Comportamento anomalo.

 

Mi nascondo. Certe volte capita che qualcuno mi parli di un argomento che conosco bene, di qualcosa che forse ho già visto oppure che ho proprio vissuto, magari di un’esperienza che già da tempo sta dentro la mia memoria, per uno solo oppure per chissà quanti altri motivi, qualcosa che rammento benissimo e che però mi torna alla mente soltanto in quel preciso momento, e che ritrovo comunque con facilità tra tutte le cose che ho già dentro la testa, anche se rimango ad ascoltare e basta, senza dare neppure una briciola del mio parere, perché fingo ogni volta di non saperne niente, di non averne mai neppure sentito parlare. Mi chiedo perché mai dovrei spiegare ad altri qualcosa di me, del mio passato, del motivo per cui conosco tutti quei fatti o quei ragionamenti, e poi spendere obbligatoriamente un sacco di parole, muovere le mani, variare anche l’espressione della faccia e della bocca, spiegare i dati che a me risultano, le mie convinzioni, ed alla fine soltanto per dare la dimostrazione di qualcosa che comunque stava già dentro me stesso, e in un caso o nell’altro vi rimane adesso e vi rimarrà chissà per quanto tempo ancora, assieme a tutti gli altri innumerevoli elementi che sono sicuro compongono ogni individuo come me nella sua personalità e nel suo carattere, come tutte le esperienze capaci di produrre i loro effetti anche soltanto all’interno delle menti di ciascuno, e sicuramente persino nelle riflessioni che bene o male riesco a fare io in ogni ora del giorno attorno a tutta questa attualità, attorno a tutto ciò che siamo noi, e naturalmente anche riguardanti quello che sono io oggi, nel bene e nel male, in ogni caso. Tengo nascosti i miei pensieri, credo sia meglio per me e per tutti. Poi non ha senso confrontare delle sfaccettature che a volte possono anche collimare con le altre, ma in altri casi no; ed allora ecco che queste mi chiamano a dover fornire chiarimenti, spiegazioni, e così sentirmi interpellato subito per discutere, per interloquire, dare dimostrazione, quasi come fosse una gara, un tentativo di convincere qualcun altro attraverso la superiorità delle mie proprie ragioni. Non ci casco: ascolto e basta.

Qualcuno dice che sono un tipo silenzioso, un solitario, ma questo è vero solamente in parte: io parlo, discuto, urlo, certe volte, e continuamente offro le mie disquisizioni all’autocritica che applico ad ogni mio ragionamento. Parlo da solo, questo è il punto, ma non per confortarmi o per trovare l’acquiescenza più utile con cui affrontare la quotidianità, bensì per far passare ogni argomento sotto al setaccio intransigente della disamina, dell’analisi, della critica più severa, tramite la quale riconoscere difetti e magagne, errori e spropositi, refusi e scorrettezze. Tento anche di usare, sempre e solo con me stesso, un linguaggio chiaro, esauriente, grammaticalmente corretto, mentre proseguo con concentrazione a parlare a voce alta ma come se leggessi un testo, come avessi davanti un intervento scritto, e contemporaneamente così cerco le parti che non vanno, quelle che danno dimostrazione chiara di un pensiero debole, poco convinto, qualche volta del tutto inesatto. Ed in questo modo produco continuamente dei nuovi pensieri, dei differenti punti di vista, degli altri ragionamenti che mi fanno sentire vivo, presente, capace di argomenti che con ogni probabilità a molti sfuggono, perché poco correnti nei discorsi che si fanno per strada o dentro ai caffè.

Qualcuno mi evita, forse si è accorto che quando cammino sopra ai marciapiedi per i fatti miei scuoto la testa, muovo le mani, parlo con me stesso come se fossi una persona doppia, ma non mi interessa niente: sono fatto in questo modo, e credo che il mio modo di essere sia proprio un punto di arrivo piuttosto che un atteggiamento di cui sorridere o provare addirittura dell’indulgenza. Per questo cerco di evitare luoghi pubblici, tanto da far dire agli altri che sono un tipo ormai abituato a nascondersi da tutti. In parte è vero, inutile fingere che sia diverso: però non so neppure io che cosa abbia da perdere nel tenere esattamente questo personale comportamento.

 

Bruno Magnolfi

Comportamento anomalo.ultima modifica: 2020-11-29T20:37:50+01:00da magnonove
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato ma sarà visibile all'autore del blog.
I campi obbligatori sono contrassegnati *