, eppure forse è vero che c’è qualcosa in più dentro di me: una possibilità di resistenza, una capacità di tener duro, forse una tempra, qualcosa che nessuno riuscirà mai a mostrare simile. E sono vivo, comunque; devo esserlo>>.

Bruno Magnolfi

Tempra umana.ultima modifica: 2021-06-17T16:25:11+02:00da magnonove
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