Armonia lieve.

Se Lido non è d’accordo non si fa niente, dice Carlo. Va bene, fa l’altro, allora non resta altra strada che cercare in qualche modo di convincerlo. Comunque ci vuole soltanto un minimo di preparazione, cercare semplicemente le parole giuste per presentargli bene tutta quanta la faccenda. Non credo sia difficile convincerlo, anche se lui non è certo un tipo … Continua a leggere

Destinazione.

Dai ragazzo – anche se in fondo non mi sembra molto giovane – gli fo dal finestrino aperto del mio macchinone, mentre lascio agevolmente salire le gomme di destra sopra al marciapiede. Quello si volta, mi guarda e resta immobile, come se non avesse neppure fatto caso alla mia ardita manovra di parcheggio. Così gli suono, giusto per sottolineatura, ma … Continua a leggere

Felice serata.

Dovrebbe venire anche Tonelli, quasi sicuramente insieme alla moglie, e senz’altro, se ci saranno anche tutti gli altri, con loro saremo forse più di trenta. Mi sento praticamente elettrizzata, prosegue lei, sarà senza dubbio una serata magnifica. Intanto si alza dal tavolo, va dentro casa a prendere il vassoio con la frutta, e poi torna per appoggiarlo nel mezzo, sul … Continua a leggere

Parcheggio abusivo.

  Silenziosa, con calma, anche oggi lei parcheggia la sua auto davanti al supermercato, così mescolando la sua alle decine di altre macchine che sostano normalmente in questo enorme piazzale, ognuna entro il confine delle apposite strisce bianche, spegnendo il motore e lasciando accesa la radio, ma ad un volume il più possibile attenuato. Questa utilitaria, insieme alla sofferenza per … Continua a leggere

Inevitabile digestione.

  La vecchia è caduta sul marciapiede, proprio lì, davanti a tutti. Forse si è rotta le costole oppure un femore, non è molto chiaro. Tutti sono corsi da lei, hanno cercato di aiutarla, di rialzarla, di rendere meno pesante e dolorosa la sua situazione. Qualcuno ha detto che ci sono dappertutto sconnessioni dei piani stradali, altri hanno spiegato che … Continua a leggere

Fastidio sparito.

Sta ancora lì, adesso; è rimasto fermo persino quando qualcuno di noi gli ha gridato in malo modo di andarsene, e che tutta la gente che abita qui non lo voleva più in mezzo ai piedi. Chissà cosa gli passa per la testa, povero disgraziato. Ha una casa, da qualche parte, sicuramente anche qualche soldo che gli permette di tirare … Continua a leggere

Diversi nemici.

Qua attorno ci sono sicuramente i nemici, dei pazzi assassini, dice lui sottovoce parlando tra sé, mentre affila il viso strabuzzando leggermente i suoi occhi, quasi a mostrare la maschera proprio di coloro che teme. Magari quelli mi osservano nell’ombra, senza essere visti, ed aspettano soltanto il momento migliore per colpirmi alle spalle. Non ho paura, dice ancora con convinzione, … Continua a leggere

Per ogni volta.

Fuori dai vetri l’aria è diversa. Gianpiero resta fermo nella sua auto parcheggiata al bordo della strada cittadina. Osserva le persone che camminano sul marciapiede e intanto ascolta la radio a basso volume, con indifferenza, quasi come se aspettasse qualcuno. Poi una persona che non conosce lo guarda con insistenza attraverso il finestrino, e lui si sente improvvisamente ridicolo. Cosi … Continua a leggere

Distillati solidali.

Questa cuccia è proprio quello che ci vuole per me. A due passi dalla sotterranea e dalle fermate degli autobus, quasi all’incrocio nevralgico della gente che va e viene dalla stazione ferroviaria, mi permette di controllare tutta la situazione da una posizione assolutamente privilegiata. Poi mi basta girare dietro questi magazzini dove non viene mai nessuno, ed eccolo qua il … Continua a leggere

Identiche giornate.

Scivolavo in avanti, lungo i marciapiedi, tra le persone come me, tutte incapaci di comprendere appieno quanto stessero facendo. Mi fermavo in un caffè, certe volte, e cercavo nel cameriere una faccia amica da riconoscere e salutare, anche se mi rendevo conto di quanto io fossi soltanto uno tra tutti. Mi incaponivo negli uffici pubblici, cercando di far rispettare i … Continua a leggere

(Profilo n. 16). Solo una vecchia.

                       Non mi interessa molto dare retta ai discorsi di tutti. Preferisco rimanere in disparte, accennare un saluto o un sorriso ogni tanto, e lasciar perdere qualsiasi altra cordialità. Qualcuno  mi ha riferito bonariamente che ho la faccia cattiva, e che, da un tipo come sono io, ci si aspettano le cose peggiori. Non lo … Continua a leggere

Le ragioni profonde.

                         Probabilmente non aveva pensato proprio a niente iniziando a colpire, si era semplicemente sentito attraversare da una fenomenale scarica elettrica, che aveva subito generato un impulso del tutto irresistibile, la furia cieca e inumana. Era rimasto immobile e in silenzio per quasi tutta la sera, chiuso nella sua camera da letto con una … Continua a leggere

La gravità degli eventi.

                         La donna guidava con prudenza la vecchia automobile. Il marito, seduto al suo fianco, aveva sonnecchiato per parecchi chilometri, fino a dimenticarsi quasi del tutto il motivo del loro viaggio. Il piccolo dolore ad un piede che aveva provato al momento di indossare le scarpe, forse un po’ troppo nuove, si era attenuato … Continua a leggere

Nuda proprietà.

                          Parlavano, quasi come se il tempo, almeno in quella stanza, avesse interrotto il suo corso, e le parole, centellinate senza alcuna fretta, scandissero a modo loro quel pomeriggio. Lei diceva che si sentiva stufa della situazione, che avrebbe voluto vedere un certo rinnovamento, delle nuove idee, nuovi modi di essere in tutti coloro … Continua a leggere

Bambino triste.

                        Oltre lo stradone polveroso che costeggiava un fosso d’acqua nera e piena di immondizia, non c’era niente, solo terreni abbandonati su cui spuntavano erbacce e ciuffi di canne mezze marce. L’accampamento dei nomadi si trovava poco più avanti, e non si capiva come facesse quella gente a vivere lì, in una zona così … Continua a leggere

Monumento d’uomo.

                        Per tutta la notte il dolore alla mano non mi aveva mai abbandonato. Non ero quasi riuscito a prendere sonno, e nel dormiveglia sentivo qualcosa alle dita che proprio non andava, ma ciò nonostante sapevo di aver fatto la cosa migliore, e questo mi dava ampio conforto. Rivedevo la scena in cui colpivo … Continua a leggere

Tra solide mura.

                         Lo so che là fuori ci sono un sacco di persone. Ma non importa, io mi limito ad osservarle qualche volta, quando mi affaccio alla finestra, anche se soltanto per pochi minuti, nel terrore che qualcuno possa voltare lo sguardo fin su in alto, su di me, incuriosito forse dai miei modi, dalla … Continua a leggere

Una ragione per piangere.

              Ero entrato nella casa della mia famiglia quasi trafelato, arrivando in ritardo rispetto all’orario che avevamo pattuito, essendomi attardando al solito bar con i miei amici, quasi con indifferenza rispetto al fatto che tutti quanti ormai mi stessero aspettando e che presumibilmente si fossero già sistemati al piano superiore, seduti e immobili intorno al … Continua a leggere

Una minima vita possibile.

Sono tutte uguali le stanzette di questo istituto, ma a me la mia sembra più bella, più grande, più accogliente di qualsiasi altra. Spesso mi piazzo lì da solo, specialmente durante i lunghi pomeriggi, e mi sembra quasi che tutto sia migliore, e certe volte mi sento addirittura contento che i miei figli abbiano deciso di portarmi qui, dove sto … Continua a leggere

Con sguardo estraneo (quasi una vecchia fotografia)

Dalla strada, sia a destra che a sinistra, si vedevano i bagnanti, durante la stagione, in un’aria così appiccicosa di caldo e di polvere che persino il mare, con la sua risacca dondolante e quasi bianco a quell’ora d’inizio della seconda metà del giorno, diventava in parte sgradevole, persino faticoso. I ragazzi spesso si sentivano arrivare con le loro biciclette: … Continua a leggere

Il miracolo quotidiano.

Mi ero preparato per uscire, in mente una leggera passeggiata senza impegno, indosso le scarpe adatte e gli abiti comodi e usuali di qualsiasi giorno, indifferenti alla ricorrenza festiva. Il mio appartamento pareva profumato di polvere impalpabile, di aria ferma e trasparente nei timidi raggi di sole pallido che penetravano dalle fessure tra le tendine alle finestre; l’ordine apparente delle … Continua a leggere

Scena n. 17. Il pubblico.

Le persone in platea restano sedute in silenzio, guardano tutte nella stessa direzione, nessuna di loro volge lo sguardo dietro di sé, al massimo qualcuna osserva, ma solo per brevi istanti, la zona a fianco dove siede il proprio vicino. Gli uomini tengono un atteggiamento fermo, determinato, le donne al contrario mostrano una dolcezza di espressione tale da giustificare un … Continua a leggere

Un ritratto da portare via.

L’impiegato della compagnia delle assicurazioni, dietro la sua scrivania al terzo piano del palazzo dove ha sede la direzione della società per cui lavora da quasi vent’anni, pensa a sua moglie in quel primo pomeriggio pieno di sole che filtra dai grandi finestroni a vetri che fronteggiano la strada, in un’aria leggermente sonnacchiosa, forse per via di quel quarto di … Continua a leggere

Scena n. 16. Presa di coscienza.

  Nessuno di noi può tacere su ciò che sta accadendo, diceva l’uno. Certo, tacere avrebbe significato soltanto avvallare ciò che succedeva, e di questo, nei fatti, nessuno di loro, e neppure qualsiasi altra mente aperta, poteva condividerne la triste realtà sotto gli occhi di tutti. Eppure c’era chi si limitava ad annuire, e rimaneva lì, fuori dall’alveo della discussione, … Continua a leggere

Contemporaneo.

Non c’è niente nella mia testa, niente di tutto ciò che in tante occasioni avrei voluto manifestare, quando magari serviva prendere qualche buona decisione, per esempio, ed io invece sono rimasto lì, a guardarmi attorno e a starmene in silenzio. Qualcuno forse mi ha posto una domanda, ma io non ho risposto, mi sono limitato ad osservare il mio interlocutore, … Continua a leggere

(Profilo n. 8). Estraneo al mondo.

Sto da solo in questa mia cuccia calda, e penso a tutto il mondo che lentamente continua a muoversi, a girare indifferente per conto suo, senza che questo abbia minimamente qualcosa a che fare con le mie idee, i miei propositi, la mia maniera di essere. Certe volte, senza che ne sia preoccupato, sento che qualcuno cerca di tenermi d’occhio, … Continua a leggere

Le solite pecore.

Via, pensava l’uomo camminando a passo svelto lungo il marciapiede; via da qui, da questi luoghi dove non c’è niente, solo indifferenza, grigiore, e una miriade di persone lontane l’una dall’altra, come se pur sfiorandosi continuamente ognuna mostrasse integra in questo modo la propria individualità. Lungo la strada c’era il solito traffico del pomeriggio, la giornata era piena di nuvole, … Continua a leggere

La scelta motivata.

Che importa, in fondo, pensa Gabriele, non comprendere qualcosa di tutto ciò che è stato detto, magari soltanto perché qualcosa nell’insieme è stato espresso male, confusamente, con furbizia, proprio per non lasciare la possibilità di capire, almeno non del tutto. Non ha alcuna importanza, è sufficiente aver udito le parole, aver finto soddisfazione di quanto è stato riferito, come non … Continua a leggere

Piccole attività di un mercato.

La signora Franca e la sua amica si incontrano ogni sabato mattina all’angolo della piazza del quartiere, e insieme si recano al mercato rionale lì vicino. Si salutano sempre con grandi sorrisi quando si vedono, e si scambiano con poche parole un piccolo riassunto di come va la salute e il resto di tutte le cose che caratterizzano le loro … Continua a leggere

Le speranze di sempre.

Il gruppo dei ragazzi si era sistemato in un angolo della piazzetta, alcuni rimanevano seduti sopra i gradini davanti alla chiesa, altri erano in piedi, lì accanto. Parlavano con calma delle loro cose, scherzavano, ma pacatamente, senza urlare, mentre l’ora pomeridiana era quella in cui la luce del giorno inizia lentamente a svanire, anche se ancora i lampioni non erano … Continua a leggere

Viaggio oscuro nella propria città.

Avevo la febbre quel giorno, e la mia faccia doveva avere un’espressione contorta mentre continuavo a ridere nervosamente senza motivo. Restavo alla fermata, in attesa, come gli altri, sicuro che tutti là attorno mi osservassero come si osserva un pazzoide. Non mi importava, neanche io sapevo che cosa stessi facendo, e neppure dove dovessi recarmi, però mi stringevo dentro alle … Continua a leggere

(Profilo n. 4). Soltanto abitudini.

C’è un vecchio che vedo ogni giorno; lui, subito dopo l’ora di pranzo, si piazza con la sedia davanti al suo uscio di casa, e sta lì, sfoglia qualche rivista illustrata o legge qualche pagina di un libro, godendosi l’aria aperta ed il sole. Io gli passo davanti, lo guardo, mi sembra un vecchio noioso, pieno di ugge e abitudini, … Continua a leggere

La muffa, sulle risate.

Vorrei tanto non essere mai nata in questo vicolo, in questo posto da derelitti, dove si respira soltanto aria umida, con la vita che va avanti tra le grida che arrivano dalle finestre delle case scalcinate di fronte, e le parole che nessuno vorrebbe mai sentir dire, giù nella strada, quando i soliti scansafatiche si scambiano insulti o anche peggio, … Continua a leggere

Piccole ordinarie abitudini.

Il signor Cesare e sua moglie uscirono di casa per tempo, in modo da avere la possibilità di cercare con calma la strada e la casa dove abitavano i coniugi Bangi, naturalmente in base alle indicazioni che gli avevano fornito quei due nuovi amici, parcheggiare l’automobile con calma, e suonare il campanello all’ora convenuta per il loro appuntamento. Si erano … Continua a leggere

Consapevolezza di sé

La signora Lo Cascio è in casa, si accosta ad una finestra e guarda il tratto di strada davanti alla sua abitazione, aprendo leggermente la gelosia ad una persiana del piano superiore. E’ un gesto consueto negli ultimi tempi, prima di uscire si assicura sempre che tutto sia a posto davanti al suo cancello di ferro battuto e lungo il … Continua a leggere

Estranea alle persone intorno

C’è sempre un sacco di gente davanti alla fermata dell’autobus a quest’ora, proprio quando esco dal mio lavoro. Sembrano tutte persone distanti, quasi diverse da me; certe volte penso: chissà ognuno di loro cosa fa in tutto il giorno, oppure quali saranno i suoi pensieri mentre sta qui, sul marciapiede, a riflettere chissà mai su che cosa? In fondo non … Continua a leggere

Le abitudini di Carlo

Il mio Carlo esce di casa ogni sera. Non tarda mai troppo a rientrare, ma siccome gli dispiace che rimanga ancora alzata ad aspettarlo, allora vado a letto e spengo anche la luce sul mio comodino. Lui dice che sono una gran dormigliona, ma non è esattamente così. Lo faccio per lui, per non metterlo in imbarazzo. A me addirittura … Continua a leggere

La verità incomprensibile

Il locale non era affollato. La signora Lucia si era seduta ad un tavolino in fondo all’ampia sala del bar principale del suo quartiere, e si era fatta servire dal cameriere una fumante tazza di the con del limone. Era bello prendersi una pausa del genere ogni tanto, pensava; lasciare che le cose scorressero un po’ senza preoccuparsene troppo. Le … Continua a leggere

Il senso di una persona qualsiasi

L’uomo solleva leggermente lo sguardo dall’articolo che ha attratto la sua attenzione fino ad allora: ha continuato a leggere quella rivista illustrata per più di dieci minuti tenendola appoggiata sopra le gambe, nonostante in una parte del suo campo visivo sia avvenuto qualcosa che con ogni probabilità è dato da una persona che gli è passata silenziosamente davanti per andarsi … Continua a leggere

Nel pensiero dei vecchi

Tutto dovrà terminare, penso certe volte. Non sarà certo possibile che le cose proseguano ancora molto in questa maniera. Soprattutto, in alcuni casi, mi sembra proprio che i miei piedi non riescano a portarmi di nuovo fino là, dove adesso mi reco, ogni giorno. Tiro dritto anche se sento dolore, stringo i denti, penso ad altro, proseguo senza tentennamenti lungo … Continua a leggere

Colloquio di lavoro

Figuriamoci se ci sono andato per cercare del lavoro. E’ la curiosità che mi ci ha spinto e nient’altro. Un amico, anzi a dire la verità un conoscente che incontro a volte nel caffè vicino a dove abito, mentre con alcune persone stava parlando addirittura di altre cose, aveva detto l’indirizzo a voce alta per non ricordo più quale motivo, … Continua a leggere

Nato nella terra dei padroni

Il ragazzo aveva osservato a lungo quel lento tramonto del sole filtrato leggermente da sottili cortine di nuvole bianche e neutrali, che nell’occasione si erano accese di innumerevoli sfumature di colore, dal rosa al purpureo, via via che la luce andava giocando con loro, scurendo e variando ad ogni minuto qualsiasi tonalità, senza una sosta. Seduto sopra la panca di … Continua a leggere

A difesa del genere umano

Il numeroso gruppo degli uomini di forza si era radunato in mezzo allo spiazzo, mentre gli altri, gli anziani, le donne, i bambini di tutto il villaggio si erano posizionati ad una certa distanza. La giornata era grigia, le nuvole giocavano a rincorrersi spinte da un vento freddo e continuo, quasi fastidioso. Le enormi corde intrecciate in modo approssimativo erano … Continua a leggere

In mezzo alla guerra

Non ho detto niente quando mi hanno chiesto qualcosa. Sono rimasto in silenzio, non mi sono mai fidato di chi fa troppe domande. Sono vecchio, questo è vero, ma ciò non vuol dire che sia rincretinito: ho capito benissimo cosa volevano sapere, forse bastava annuire qualcosa, far finta di stare al disopra di certi meccanismi. Il resto, tutto ciò che … Continua a leggere

Nessuna variazione, anche stasera

Davanti all’appartamento al piano terra di Ettore, subito di là dalla strada, abitano due coniugi anziani. Lui non sopporta vederli, ma loro sembra non abbiano nient’altro da fare che starsene lì tutto il giorno, in quel giardinetto ridicolo con le piante stipate in pochi metri quadrati di terra e qualche vaso. Ettore torna nel pomeriggio dal suo lavoro e loro … Continua a leggere

Improvvisamente diverso

A Rodolfo piace molto scherzare. Certe volte inizia di punto in bianco e pare proprio non voglia più smettere. Gli amici lo guardano, sorridono, qualcuno di noi vorrebbe dirgli forse che è il caso di farla finita, ma lui pare non accorgersi di nulla, e scherza, dice cose surreali, ogni argomento pare una scusa per farci sopra dell’ironia. Sua moglie … Continua a leggere

In fondo a un bicchiere svuotato

Niente è cambiato, lo so, me ne rendo conto. Avevo cercato mille volte di concentrarmi, di far forza su me stesso, di tenermi a distanza da quei soliti bar dove trovi sempre qualcuno che sorride e ti fa compagnia. Per mesi non avevo più comprato neppure una bottiglia di vino, e tutto questo è durato per un sacco di tempo, … Continua a leggere

Dietro al sorriso del cameriere

Il mio mestiere è questo, non c’è niente da dire. Qualcuno storce la bocca se me lo chiede, ma io sorrido quasi sempre, ormai sono abituato a certi giudizi. Sono cameriere in una pizzeria, ogni sera su e giù lungo i tavoli apparecchiati con tutta la gente che mi dice cosa desidera e mi porti questo o quell’altro. A me … Continua a leggere