Senso di colpa.

 

La cuoca Teresa si muove tra i fornelli e le pentole con la sveltezza e la familiarità di ogni giorno, spostandosi all’interno dell’ampia cucina della Villa Neri e nell’annessa dispensa, per dare un seguito adeguato, come richiesto già nel pomeriggio dalla signora, a qualche piatto speciale per cena. Caterina naturalmente le ha raccontato ciò che è accaduto nella tarda serata precedente, quando lei, una volta terminato il suo orario abituale, era ormai andata via, per raggiungere il piccolo appartamento dove abita con il figlio Simone, e l’impressione descritta dalla giovane cameriera è stata esattamente la medesima che ha provato lei stessa di fronte a quella descrizione ascoltata. Un tentativo fallito, o uno scherzo riuscito male, quello del rapimento della signorina Franca, che non poteva avere un epilogo più rapido, se non fosse stata, come forse sembra, soltanto una messinscena magari per ridere alle spalle dei genitori di Franca o di lei. Con la differenza che loro hanno preso tutto quanto con estrema serietà, tanto da mostrarsi disperati, durante quei pochi minuti, al punto di essere pronti a pagare qualsiasi riscatto, nel caso l’azione del delinquente ubriaco, capace di far credere una cosa del genere, si fosse mostrata veritiera.

<<Quello che sembra incredibile, è che non sia venuto fuori neppure il nome di questo scellerato che ha messo in piedi una cosa del genere>>, commenta adesso Teresa. <<Però conoscendo la signorina Franca, si può anche immaginare che lei non abbia voluto fargli pagare un prezzo troppo salato per quello che in fondo si è rivelato soltanto uno scherzo>>. Caterina annuisce, ha già sistemato la tavola con fiori, candele, ed uno dei serviti migliori, così da evidenziare la piccola festa domestica per la ritrovata serenità che questa famiglia in fondo si merita. <<La signora stasera sembra felice come non è stata mai>>, dice ancora Caterina. <<Ma anche il padre di Franca, si vede facilmente che deve aver passato un momento difficile. Pensa che gli ho sentito dire che al prossimo concerto di quel gruppo di musica jazz, sarà in prima fila per sostenere la sua Franca, proprio lui che fino a ieri non avrebbe neanche voluto farle prendere lezioni di pianoforte>>.

Poi Teresa resta da sola davanti ai fornelli, e mentre controlla l’arrosto nel forno, riflette con calma a quella vicenda rimasta secondo lei un po’ troppo oscura. “Non è quasi ammissibile che possa esserci tra gli amici di una brava ragazza com’è la signorina Franca, qualcuno che riesce a mettere in piedi una specie di rapimento”, riflette. “Anche soltanto pensare una cosa del genere, pare del tutto fuori da qualsiasi logica. Va bene che i soldi di questa famiglia possono far gola a qualcuno, ma ci vuole una mente da stupidi per dare un seguito a un’idea di quel genere”. Poi sistema qualcosa sul suo tavolo di lavoro, e con maggiore preoccupazione pensa al fatto che suo figlio Simone non è rientrato a casa ieri sera, e che forse era andato proprio ad ascoltare quel concerto al jazz club. Le viene un tremito, e per uno scatto nervoso fa cadere a terra qualcosa, poi cerca subito di riprendersi. “Devo conoscere la verità, in qualche maniera”, pensa in un lampo. “Non posso resistere a lungo con un dubbio del genere”. Inizia a preparare i vassoi, sistemando le cose al meglio possibile, anche se adesso le viene quasi da piangere, perché già sembra conoscere in cuor suo cosa sia accaduto davvero, anche se ancora tenta di trovare delle spiegazioni diverse. Torna Caterina, e lei per non mostrarle il disagio che prova, finge di essersi scottata una mano.

Infine i componenti della famiglia Neri si siedono a tavola: Caterina serve rapidamente i signori con le portate pronte nei piatti e nei vassoi che trova nella cucina, e Teresa si affaccia un momento sulla porta del salone dove loro stanno comodamente seduti, per osservare nascosta la scena che le si offre davanti. “Non è possibile”, pensa adesso forse per riuscire a sentirsi un po’ meglio. “Mio figlio non farebbe mai una cosa del genere. Penserebbe almeno a me, a sua madre, e alla situazione assurda in cui potrebbe coinvolgermi con un gesto del genere”. Poi torna nella cucina, con le mani si passa dell’acqua fredda sopra la faccia, quindi riprende a svolgere le sue mansioni, visto che in questo momento, neppure volendo, potrebbe proprio far altro.

Bruno Magnolfi

 

Senso di colpa.ultima modifica: 2021-12-02T15:29:26+01:00da magnonove
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