Senso di colpa.

  “Mastico amaro, amico”, spiego con calma. E subito dopo mi chiedo che senso abbia mai parlare con questo tizio che non sembra neppure starmi a sentire. “Ogni attimo che giunge può essere una brutta sorpresa, ma non ci si può fare niente”, dico ancora. Poi butto giù un altro sorso della mia birra, mentre intorno al bancone dove resto … Continua a leggere

Sogno sperato.

  “Si è spostato, tutto si è spostato lentamente, senza che neppure ce ne fossimo accorti. Avevo in mente certe cose qualche tempo fa, ed adesso sono cambiate, anche se non in maniera radicale, però almeno di un pochino alla volta, quasi che fosse sufficiente uno scricchiolio ogni giorno, per formare poi una crepa vistosa. Vi guardo e vedo persone … Continua a leggere

Rivoluzione interna.

  Ci sono spesso delle persone che si muovono proprio in mezzo alle cose che penso, come se loro, che perlopiù sono individui che neppure conosco, la sapessero molto più lunga di me e di tutte le mie riflessioni, tanto da giocare a mettersi ogni volta di traverso, e continuare con tranquillità a prendermi in giro. Me ne vado gironzolando … Continua a leggere

A tutta birra.

  “Ma certo”, hanno iniziato a dire da un po’ di tempo i ragazzi giù all’officina dove vado qualche volta a dare una mano, soprattutto per le pulizie. Loro vogliono portarmi per forza in un locale che si dice qui in giro frequentino tutti, un posto naturalmente dove si sta insieme bevendo la birra, che a me non piace neanche, … Continua a leggere

Al bordo del mondo.

L’appuntamento era fissato in una larga piazzola panoramica accanto alla strada provinciale, subito fuori città, all’apice di una bassa collina; vi si trovavano alcune panchine di legno dove era possibile sedersi ad osservare un pezzo di aperta campagna, nelle giornate di sole, ed era bello attardarsi là sopra, come se il tempo perdesse di consistenza, limitandosi a far calare la … Continua a leggere

Pensieri di vento (estratto di un romanzo inedito).

Forse non potrebbe essere diversamente, penso, mentre continuo a camminare nel vento gelido che mi scompiglia i capelli. Non è affatto un problema di solitudine, dico tra me, ma soltanto il rendersi conto che molte cose non si possono affatto spiegare; intuire magari, averne una percezione immediata e inspiegabile, penso, ma se si mettono in mezzo le nostre amate parole, … Continua a leggere

Ora di pranzo per una bella signora.

  Lei aveva bevuto un piccolo sorso di vino rosso dal calice, poi si era toccata leggermente le labbra con il tovagliolo, infine aveva guardato qualcosa fuori dal finestrone, in fondo alla vasta sala da pranzo. Non erano rimasti in molti nel ristorante, oltre loro soltanto due tavolate di famiglie complete di bambini e di persone anziane, dall’altra parte del … Continua a leggere

Le speranze di sempre.

Il gruppo dei ragazzi si era sistemato in un angolo della piazzetta, alcuni rimanevano seduti sopra i gradini davanti alla chiesa, altri erano in piedi, lì accanto. Parlavano con calma delle loro cose, scherzavano, ma pacatamente, senza urlare, mentre l’ora pomeridiana era quella in cui la luce del giorno inizia lentamente a svanire, anche se ancora i lampioni non erano … Continua a leggere

Il sorriso delle bambine.

Adesso stiamo tutti in silenzio mentre il motore della macchina di papà sembra il lamento monotono di un animale domato. Guardo dal finestrino le case, la campagna, gli alberi, mentre fuori continua a piovere e le gocce d’acqua scivolano giù lungo il vetro, a pochi centimetri dal mio naso. Io e mia sorella come sempre stiamo sistemate sui sedili di … Continua a leggere

Il pensiero di una mattina qualsiasi.

Stamani mi sono svegliato come ogni mattina, alla stessa ora di sempre, ritrovandomi quasi nella stessa posizione di ogni giorno. Non mi sono meravigliato, in fondo non c’era proprio nulla di cui meravigliarsi, anche perché davanti a me non avevo alcuna altra possibilità se non quella di compiere i soliti gesti usuali di ogni giorno. Muovendomi lentamente ed evitando di … Continua a leggere

(Profilo n. 6). Quasi oltre le case.

Un uomo cammina per strada, si guarda attorno, indubbiamente non ha alcuna fretta, tiene le mani sprofondate dentro le tasche di un soprabito logoro, mentre nelle sue idee tutto di quella strada cittadina appare indifferente ai suoi passi. Ci sono persone che lo incrociano, alcuni lo sfiorano, qualcuno forse lo nota, vestito malmesso com’è. Un signore vestito in maniera elegante … Continua a leggere

Per non dimenticare un amico.

In genere ci vedevamo un paio di volte la settimana. Non perché lo avessimo mai deciso, ma solo per consuetudine, perché in qualche maniera ci eravamo resi conto che andava bene in quel modo, o meglio: perché non ci saremmo mai sopportati a vicenda frequentandoci più assiduamente, e sapevamo che vederci più spesso non avrebbe avuto assolutamente alcun senso. Lo … Continua a leggere

Viaggio oscuro nella propria città.

Avevo la febbre quel giorno, e la mia faccia doveva avere un’espressione contorta mentre continuavo a ridere nervosamente senza motivo. Restavo alla fermata, in attesa, come gli altri, sicuro che tutti là attorno mi osservassero come si osserva un pazzoide. Non mi importava, neanche io sapevo che cosa stessi facendo, e neppure dove dovessi recarmi, però mi stringevo dentro alle … Continua a leggere

(Profilo n. 5). Nessuna socialità.

Era fin dalla mattina che non stavo bene. In ufficio non era capitato niente di nuovo, avevo sbrigato le solite cose come ogni giorno, avevo scambiato anche qualche parola con i colleghi, niente di speciale, i soliti apprezzamenti e le solite battute scherzose. Una volta tornato a casa con la mia macchina, avevo notato come tutte le cose fossero rimaste … Continua a leggere

Pianto di noia.

Lei stava seduta, una rivista aperta davanti agli occhi, fingeva di leggere, o forse scorreva le righe ma senza interesse, riflettendo di fatto sugli accadimenti di quegli ultimi giorni, che avevano visto alcune discussioni animate. Da dietro le tende appena scostate le due grandi finestre della stanza mostravano una bella giornata, e una luce diffusa, piacevole e calda, arrivava da … Continua a leggere

(Profilo n. 4). Soltanto abitudini.

C’è un vecchio che vedo ogni giorno; lui, subito dopo l’ora di pranzo, si piazza con la sedia davanti al suo uscio di casa, e sta lì, sfoglia qualche rivista illustrata o legge qualche pagina di un libro, godendosi l’aria aperta ed il sole. Io gli passo davanti, lo guardo, mi sembra un vecchio noioso, pieno di ugge e abitudini, … Continua a leggere

Legato ad uno sguardo.

Quasi ogni giorno vengo qui, da ormai un po’ di tempo, come per dar seguito a un appuntamento preciso, sempre alla medesima ora, al pomeriggio; scelgo un tavolino del bar tra quelli vicini alle vetrate lungo la strada, all’incirca sempre lo stesso, e mi siedo, come ad attendere qualcosa. Dal cameriere mi lascio servire un caffè, certe volte sfoglio un … Continua a leggere

Il margine di un solo pensiero.

Forse è tutto inutile. Sto qua, sopra questa panchina al margine del viale, e osservo la gente che passa a piedi lungo l’ampio marciapiede, per andarsene in fretta chissà dove. Le auto continuano a rincorrersi lungo la carreggiata, e gli alberi intorno a me sembrano immobili, pazienti, quasi rassegnati. Non soffro di solitudine, mi piace stare qui a vedere gli … Continua a leggere

La muffa, sulle risate.

Vorrei tanto non essere mai nata in questo vicolo, in questo posto da derelitti, dove si respira soltanto aria umida, con la vita che va avanti tra le grida che arrivano dalle finestre delle case scalcinate di fronte, e le parole che nessuno vorrebbe mai sentir dire, giù nella strada, quando i soliti scansafatiche si scambiano insulti o anche peggio, … Continua a leggere

Piccole ordinarie abitudini.

Il signor Cesare e sua moglie uscirono di casa per tempo, in modo da avere la possibilità di cercare con calma la strada e la casa dove abitavano i coniugi Bangi, naturalmente in base alle indicazioni che gli avevano fornito quei due nuovi amici, parcheggiare l’automobile con calma, e suonare il campanello all’ora convenuta per il loro appuntamento. Si erano … Continua a leggere

Non posso più in questo modo.

Non c’è mai niente in questa casa di ciò che uno cerca, niente di niente. Sembra impossibile, se ti serve e ricordi che avevi, che so, un pezzo di spago avanzato da chissà quale altro lavoretto, stai certo che quello non salterà mai più fuori, a meno che non ti serva proprio a un bel niente, ed allora te lo … Continua a leggere

Un saluto sofferto

Dentro lo scompartimento del treno non c’era nessuno, lei era entrata, aveva sistemato la sua borsa, poi si era seduta. Fuori dal finestrino il paesaggio correva via, nonostante fossero partiti solo da pochi minuti, e lei aveva osservato per un po’ quella campagna, quelle colline piacevoli, infine aveva aperto la rivista acquistata all’edicola della stazione, tanto per far passare un … Continua a leggere

(Profilo n. 2). La stanza dell’arte.

Certe volte mi ritrovavo a camminare quasi in punta di piedi entrando in casa della signorina Adelaide, dopo che una mano invisibile aveva fatto scattare il meccanismo di apertura del portone. Percorrevo tutto il lungo corridoio di marmo lucido, sempre poco illuminato per chi veniva da fuori, con varie porte chiuse a destra e a sinistra, e arrivavo svelto alla … Continua a leggere

Fuori dalla casa col cancello di ferro.

Il gruppo composto da una decina di braccianti si era fermato davanti alla casa, tutti parlavano tra loro a bassa voce, ma insieme formavano un certo brusio. Qualcuno teneva in mano il cappello forse per una forma istintiva di rispetto, altri pensavano non fosse il caso di mettere le mani dentro alle tasche dei propri calzoni, e in questo modo … Continua a leggere

Scena n. 10. Due donne soltanto.

La donna giovane è seduta, immobile, al margine della fioca luce che emana da una lampadina al centro del palco. Dice: questa notte non sarà come le altre, gli uomini riusciranno finalmente nell’impresa, torneranno a casa vittoriosi, a testa alta, orgogliosi di tutto ciò che saranno riusciti a fare. Non so perché io sia certa di questo, ma è come … Continua a leggere

Analisi di un gesto

Lei era rientrata dentro casa, nell’ingresso si era tolta il soprabito, aveva dato giusto uno sguardo dentro allo specchio ovale, come sempre faceva quando ci passava davanti, (era qualcosa di cui non riusciva a fare a meno), poi si era affacciata al piccolo studio. Lui si era voltato, l’aveva osservata: ciao, aveva detto con un certo distacco. Lei lo aveva … Continua a leggere

(Profilo n. 1). L’uomo inutile

    Oggi sono rimasto in casa, da solo, ed ho ascoltato i leggeri rumori che giungono spesso da fuori, attraverso i vetri delle finestre. Qualcuno poi si è messo ad urlare delle cose, giù nella strada. Altri hanno risposto con il medesimo tono, in malo modo, con voci sguaiate, e infine ho udito il mio nome gridato con rabbia, … Continua a leggere

Scena n. 9. La ricerca della normalità

La luce rischiara una sedia sul palco, nient’altro, solo un uomo seduto, di mezza età, con le mani appoggiate sopra le gambe. Ho sempre cercato di essere retto, dice l’uomo, di seguire gli insegnamenti con cui sono stato educato, al mio fianco ho avuto per tutti questi anni Cecilia, che può confermarlo. Ci sono state anche per me delle occasioni, … Continua a leggere

Consapevolezza di sé

La signora Lo Cascio è in casa, si accosta ad una finestra e guarda il tratto di strada davanti alla sua abitazione, aprendo leggermente la gelosia ad una persiana del piano superiore. E’ un gesto consueto negli ultimi tempi, prima di uscire si assicura sempre che tutto sia a posto davanti al suo cancello di ferro battuto e lungo il … Continua a leggere

Nella corrente del fiume

Buongiorno, aveva detto l’uomo accovacciato sull’erba mentre passava il ragazzo. L’argine del piccolo fiume era sempre un invitante corridoio per le persone che in giornate solatie come quella andavano su e giù a passeggiare, chi fermandosi per fare due chiacchiere, chi a leggere seduto su una panchina qualche pagina di un libro. Quel giorno era freddo, non c’era quasi nessuno … Continua a leggere

Estranea alle persone intorno

C’è sempre un sacco di gente davanti alla fermata dell’autobus a quest’ora, proprio quando esco dal mio lavoro. Sembrano tutte persone distanti, quasi diverse da me; certe volte penso: chissà ognuno di loro cosa fa in tutto il giorno, oppure quali saranno i suoi pensieri mentre sta qui, sul marciapiede, a riflettere chissà mai su che cosa? In fondo non … Continua a leggere

Un futuro diverso

Il progetto c’era, anche se un po’ confuso. Ogni giorno lui ci pensava, si rigirava qualche idea nella testa, aggiustava le cose, e si sentiva bene in compagnia di quella presenza dentro di sé. Niente di importante, questo era certo, però avere qualcosa su cui riflettere nei vuoti della giornata lo faceva sentire a proprio agio, a posto, completo di … Continua a leggere

Nel silenzio della campagna

Forse si è solo allentata una coppiglia, pensava Alfredo mentre continuava a lavorare con il suo escavatore. Quando arrivava a tirare su la terra ed il fango per sistemarla sull’argine del fosso, ecco che sentiva una specie di scatto e un cigolio. Si era fermato, era sceso dalla cabina, aveva dato un’occhiata al braccio meccanico. Sembrava tutto a posto, forse … Continua a leggere

Dentro queste stanze di casa

La mia gamba è bloccata da un crampo, uno di quelli che rende le fibre muscolari come legno di radica, impossibile da sciogliere. Sto immobile nel letto, da solo, resisto al dolore. Passerà tutto questo, penso, e intanto con i denti serrati rifletto sul tratto di pavimento che mi separa dal mobiletto del bagno dove tengo le medicine. Farei qualsiasi … Continua a leggere

Nell’ordine dei comportamenti appiccicosi

Cosa farà mai questo tempo, che adesso ha ricominciato ancora a piovere e sembra quasi non voglia smettere più. Le foglie lucide, la terra scura, la ghiaia del vialetto che appare bianca e pulita da tutta la polvere. Guardo dalla vetrata lo spicchio di giardino davanti alla nostra palazzina, e mi sembra che niente possa cambiare da ora in avanti; … Continua a leggere

Le abitudini di Carlo

Il mio Carlo esce di casa ogni sera. Non tarda mai troppo a rientrare, ma siccome gli dispiace che rimanga ancora alzata ad aspettarlo, allora vado a letto e spengo anche la luce sul mio comodino. Lui dice che sono una gran dormigliona, ma non è esattamente così. Lo faccio per lui, per non metterlo in imbarazzo. A me addirittura … Continua a leggere

L’amico sbagliato

Erano amici, pensava Enzo, lo dovevano essere per forza, non si torna insieme da scuola fino a casa quasi ogni giorno se non è così. Abitavano vicini, e certe volte lui andava da Franco, nel pomeriggio, quando le giornate erano belle e insieme potevano andarsene in giro: suonava il campanello, attendeva che la mamma gli chiedesse chi era dal fondo … Continua a leggere

La giacca, sopra le spalle

Sto bene in questi ultimi tempi. Al medico ho detto che mi sento in grado di riprendere con il mio lavoro, la depressione ormai è alle spalle, soltanto una brutta fase della mia vita. Adesso frequentemente indosso una giacca, una bella giacca che ho comperato per caso, dopo averla vista in una vetrina mentre passavo davanti al negozio. E’ di … Continua a leggere

La verità incomprensibile

Il locale non era affollato. La signora Lucia si era seduta ad un tavolino in fondo all’ampia sala del bar principale del suo quartiere, e si era fatta servire dal cameriere una fumante tazza di the con del limone. Era bello prendersi una pausa del genere ogni tanto, pensava; lasciare che le cose scorressero un po’ senza preoccuparsene troppo. Le … Continua a leggere

Il senso di una persona qualsiasi

L’uomo solleva leggermente lo sguardo dall’articolo che ha attratto la sua attenzione fino ad allora: ha continuato a leggere quella rivista illustrata per più di dieci minuti tenendola appoggiata sopra le gambe, nonostante in una parte del suo campo visivo sia avvenuto qualcosa che con ogni probabilità è dato da una persona che gli è passata silenziosamente davanti per andarsi … Continua a leggere

Scena n. 7. L’uomo da guarire

Il sipario si apre su una scena fiocamente illuminata, dove un uomo in pigiama sta seduto sul letto, con i piedi a terra calzati in un paio di pantofole, e la testa sorretta dalle mani i cui bracci, nel punto del gomito, sono appoggiati staticamente sopra le ginocchia. Entra energicamente un medico in camice bianco, lo guarda, scorre qualcosa su … Continua a leggere

In un silenzio ventoso

Siamo arrivati, aveva detto Fiorenzo spengendo il motore dell’automobile. Dorina si era guardata attorno, aveva lasciato una pausa, quasi come a togliersi per un attimo da dentro alle orecchie il rumore delle ruote che avevano a lungo sbattuto sul fondo sconnesso di quel viottolo sassoso, quindi, assaporato brevemente il silenzio di quel luogo quasi sperduto, aveva azionato la maniglia per … Continua a leggere

Nel colore rosso

Come ogni giorno lei era tornata a casa, dopo il lavoro. Un’ora più tardi aveva appuntamento in palestra, come tutte le sere, ma pensò che non aveva alcuna voglia di andarci, di fare i soliti esercizi, di scambiare le solite battute con le ragazze che conosceva. Così si era seduta sulla sua poltrona preferita cercando dentro di sé di comprendere … Continua a leggere

Nel pensiero dei vecchi

Tutto dovrà terminare, penso certe volte. Non sarà certo possibile che le cose proseguano ancora molto in questa maniera. Soprattutto, in alcuni casi, mi sembra proprio che i miei piedi non riescano a portarmi di nuovo fino là, dove adesso mi reco, ogni giorno. Tiro dritto anche se sento dolore, stringo i denti, penso ad altro, proseguo senza tentennamenti lungo … Continua a leggere

Soltanto due ore di treno

Mi siedo, sto fermo, mi guardo attorno. Il bar della stazione è enorme e pieno di personaggi diversi, qualcuno più insolito di altri. Non posso rimanere qui a lungo, penso, anche se mi piacerebbe tantissimo. Sto aspettando l’arrivo del treno di Luisa, la mia fidanzata, diciamo così, a due anni di distanza dalla separazione dalla mia prima moglie quest’appellativo mi … Continua a leggere

Scena n. 2. Disperata ricerca.

Sullo sfondo erano stati disegnati degli alberi, e al centro della luce, apparentemente proiettata da un basso lampione, c’era una semplice panchina e un giovane uomo seduto. Una donna cinquantenne entra nella scena con passo malfermo, con espressione sofferente, si guarda attorno, poi dice all’uomo: ho perduto mio figlio; è accaduto diversi anni fa, aveva l’età per andarsene in guerra, … Continua a leggere

Dietro al sorriso del cameriere

Il mio mestiere è questo, non c’è niente da dire. Qualcuno storce la bocca se me lo chiede, ma io sorrido quasi sempre, ormai sono abituato a certi giudizi. Sono cameriere in una pizzeria, ogni sera su e giù lungo i tavoli apparecchiati con tutta la gente che mi dice cosa desidera e mi porti questo o quell’altro. A me … Continua a leggere