Intuito autocritico.

  Mi facevo vedere solo una volta ogni tanto da quei soliti militanti che si riunivano presso la loro sede, che poi era un semplice appartamento al piano terra con il giardinetto sul retro, tanto che l’ultima volta diverse persone che continuavo a salutare con espressioni compiaciute purtroppo non ricordavano neppure il mio nome. Sorridevo, come sempre in casi del … Continua a leggere

Scuse del caso.

  Sono quasi indifferente a quanto mi circonda. Cammino con gli altri, in mezzo a tutti gli altri, e non mi sento mai completamente da solo, proprio perché sono orgoglioso di me stesso e del mio sentirmi in questa maniera. Incontro un mio conoscente che mi saluta, ed io gli lancio un semplice cenno senza importanza: scusi, mi dice invece … Continua a leggere

Perdere.

  Mia figlia purtroppo, anche se lei non la conosce, non è molto simile a me, dice la signora Ruggeri. Per molto tempo ho cercato di passarle le idee a cui personalmente ho sempre cercato di tener fede, cose come l’onestà, la rettitudine, la coerenza, e lei ha finito spesso anche forse per accogliere alcuni dei miei principi, ma magari … Continua a leggere

Logiche conseguenze.

  Non sono affatto quello che sembro, rifletto spesso dentro di me; e di questo ne sono assolutamente cosciente, anche se c’è sempre qualcuno il quale magari lo può probabilmente sospettare, ma che alla fine è facile forse stenti a crederlo veramente. Intorno a me in certe giornate si radunano sempre due o tre conoscenti, persone che conosco da molto … Continua a leggere

False immagini.

  Non ama guardarsi riflessa sulle superfici lucide Caterina, tanto che nel suo minuscolo appartamento ha soltanto un piccolo specchio, ed in genere lo usa quasi sempre appena di sfuggita. Anche quando gira per strada si ferma sempre poco volentieri davanti alle vetrine dei negozi che incontra, proprio per evitare il più possibile qualsiasi immagine riflessa di sé. E non … Continua a leggere

Nuovo vicinato.

  Loro sono strani, dice lui alla moglie. Non li vedi per settimane, poi all’improvviso escono fuori con dei sorrisoni che paiono quasi ironici. Quando qualche volta mi sono fermato per parlare con quel Franco come si chiama, mi ha dato subito l’impressione di volermi scaricare velocemente, rispondendo a monosillabi e non guardandomi mai in faccia. Ma tu cosa ne … Continua a leggere

Oggetti ordinari.

  Sono disperato. Guardo fuori l’aria fresca di questa stagione che muove leggermente le foglie degli alberi, e tutto mi appare lontano, come se fossero immagini trasmesse in registrata. Mi concentro su dei piccoli oggetti di cui mi sento legittimo proprietario, e torno ad osservare l’orologio, il portafogli, anche questo taccuino per gli appunti. Non c’è niente di buono in … Continua a leggere

Propositi notturni per il giorno.

  Lei si guarda attorno, cerca di trovare il punto esatto da cui come sempre sa che inizieranno poco per volta ad apparire le maschere, queste buffe figure stravaganti probabilmente frutto in parte anche della sua fantasia, ma che indubbiamente anche stasera sono pronte, come ogni volta e in un modo del tutto autonomo appena si spengono le luci, ad … Continua a leggere

Proprio smaccato interesse.

  Sono il migliore. Anche quando una sottile corrente d’aria mi sfiora, respiro con profondità, ossigeno con calma la mente, lascio che la poca luce pura che si può ancora trovare sparsa qua attorno si concentri in sottili bargigli, e così annullo ogni malessere, neutralizzando perfino quel senso di smarrimento che a volte chiunque può avvertire in modo più o … Continua a leggere

Decisioni senza tempo.

    Mi sento troppo debole, dice lui restando seduto, le mani abbandonate sul piano del tavolo di fronte a sé; non posso proprio andare, sarebbe come accettare passivamente una sconfitta definitiva senza neanche combattere. Gli altri lo guardano, nessuno insiste, sanno perfettamente che la sua è soltanto una specie di incapacità di fondo, ma in questo caso non possono … Continua a leggere

Convergenza.

  Vado avanti, proprio come mi dicono gli altri, anche se spesso mi sembra di essere al di fuori da tutto. I miei pensieri durante la giornata sono frutto solo di preoccupazioni personali, che molte volte si dimostrano del tutto infondate, ed i miei sogni durante la notte accarezzano in tanti casi la forma dell’incubo. Troppo frequentemente, forse per scelta, … Continua a leggere

Storia d’amore.

  Lei e lui vanno sempre assolutamente d’accordo, anche quando qualcuno del vicinato crede di sentire alzarsi, da quell’appartamento del terzo piano, le loro voci alterate, certe volte persino gracchianti e sgradevoli, quasi come se loro due avessero davvero qualche motivo valido per litigare, e per gridarsi vicendevolmente parole del tutto spiacevoli. Sorridono per strada, generalmente, e camminando augurano a … Continua a leggere

Percorso di donne.

  Non provo nessun ripensamento, dice lei al momento di entrare nell’ingresso destinato al pubblico di quel grande palazzo interamente destinato a quegli uffici così particolari. L’amica ha stentato fino adesso a tenere quel suo passo svelto, da persona determinata, lungo tutto quel tratto di strada così lungo, ma in ogni caso ora è con lei, al suo fianco, e … Continua a leggere

Nuove avventure.

  Voglio salire su di un treno ed andarmene, gli dico. Non so se sia del tutto una buona idea, fa lui. Dopo questo semplice scambio di opinioni trascorrono parecchi minuti di silenzio, poi riprendo: andarmene in un’altra città non è proprio una brutta cosa, credo. Lui guarda il buio, sembra come trarre delle conclusioni dal niente, poi dice: i … Continua a leggere

Angoli di esistenza.

  Il vento, con le sue forti folate di stasera, sembra come ripassarsi mentalmente e in fretta l’elenco di tutti questi grandi alberi disposti in una fila quasi regolare lungo il viale poco trafficato di macchine e di mezzi pubblici. Cammino a passo svelto, le mani sprofondate nelle tasche, la faccia incastonata tra i baveri alzati del mio vecchio cappotto. … Continua a leggere

Tutto fuori dall’uscio.

  Certe volte mi ritrovo ad ascoltare con curiosità tutti i più piccoli rumori che dal vano scale del palazzo dove abito giungono fino nel mio piccolo appartamento. Appoggio con attenzione l’orecchio all’interno della mia porta ben chiusa, e riesco quasi sempre a distinguere in questo modo i passi di chi scende oppure sta salendo, riconoscendo spesso dai loro modi … Continua a leggere

Via lo sporco.

  La lavanderia a gettoni è sempre vuota la sera, si può stare là dentro senza alcun problema, ed aspettare con calma che i propri capi di vestiario siano lavati ed asciugati dalle macchine. La mamma sembra contenta quando attraversa la strada con il suo sacco pieno di roba da lavare, è come se quel momento fosse soltanto suo, una … Continua a leggere

Lontano affronto.

  L’uomo apre la porta ed appare subito piuttosto taciturno e pensieroso mentre rientra in casa tornando a sera come è logico dalla sua famiglia, quasi fosse almeno per una buona parte ancora al suo quotidiano posto di lavoro, chino sulla consumata scrivania, quando sta lì a proseguire con normalità per tutto quel tempo del suo orario a rovistare in … Continua a leggere

Pulizia lubrificata.

  Il ragazzo sta seduto sopra un grosso secchio per la vernice mentre smonta la ruota posteriore della sua vecchia bicicletta. Naturalmente si è già sporcato abbondantemente le mani togliendo la catena e anche i pedali, ma a lui non interessa, gli basta riuscire a mettere in fila tutti i componenti meccanici che formano quell’insieme, ripulirli e lubrificarli perfettamente uno … Continua a leggere

Sopportazione limitata.

  Io sono come tutti. Non penso mai a qualcosa come per un riferimento positivo oppure come per un esempio da seguire, perché al contrario di qualcuno che conosco, se serve io sono sempre pronto a prendermela con tutti, criticando regolarmente chi mi capita più a tiro, scagliandomi spesso anche contro coloro che magari solo mi sfiorano, ma che in … Continua a leggere

Ragioni profonde.

  Ci sono dei giorni durante i quali tutto sembra appannato, e forse anche i pensieri e le possibilità paiono essere esattamente così. Lui si riveste velocemente dopo una doccia essenziale, indossando con scrupolo tutti i suoi abiti lasciati momentaneamente nell’armadietto. Trovare un’ora per venire in questa piscina secondo me può aiutare chiunque ad avere in seguito una maggiore carica, … Continua a leggere

Consenso solidale.

  Ormai sono ferma, dice lei. Spesso guardo ogni cosa con un certo distacco, e mi pare qualche volta di essere lontana da tutto. Proseguo a lavorare, certo, mi impegno ancora nelle mie attività, però con fatica, perché da qualche tempo è come se avessi perso lo slancio, se non avessi più quell’entusiasmo necessario per saltare gli ostacoli come succedeva … Continua a leggere

Note in elenco.

  Sto facendo un elenco preciso di tutte le cose da fare. Continuo a segnare su un foglio ogni più piccola attività che prima o dopo voglio affrontare, ed in seguito scrivo sul margine della carta le priorità che qualcuna di queste mostra con evidenza rispetto alle altre, in modo da costruire un vero percorso definito tra tutte le mie … Continua a leggere

Mancanze immancabili.

  Sposta appena qualcosa che aveva lasciato sopra al tavolo, quindi si ferma, riflette con calma, poi si volta con decisione, arriva con due passi convinti fino all’ingresso del suo appartamento, ed allora getta un’occhiata nello specchio senza dargli però alcuna importanza. Torna indietro, pare stia dimenticando qualche cosa, ma dopo uno sguardo generale sopra gli arredi, decide che tutti … Continua a leggere

Delicato incontro.

Per domani mattina, tramite un breve e laconico messaggio interno, l’amministratore delegato dell’azienda per la quale lui lavora da quasi dieci anni, ha richiesto di avere un incontro a due con lui nel proprio ufficio al quarto piano; un colloquio informale, certo, ma anche insolito, sollecitato nonostante l’assenza di una qualsiasi agenda degli argomenti e anche di un normale ordine … Continua a leggere

Come le onde.

  Generalmente seduti sopra poltroncine di vimini, loro guardano la linea dell’orizzonte segnata dal mare, quella linea netta e decisa che attraversa lo schermo ossevato da quel preciso punto di vista, anche se i loro occhi, oramai per abitudine, non la percepiscono quasi più. Bevono una birra a piccoli sorsi, si dicono qualcosa, certe volte deboli affermazioni di bassa politica, … Continua a leggere

Conteggi.

  Ho impiegato molto tempo per abituarmi. Non perché il susseguirsi di queste monotone giornate fosse per me qualcosa di poco congeniale, quanto perché avevo sempre pensato a qualcosa d’altro, anche se adesso non saprei neppure dire che cosa di preciso. Sto fermo dentro a questo chiosco di giornali presso un importante incrocio di strade e di marciapiedi della mia … Continua a leggere

Decisioni da prendere.

  La signora alla fermata del bus si muove nervosamente, dapprima anche per controllare gli orari dei mezzi indicati sui cartelli affissi al palo su in alto, poi per rendersi conto se ci fosse mai un posto libero dove sedersi sulla panchina di attesa sotto alla pensilina. Infine, guardandosi ancora attorno, si riaccosta a suo marito, rimasto fermo sul marciapiede: … Continua a leggere

Difficile socialità.

  Non sto bene, dice lui senza guardare in faccia nessuno. Si muove con lentezza, si siede con calma, come potesse cadere da un attimo all’altro, e poi ha sulla faccia un’espressione assente, quasi non avesse più alcun interesse a stare lì, se non riposarsi. Qualcuno tra i molti presenti, seduto vicino al biliardo dove va avanti tiro su tiro … Continua a leggere

Come rompere tutto.

  Troppi problemi, fa lui, sorridendo con ambiguità. Lei lo guarda un momento, riprende a muoversi dentro la stanza come per occuparsi di qualcosa che le tenga impegnate le mani, ma alla fine decide di spostare appena un soprammobile, come sperando di dare a quel grosso posacenere una migliore collocazione. Sto ancora aspettando, gli fa; sono in attesa che tu … Continua a leggere

Rumori molesti.

  Silenzio. Pur stando in ascolto con il massimo dell’attenzione, pronto ad interpretare immediatamente come un pericolo qualsiasi pur minimo rumore possa giungere alle mie orecchie da fuori, non sento nulla, se non il mio vecchio cuore che batte, ed il leggero fruscio nella testa dato dal sangue che scorre regolare all’interno delle mie vene. C’è un dentro ed un … Continua a leggere

Poche parole.

  Generalmente, di sua spontanea volontà, lei non dice quasi niente; persino quando le viene rivolta direttamente qualche domanda su degli argomenti anche generici e poco impegnativi, lei si limita a sorridere e ad abbassare lo sguardo, per poi magari cambiare appena un po’ la propria espressione, quel tanto che basta per dar mostra agli altri che è vigile, comprende … Continua a leggere

Fantasmi ordinari.

Se guardo dalla finestra dentro al buio di questo cortile, proprio di fronte alla mia stanza, certe volte ci vedo qualcosa di incomprensibile: ci sono delle forme che sembrano vive, e le pietre del muro di cinta che in qualche caso paiono muoversi; il semplice pavimento di nudo cemento poi sembra accogliere sopra di sé come delle fluttuanti ombre scure … Continua a leggere

Interpretazione musicale.

  Il suono è quello che conta, pensava lei anni prima lucidando all’infinito quel suo amato violino. Adesso, dopo l’abbandono quasi repentino dell’orchestra e di quel mondo, soprattutto per la sua incapacità di stare al passo con le prove, considerati anche gli estenuanti spostamenti di città e di nazione per l’esecuzione di tutti i concerti, le resta soltanto quella custodia: … Continua a leggere

Come una giornata qualsiasi.

  Pedalo svogliatamente sopra la mia vecchia bicicletta in quest’aria fredda e buia della mattina, e non penso a niente altro che sia semplicemente cercare di giungere al giusto orario sul mio luogo di lavoro, e forse stringere gli occhi lacrimosi che mi frizzano ad ogni colpo di questo strano vento artificiale, restando dietro a tutti i furgoni delle consegne, … Continua a leggere

Come una colpa fondamentale.

  E’ stato proprio nell’esatto momento in cui era richiesta determinazione e freddezza che mi sono mostrato un uomo debole, troppo indeciso sul da farsi, incerto persino nei movimenti più naturali, e sono riuscito soltanto a guardarmi attorno come per cercare una via di fuga solo per me e per nessun altro, si ripete lui mentalmente, come non perdonandosi neppure … Continua a leggere

Come un foglio di carta.

  Fuori da qui non c’è niente, dice lei ogni tanto con voce non troppo alta e scuotendo la testa, visto che nessuno generalmente mostra la voglia di ascoltarla o di prenderla sul serio. Resta seduta nel suo angolo, guarda qualcosa in un punto imprecisato invisibile agli altri, e poi basta, immobile, senza provare alcun desiderio apparente. Ma certe volte … Continua a leggere

Come una serata insignificante.

  Sono arrivato fino qui da solo e senza aspettative per seguire questa assemblea; mi sono seduto in una delle ultime file della sala che mi ha accolto, poco prima che qualcuno iniziasse a parlare, e nel brusio generale dei presenti ho iniziato a scrivere questa nota, forse soltanto per darmi importanza con i vicini di posto, e in fondo … Continua a leggere

Come un segreto da custodire.

  Come per una qualsiasi abitudine, lei si osserva sempre le mani prima di uscire da casa. Le sfrega ancora una volta dolcemente una con l’altra, apprezzando il velo sottile della crema che usa ogni giorno ancora rimasta sopra la pelle, un prodotto che ne combatte la secchezza e che risulta anche adatto per ammorbidire e rendere meno visibili quelle … Continua a leggere

Come una meta introvabile.

  Eppure deve essere per forza da queste parti il bivio che cerchiamo, dice lei mentre continua a scrutare il buio intenso intorno a quella strada illuminata soltanto dai suoi fari, reggendo comunque il volante dell’auto con una certa leggerezza, quasi in punta di dita, pronta a svoltare o a fermarsi alla prima avvisaglia del cartello stradale che spera ancora … Continua a leggere

Come un pesce fuori dall’acqua.

  Forse dovrei smettere di pensare le cose sempre nella stessa maniera. Forse esiste anche il modo di evitare questi soliti luoghi comuni in cui regolarmente mi rifugio: l’uso continuo delle frasi fatte, questo lasciarmi andare a grasse risate superficiali con la gente che conosco da sempre, perdermi dietro delle attività del tutto inutili; tanto più che mi rendo conto … Continua a leggere

Come una serie infinita.

  Prima c’è un muretto, subito dopo un albero, ed infine la casa, senza possibilità di alcun errore. Lui passa sempre lì davanti, accompagnato ogni volta da qualcuno della sua famiglia, che in genere lo aiuta a percorrere la rampa di scale quando esce, e poi lo tiene sottobraccio per tutto il tempo. Sta in silenzio lui, e guarda sempre … Continua a leggere

Come un giorno di sole.

  Basta, dico a me stesso. Devo assolutamente cambiare, è doveroso per me e per chi mi sta intorno. Spengo la radio, prendo la giacca, le sigarette, le chiavi, ed esco senza neppure riflettere verso dove mi andrebbe di dirigermi. Fuori la giornata è piovosa, i marciapiedi brillano d’acqua, e la gente cammina intanata sotto agli ombrelli. Cosa mi importa, … Continua a leggere

Cosa gradita.

  Certo, signor Mini, in pochi minuti sarà tutto a posto, non si preoccupi, dice lui mentre sistema rapidamente almeno i fogli degli ordini dietro la piccola scrivania che funziona anche da cassa. Non si fa vedere molte volte in quel negozio di libri, il signor Mini, ma quelle poche volte vorrebbe sempre trovare tutto ordinato, è quasi una sua … Continua a leggere

Soccorso finale.

  Certe volte appoggio l’orecchio al lato interno della porta di camera mia, e resto in ascolto nella medesima posizione anche piuttosto a lungo, cercando di comprendere le parole che si scambiano tutti i miei familiari mentre continuano a conversare tra di loro. Loro si muovono avanti e indietro nelle altre stanze della casa, affrontando a voce alta, come fanno … Continua a leggere

Variazioni attese.

  Adesso guardo dentro di me e non vedo niente, dice lui al suo amico. In fondo non posso neppure stupirmi troppo di tutto questo, in quanto non ho mai fatto quasi nulla per una mia pur sacrosanta esigenza personale, nulla che mi prendesse davvero fino in fondo, ed ho sempre lasciato al contrario scorrere le cose per proprio conto, … Continua a leggere

Uscite domenicali.

  Ciao mamma, dice il ragazzo rientrando dai suoi soliti giri pomeridiani per tutto quel quartiere. Lei si affaccia per un attimo alla porta di cucina, evidentemente impegnata a sfornellare qualcosa, lo guarda subito con severità, poi sentenzia: vai in bagno a lavarti le mani, come se bastasse solo quello a togliere almeno dalla propria mente tutto ciò che suo … Continua a leggere

Ferrovie statali.

  Non è facile dormire ogni notte in questa carrozza abbandonata, in mezzo al vecchio scalo merci della stazione ferroviaria. Tutti vorrebbero poter usufruire di un posto proprio come questo, così devo stare sempre attento a non essere notato, e chiudere con cura ogni sportello dietro di me con la chiave triangolare. Si sentono i treni fischiare poco lontano, ci … Continua a leggere

Possibili cambiamenti.

  Ci sono delle volte in cui tutto mi sembra inutile, dice lei. Mi alzo presto, esco, torno, vado avanti e indietro anche dieci volte di fila, e corro tutto il giorno per cercare di mettere un limite alla grande quantità di cose da fare; ma gli impegni mi crescono attorno da tutte le parti, lasciandomi esausta. Fabrizio poi non … Continua a leggere