Un giorno di lotta

L’uomo da solo, uscendo dall’ufficio dove lavora fino alle cinque del pomeriggio, percorre come ogni giorno il tratto di strada che lo separa da casa. Il suoi passi hanno un ritmo regolare e non troppo lento, il suo sguardo è orientato sulla porzione di marciapiede che lo precede. I suoi pensieri si accavallano tra le attività che ha lasciato in ufficio e l’immagine identica e rassicurante della sua casa che lo sta aspettando.

Poi una ragazza lo avvicina, gli chiede qualcosa che lui non comprende, lei insiste, lui fa il gesto di scartarla per riprendere il cammino di prima, ma lei ha una pistola, un piccolo revolver da borsetta che gli fa intravedere per un attimo sotto al giornale. Lui si ferma, pallido, lei dice con calma di entrare dentro al portone lì accanto. Entrano assieme e lui le porge subito il suo portafogli. Lei lo ringrazia, gli dice che quei soldi servono per una giusta causa. Se ne va in fretta, gli lascia un volantino nelle mani che lui stenta a comprendere.

Esce, riprende il cammino, barcolla: della ragazza non c’è più alcuna traccia; poi si ferma, si appoggia ad un muro, legge quel volantino mentre le mani gli tremano. C’è scritto che tutti dobbiamo impegnarci nel finanziare un’alternativa, dobbiamo credere che esiste una realtà differente per cui lottare, un terreno da conquistare con lo sforzo di ognuno.

L’uomo si sente solo, vorrebbe parlare con quella ragazza, chiederle qualcosa di più sui suoi ideali, sui veri motivi che la spingono ad essere così, e per un attimo si sente dalla sua parte, dalla parte di quella lotta di cui non comprende il significato, ma che all’improvviso gli appare reale, vera, assolutamente giustificata. Torna indietro, lungo il marciapiede che ha già percorso, ripassa davanti al portone che è rimasto socchiuso, cerca una traccia, un elemento che lo renda partecipe.

L’uomo si sente un estraneo a ciò che sta succedendo, per tutta la vita ha pensato delle cose che si dimostrano false, ma adesso ha impiegato i suoi soldi, ha messo il suo impegno per quella causa, e vuole fare anche di più, anche lui vuol convincere altri che cambiare è possibile; che stupido, pensa, bastava che qualcuno mi avesse fatto presente tutto quanto per tempo, lo capisco che il mondo non può essere quello che ho sempre vissuto: c’è una speranza, adesso lo so, è chiaro, è evidente, ed è meraviglioso saperlo.

Bruno Magnolfi

Un giorno di lottaultima modifica: 2010-08-18T19:31:11+02:00da magnonove
Reposta per primo quest’articolo

5 pensieri su “Un giorno di lotta

  1. Molto spesso si ci dimentica della funzione sociale della scrittura. Scrivere e soprattutto raccontare, viene considerato un vezzo di chi se lo può permettere. Al contrario, gli artisti, scelgono di assumersi una grande responsabilità: quella di riuscire, a volte, attraverso delle semplici storie a pesare sull’opinione pubblica.

    Può sembrare una frase fatta, ma pensiamo solo a quanto denaro e tempo investono le televisioni e i media main stream per diffondere una cultura della distrazione, per vietare anche solo che si ci soffermi su temi di norma riguardanti la collettività e che, invece, vengono lasciati alle gestione di pochi noti.
    Storia Continua)

  2. io conosco poeti che spostano i fiumi con il pensiero.
    e ti diranno parole
    rosse come il sangue, nere come la notte..
    ma non è vero, ragazzo,
    che la ragione sta sempre col più forte.
    io conosco poeti
    che spostano i fiumi con il pensiero,
    e naviganti infiniti
    che sanno parlare con il cielo.
    chiudi gli occhi, ragazzo,
    e credi solo a quel che vedi dentro
    stringi i pugni, ragazzo,
    non lasciargliela vinta neanche un momento..
    copri l’amore, ragazzo,
    ma non nasconderlo sotto il mantello:
    a volte passa qualcuno,
    a volte c’è qualcuno che deve vederlo.

    sogna, ragazzo sogna
    quando sale il vento
    nelle vie del cuore,
    quando un uomo vive
    per le sue parole
    o non vive più..
    sogna, ragazzo, sogna,
    non lasciarlo solo contro questo mondo,
    non lasciarlo andare, sogna fino in fondo,
    fallo pure tu..
    sogna, ragazzo, sogna
    quando cala il vento ma non è finita,
    quando muore un uomo per la stessa vita
    che sognavi tu..
    sogna, ragazzo sogna,
    non cambiare un verso
    della tua canzone,
    non fermarti tu.

    lasciali dire che al mondo
    quelli come te perderanno sempre
    perchè hai già vinto, lo giuro,
    e non ti possono fare più niente
    passa ogni tanto la mano
    su un viso di donna, passaci le dita
    nessun regno è più grande
    di questa piccola cosa che è la vita.

    e la vita è così forte
    che attraversa i muri senza farsi vedere
    la vita è così vera
    che sembra impossibile doverla lasciare
    la vita è così grande
    che quando sarai sul punto di morire,
    pianterai un ulivo,
    convinto ancora di vederlo fiorire..

    sogna, ragazzo sogna,
    quando lei si volta,
    quando lei non torna,
    quando il solo passo
    che fermava il cuore
    non lo senti più
    sogna, ragazzo, sogna,
    passeranno i giorni,
    passerrà l’amore,
    passeran le notti,
    finirà il dolore,
    sarai sempre tu.

    sogna, ragazzo sogna,
    piccolo ragazzo
    nella mia memoria,
    tante volte tanti
    dentro questa storia:
    non vi conto più.
    sogna, ragazzo, sogna,
    ti ho lasciato un foglio
    sulla scrivania,
    manca solo un verso
    a quella poesia,
    puoi finirla tu.

    r. vecchioni

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato ma sarà visibile all'autore del blog.
I campi obbligatori sono contrassegnati *