Esclusiva proprietà.

  “Ci siamo fatti vecchi”, dice l’uomo a suo fratello minore durante quelle due o tre volte all’anno in cui si ritrovano per una visita reciproca di cortesia. L’altro non dice niente, resta in silenzio, non gli piace quell’argomento, quasi sempre distoglie il proprio sguardo e parla subito d’altro, come non volesse darla vinta al tempo che passa e che … Continua a leggere

Consiglio decisivo.

    Non c’è anima viva qua attorno, così mi siedo anche stasera su questa grossa pietra che sporge dalla terra fatta di stoppie e di pruni, e poi resto qui, a guardare attorno questa campagna così assetata d’acqua nella stagione corrente, ed il cielo là in fondo quasi bianco di caldo e di sole. Non so proprio cosa io … Continua a leggere

Cambio di idea.

  Con voce appena sussurrata lei gli comunica adesso che è stanca, anzi, che è assolutamente stufa di quel rapporto inconcludente, inutile, sterile, senza futuro. Soltanto la settimana precedente loro due si sono incontrati in un alberghetto fuori mano con ben altre aspettative, specialmente da parte di lei, che si è quasi mostrata, come dire, innamorata pazza. “Puoi fare quello … Continua a leggere

Variazioni minime.

  Ogni tanto mi fermo, mentre percorro avanti e indietro, giusto per smuovere le gambe, il lungo corridoio che collega tutte le stanze del mio ampio appartamento, e mi sorprendo in alcuni casi a pensare certe cose che credevo ormai seppellite nella mia memoria, piccoli particolari che all’improvviso sembrano gettare come una nuova luce sulle vicende a cui si riferiscono. … Continua a leggere

All’interno di una sola cosa.

  A me non piace stare a casa. Piuttosto preferisco uscire da sola, generalmente di pomeriggio, e camminare senza meta per il centro della mia città, osservando qualche volta le espressioni delle persone che mi capita di incontrare con facilità, ed ascoltando frasi e parole che la gente generalmente si scambia, divertendomi a fantasticare sulle giornate di qualcuno tra coloro … Continua a leggere

Finisce così.

  “Vai via, lasciami qui”, urla adesso all’uomo quella ragazza seduta su un gradino che fa da soglia ad un portone chiuso, al bordo della strada, dopo che lo ha visto per caso qualche minuto prima, mentre camminava insieme all’altra, la solita sfacciata che oramai ha imparato a riconoscere persino da lontano. Lui le è venuto incontro quasi di corsa, … Continua a leggere

Genio e furbizia.

  Osservo questi quattro tizi che ancora stanno attorno a me, e so per certo che da loro non mi arriverà mai niente di buono. “Siete delle nullità”, dico a tutti con voce non particolarmente alta, giusto per vedere se alla mia provocazione qualcuno abbia voglia davvero di reagire. Invece si mantengono tutti zitti, anche se proseguono a guardarmi, e … Continua a leggere

Avanti così.

  “Tu; si, sei proprio tu che mi fai confondere”. Dentro la stanzetta adibita ad ufficio si prendono le telefonate di richiesta dei preventivi, e certe volte quando il lavoro della giornata termina particolarmente presto, ci si ritrova a chiacchierare, in quei cinque o sei che fanno parte della squadra, per spiegare ciò che è stato fatto in quei giorni, … Continua a leggere

Sostituzione di componenti.

  “Sono stanca”, dico quasi con indifferenza alla mia amica di sempre. Lei ride, è una persona solare, piena d’entusiasmo, positiva, difficile farle immaginare degli stati d’animo diversi dai suoi. “Non capisco di cosa”, dice lei alla fine. Entriamo nel centro commerciale senza avere niente di particolare da acquistare, e difatti, dopo un breve giretto nel lungo corridoio coperto dove … Continua a leggere

Illustre sconosciuto.

  Mi sento completamente  demoralizzato. Così mi infilo in questo caffè-libreria dove ho saputo che oggi presentano una raccolta poetica, ed un tizio senza microfono dice a cinque persone che ha di fronte, che lui ha capito tutto, e che qualcosa dovrà pur succedere. Mi siedo ed ascolto distratto degli elogi e molti complimenti da parte di ognuno per tutti … Continua a leggere

Giro di giostra.

  Pomeriggio. Lui entra nell’ufficio postale affollato e prende il numero per il turno allo sportello. Poi si libera un posto a sedere accanto ad una signora coi capelli probabilmente tinti ed il vestito sgargiante. “Sempre pieno di gente”, fa lei. Lui si limita a sorridere, non sapendo cos’altro dire. I numeri scorrono lentamente sullo schermo di un grande visore, … Continua a leggere

Cantante improvvisa.

  “Mi sarebbe sempre piaciuto cantare”, dico io quasi in un sussurro. Poi ruoto leggermente la testa ed il dorso, per osservare se dietro di me qualcuno per caso avesse ascoltato con curiosità le mie parole, mentre io, con la mia amica di sempre, proseguiamo a fare la fila alla biglietteria di questa sala cinematografica, per assistere tra poco ad … Continua a leggere

Meno del necessario.

Lo confesso: generalmente vorrei sentirmi maggiormente soddisfatta di me, e quando ci rifletto proprio sul serio lo vorrei essere almeno nei confronti di quel poco che sono riuscita con fatica a mettere insieme fino adesso. Invece quasi sempre mi devo limitare a campare alla giornata, senza grandi speranze o desideri che superino un lasso di tempo più ampio del semplice … Continua a leggere

Accettarsi così.

Adesso esco, devo uscire al più presto, per forza, anche se veramente non so neppure perché io debba proprio andare, ma clamorosamente sono consapevole di essere già in forte ritardo, così come ho anche l’improvvisa certezza del fatto che mi stanno indubbiamente aspettando con grande impazienza là fuori, e che forse sono anche un po’ stufi o perfino rassegnati del … Continua a leggere

Nessun desiderio.

  Seduto, senza più alcuna voglia di risollevare le proprie sorti, fermo dentro al silenzio, sembra quasi lui possa stare così per un tempo addirittura lunghissimo, come se in natura non esistesse neppure un motivo plausibile per cambiare qualcosa di questa semplice immobilità appagante e praticamente infinita. Sfumati rumori fuori dalle finestre mostrano a tratti un senso vago di prosecuzione … Continua a leggere

Musicista infinito.

Finalmente mi portano una sedia, dopo che mi hanno lasciato in piedi lungo il corridoio per tutto questo tempo.  Il jazz non esiste qua dentro, ho detto a tutti, inutile insistere. A me piace il silenzio, quando ogni oggetto intorno sta fermo, e nessuno urla o dice una cosa oppure quell’altra. Si deve respirare piano, magari prendere anche un po’ … Continua a leggere

Pazienza semplice.

Allungo lentamente una mano nel buio, alla ricerca dell’interruttore che accende la lampada, ma pur sfiorandolo e avvertendo con le dita la sua consueta consistenza di plastica liscia, mi fermo, come per concedermi ancora qualche secondo prima del vero inizio della giornata con la sua inevitabile esplosione ordinaria di luce all’interno di questo spazio ancora intimo piacevole e caldo intorno … Continua a leggere

Sfida insensata.

Dentro a questo salotto i mobili e gli oggetti della stanza risultano adesso perfettamente in ordine, come raramente succede, anche se lei, purtroppo anche stasera, sembra proprio desideri soltanto rimanersene nervosamente in piedi, stando lì accanto ad uno dei finestroni, come per osservare con attenzione chissà mai cosa fuori dai vetri, visto poi che la panoramica sulla strada che corre … Continua a leggere

Evidente superiorità.

Il mio sguardo ha qualcosa di magnetico: posso agevolmente spostare dei piccoli oggetti di lato, oppure attrarli verso di me, o se voglio anche renderli immobili completamente. Per questo credo che molte persone mi temono, immaginando forse già da come mi atteggio quanto posso essere pericoloso per loro; spesso difatti mi evitano, anche se quasi sempre indosso un paio di … Continua a leggere

Colpa grave ed indivisibile.

Dopo aver sbrigato tutte le faccende di casa, quando infine riesce a ritagliarsi del tempo per sé, a lei piace mettersi seduta, da sola nella sua stanza, e riguardare delle vecchie fotografie che ha accumulato con pazienza, ripescandole alla rinfusa da una grossa scatola di cartone dove solitamente le tiene riposte. La sua vicina, quando sa che lei è in … Continua a leggere

Conclusioni progettuali.

Spesso io penso troppo. D’altra parte in questa clinica per anziani ho tanto di quel tempo che non saprei proprio in quale diversa maniera impiegarlo. Credo proprio che l’errore principale compiuto su di me fin dagli inizi, fin da quando cioè ero un piccolo bambino qualsiasi, sia stato quello di avermi lasciato scegliere autonomamente la mia strada, laddove al contrario … Continua a leggere

Fidata sentinella.

Quando sto seduto in questo angolo sono invincibile. Le spalle appoggiate allo schienale della sedia, le mani sulle gambe, resto fermo ad osservare gli altri che si muovono in questa grande stanza, sempre impegnati in qualche cosa. Mia sorella cucina per suo marito, suo suocero guarda la televisione oppure consulta qualche opuscolo pubblicitario, i bambini giocano o fanno i compiti … Continua a leggere

Aria di cambiamento.

Adesso lui è fuori, questo è certo. Alcuni dell’ambiente a cui è legato hanno cercato negli ultimi tempi di metterlo più volte sull’avviso, in fondo senza neppure usare troppi giri di parole, ma i loro accenni, pur chiari ed espliciti, non hanno prodotto alla fine alcun risultato positivo. In certi casi lui è parso addirittura sordo a certi argomenti, e … Continua a leggere

Senza riferimenti

Leggo soltanto con gli occhi, eppure tutte le persone presenti sembrano seguire perfettamente le mie parole. Forse è transfuga il mio pensiero, anche se in fondo non è neppure propriamente il mio, sono soltanto dei racconti di un vecchio libro quelli che scorro, roba in fondo poco importante, oggi quasi dimenticata da tutti. C’è un errore grammaticale nell’ultima frase, dice … Continua a leggere

Segni divini.

  Tutto è iniziato un po’ di tempo addietro, senza che lei assolutamente fosse stata capace di spiegarsi il motivo di quelle perdite di sangue intorno alle unghie delle mani, riuscendo comunque con alcune paia di guanti speciali, e naturalmente con la scusa di avere acquisito una tremenda allergia da contatto, a tenere nascosta a tutti la verità su quanto … Continua a leggere

Collezionista d’aria.

Sono consapevole del fatto che dovrei smettere. Smettere di essere come sono e disinteressarmi una volta per sempre di quanto ho cercato di fare e di mettere insieme per tutto questo tempo, anche se mi rendo conto di quanto non sia facile per nessuno voltare pagina e dare un calcio ad una parte importante del proprio passato, tanto più per … Continua a leggere

Poca fiducia nelle proprie personali possibilità.

Cammino in mezzo a queste bancarelle del solito vecchio mercato di quartiere. Nessuno mi nota, fortunatamente, ed io intanto sfioro con le dita della mia mano la piccola canna lucida e fredda di questa pistola ad un solo colpo che tengo dentro la tasca della mia giacca. So difendermi, penso con convinzione, da tutta questa gente che mi gira intorno … Continua a leggere

Evidenti aspirazioni.

Sono quasi venti anni che proseguo a fare esercizio in questa mia disciplina. Non perché abbia in mente qualcosa di preciso per i prossimi tempi o per chissà quando, ma per non farmi trovare impreparato nel caso mi si chiedesse di esprimere quello che a volte reputo, probabilmente con un briciolo di esagerazione, il mio talento in questo campo. Forse … Continua a leggere

Testi musicali.

Stamani ho iniziato casualmente a picchiettare con le dita sul piano di legno, mentre stavo seduto al mio tavolo, durante un momento in cui non avevo proprio nient’altro da fare. Mi piaceva quel tempo regolare che riuscivo a tenere, così ho replicato quella figura ritmica parecchie volte, fino a quando ho preso due matite ed ho ripetuto di nuovo quella … Continua a leggere

Fine del periodo.

Lei aveva soltanto venti anni quando si era messa con il signor Mario che abitava al piano sopra l’appartamento dei suoi genitori, mentre lui aveva già superato abbondantemente i quaranta. Naturalmente tutto era stato fatto ed era proseguito in grande segreto, tenendo conto di orari, situazioni, possibilità. Lui svolgeva una normale attività di commercialista, ed era regolarmente sposato con una … Continua a leggere

Utili consapevolezze.

Lei è qui, proprio in questo momento, dice all’amico. L’altro fuma in silenzio, seduto davanti alla finestra leggermente aperta, come immerso nei propri pensieri. Non l’ho ancora vista, certo, però avverto la sua presenza, e sono sicuro che non può essere lontana. L’altro lo guarda, annuisce quasi senza interesse, poi si alza, dice che adesso purtroppo deve proprio andarsene. Va … Continua a leggere

Verso una nuova consapevolezza.

Il ragazzo attraversa la strada apparentemente senza pensieri, spiccando a metà un minuto accenno di corsa, poi sale sul marciapiede e abbraccia quasi per un giro di danza un piccolo albero di decoro urbano, riprendendo però subito la sua camminata elastica e ritmica. E’ da solo, ma ciò in fondo non ha alcuna importanza; il suo zaino con qualche libro … Continua a leggere

Immobilità del resto.

Lei è lei, prima di tutto. Certe volte si addormenta davanti alla televisione, ma non lo fa con consapevolezza completa: difatti generalmente del suo gesto conserva in seguito soltanto un’espressione quasi compiaciuta sul viso, come se davvero tutto quanto attorno procedesse comunque e autonomamente in avanti, nonostante persino anche in altri casi simili lei risulti spesso praticamente assente, proprio come … Continua a leggere

Convinzioni incerte.

Non me ne importa niente di tutta questa gente intorno. Sto seduto per conto mio sulla carrozza del tram, e provo un grande fastidio quando le persone salgono, scendono, si muovono in questo spazio angusto, strusciandosi di qua e di là senza riguardi. Alla mia fermata infine scendo, e mi guardo attorno nel buio rischiarato dai lampioni stradali, in questa … Continua a leggere

Adattamenti.

In quel quartiere, oltre la piazza con gli alberi e le panchine tra le aiuole, non c’è proprio nient’altro, se non quelle file di case intorno, a due o tre piani, quasi tutte simili, in certi casi con un minuto giardinetto sul davanti. Luciana va a sedersi quasi ogni giorno sopra una di quelle panchine; si porta il libro, legge … Continua a leggere

Respirare profondamente.

La tosse mi lascia senza fiato. Camminando sul marciapiede, certe volte mi trovo a sbandare da un lato all’altro, tanto mi sento disabilitato. Ma non è solo quello: è che ogni giorno scopro di non trovare più dentro di me l’entusiasmo che avevo un tempo e che servirebbe adesso per tirare avanti con tutte queste piccole cose che vorrei affrontare. … Continua a leggere

Colpevole.

Spesso mi trovo arreso, quasi messo in condizioni di non nuocere. Mi guardo ancora attorno almeno un’altra volta prima di rientrare in casa ed andarmene definitivamente a letto, proprio perché ancora spero di veder giungere qualcuno che pur all’ultimo momento riesca ad arrivare finalmente per gridare che sono salvo, che la mia grazia è firmata, e che infine è stata … Continua a leggere

Lungo il sentiero degli altri.

Certe volte il ragazzo avvistando qualcuno che conosce mentre cammina per strada, d’istinto cambia marciapiede, ma soltanto per evitare che quello lo saluti in maniera troppo esuberante, o che addirittura gli chieda qualcosa, magari del suo andamento scolastico, o dei suoi amici, o anche di altre cose del genere. La sua non è vera asocialità, soltanto non gli va di … Continua a leggere

Prospettiva personale.

Se devo essere obiettivo, trovo che non sia neppure troppo comoda questa poltroncina che mi sono scelto. Però è senz’altro la mia sedia, e indubbiamente ci passo sopra seduto parecchio tempo, soprattutto perché credo che in questo mio angolo di stanza sia racchiuso molto, se non tutto, del mondo che desidero. I miei familiari fanno ogni sforzo per scuotermi e … Continua a leggere

Capacità critica.

Non ci vuole niente a superare il forte senso di fastidio ed andare fino all’ufficio comunale per i reclami, pensa Lilia. In fondo è un suo diritto di cittadina riuscire a farsi rispettare. Intanto la puoi trovare seduta su una panchina dei giardinetti con gli occhi affondati dentro alle pagine di qualche libro, generalmente preso in prestito alla piccola biblioteca … Continua a leggere

Quella volta.

Sul piccolo palco adesso non è rimasto nessuno. Svogliatamente sistemo i cavi e i microfoni, ma ho ancora nelle orecchie tutta quella musica, tutto quel ritmo, e soprattutto il suono del sassofono che stasera mi vibrava tra i denti come poche volte è già successo, quasi andasse da sé, libero e fluido, a far rimbalzare sopra le persone le note … Continua a leggere

Va bene (cortometraggio n. 7).

Il dolore sottile a tratti sembra pulsare sotto la sua pelle sporca. Il ragazzo a terra adesso neppure si lamenta, aspetta soltanto che accada qualcosa di positivo, come una mano magica che improvvisamente lo sollevi da quella posizione, e forse lo rimetta in sella alla sua bicicletta, fino a che tutto torni com’era stato appena un attimo prima. Forse non … Continua a leggere

Rifiuti.

Al caffè di pomeriggio non c’è nessuno, soltanto un vecchio in un angolo, che legge un giornale muovendo la testa, lentamente. Fuori, lungo la strada, il solito passaggio di macchine e di gente a piedi. Serata fiacca, pensa il barista mentre sistema le tazzine. Poi entra lei, da sola, muovendosi come non fosse giunta veramente là dentro, e senza neppure … Continua a leggere

Aria fresca su Fiesole.

Tutto questo tempo è trascorso così in fretta che non avrei mai immaginato di ritrovarmi già a doverne tirare le somme, dice lei con voce bassa, come parlasse tra sé. Lui la guarda per un attimo, senza pronunciare alcuna parola; forse vorrebbe sorridere per la frase che ha ascoltato, mostrando in qualche modo superiorità rispetto a quella che reputa una … Continua a leggere

Caso mai.

Cammino per strada, svogliatamente, incrocio una donna, forse svogliata esattamente come me, così l’osservo, e lei mi getta uno sguardo. Faccio una passeggiata senza voglia e senza alcun impegno, vedo un uomo piuttosto interessante, non c’è niente di male se lo guardo per un attimo, penso; poi lo supero e tiro diritto, senza voltarmi. Mi volto, forse non è molto … Continua a leggere

Soltanto debolezza.

  In questo letto d’ospedale rimango sotto le coperte, avendo cura di tenerle ben tirate fin sopra al mio viso, nascondendomi così alla vista degli altri. Annuso il mio odore qua sotto, lo trovo familiare, caldo, umido di un leggero sudore, rassicurante: forse proprio per questo so di essere vivo. Anche i dolori che provo sono stabili, starmene qui fermo … Continua a leggere

In mezzo a tutto.

                         Respiro con maggiore profondità, cerco di calmarmi dopo che ho colpito a mani nude, con una violenza che adesso, dopo pochi minuti, quasi non mi riconosco neppure, qualcuno che in fondo, forse semplicemente, proprio come me, stava immerso in questa calca incredibile. Sono convinto di aver messo in quel colpo tutta la rabbia … Continua a leggere

Nessun aiuto.

    C’è qualcosa dentro di me che agisce in maniera un po’ insolita. Nella mia mente i pensieri fluiscono veloci ed illogi­ci, e spesso hanno valore soltanto per come si snodano, per il loro concatenarsi l’un l’altro; ma non sono né perspicaci né uti­li, anzi, nel giro di poco me li dimentico tutti. Mi sveglio nel letto in un … Continua a leggere

Di nuovo primavera.

Resto seduto, in questa piccola stanza quasi vuota, ammobiliata solo con un tavolo di legno ed una libreria, e mi sento bene a leggere qualcosa, sfogliare vecchi volumi che in molti casi ho letto già, ma in cui riesco a ritrovare sempre cose nuove, frasi e parole su cui la volta precedente non mi ero sufficientemente soffermato, e mentre svolgo … Continua a leggere