Soffrendo, quasi di niente

Certe volte penso che non interessi niente a nessuno. Una volta alla settimana vado dalla mia psicanalista, le racconto tutto di me, lo faccio da un anno, lei mi ascolta, annuisce, dice che la strada intrapresa è proprio quella giusta. Poi esco, incontro la gente, vedo gli amici, anche quelli che mi conoscono da tanto tempo, ma tutto mi appare lo stesso di sempre, senza neanche un barlume di differenza. Anzi, passando il tempo, le cose mi appaiono peggiorate, anche se magari rimangono solo le stesse. Guardo le persone negli occhi, mi sembrano tutti diversi da me, però sembra che dicono sempre le solite cose, ridono, quando è il momento di ridere, annuiscono quando qualcuno dice delle cose terribilmente scontate, fingono, forse per evitare di dire di no. Io li guardo e mi sento ad una latitudine diversa.

Poi torno di nuovo dalla mia psicanalista e lei mi dice che va tutto bene, è così, ti stanno accettando, puoi lasciar andare i tuoi freni, le tue inibizioni che non ti hanno permesso fino ad oggi di sentirti dalla parte giusta, di pensarti uguale ai tuoi amici, alle persone che frequenti da sempre, e che certe volte ti dicono: guarda, stasera ce ne andiamo tutti insieme in quel bel ristorante; dobbiamo essere felici, goderci anche questo momento. E invece tu senti solo tristezza, ti pare che non sia proprio questo ciò che avevi da tanto tempo desiderato.

E allora torni a chiederti cosa sia che davvero desideri. Non lo sai, non riesci ancora a saperlo, vorresti piangere per questo, ma poi qualcuno dice che l’egocentrismo spinto è ormai fuori moda, e allora ripieghi, quasi vergognandoti, e cerchi di assoggettarti: andiamo pure in quel bel ristorante, dici, sarà divertente, lo è per tutti gli altri, lo sarà sicuramente anche per me.

La mia psicanalista annuisce, dice va bene, forse tra un anno riuscirai a non andarci più in quel ristorante con i tuoi amici, e ugualmente a sentirti a tuo agio, a posto, con tutta la rilassatezza che desideri; forse più sola, dice, però più convinta della tua solitudine.

Bruno Magnolfi

Soffrendo, quasi di nienteultima modifica: 2010-08-19T18:55:01+02:00da magnonove
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Un pensiero su “Soffrendo, quasi di niente

  1. Ritengo che il dolore abbia un ruolo importante nelle nostra vita importante quanto la gioia, ma non si conosce la gioia se non si conosce il dolore e viceversa. La vita è un mistrero e noi dobbiamo imparare a sentirci parte di quel mistreo..non dobbiamo mai sentirci disperati, c’è sempre un motivo perchè le cose accadono..inquanto alla superficialità delle persone che ci circondano?… be anche quella fà parte della sofferenza.. con cui dobbiamo imparare a convivere.

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