Oltremodo cugini.

 

Lei mi ha subito detto che ci sono stati dei momenti difficili, molti anni fa. <<Corrado in quel periodo sembrava diverso>>, ha proseguito, <<e quella donna che aveva preso per moglie lo stava facendo diventare completamente matto con le sue richieste. Fu allora che iniziò a chiedere dei soldi in prestito a tutti i suoi parenti>>. Angelica assapora lentamente il proprio caffè dalla tazza aspirando il liquido con un debole suono di risucchio cadenzato e insopportabile, come se il gusto di quella bevanda fosse soltanto una sua prerogativa. <<Nessuno tra i suoi cugini allora trovò il coraggio di fargli presente che i suoi debiti prima o dopo avrebbero dovuto essere onorati, e la faccenda andò avanti così per diverso tempo, insomma quasi un paio di anni, e io stessa peraltro gli fornii una discreta parte dei miei risparmi>>. Mi guardo attorno per un attimo: dentro al locale c’è il solito via vai di ragazzi che parlano e ridono, forse avrei preferito un luogo più tranquillo, comunque adesso il quadro che si sta delineando sembra piuttosto chiaro: ci sono delle cose, come avrei potuto sospettare fin dall’inizio, che il mio vicino di casa si è tenuto per sé, forse per vergogna, o magari soltanto per un personale superamento di quei fatti. <<Naturalmente nessuno di noi familiari gli fece firmare un solo foglio in cui si riconoscevano le somme date in prestito, ma in seguito, dopo la sua burrascosa separazione dalla moglie, oltre a qualche accenno velato su quei soldi, nessuno di noi gli ha mai imposto, e neppure timidamente chiesto, di restituirli indietro>>.

Peraltro immagino facilmente come il mio vicino di casa non si sia minimamente preoccupato di rendere ai parenti quei prestiti, e che non abbia nemmeno cercato di restituirli un poco per volta, o impegnandosi almeno per una loro piccola parte, magari tentando di mettere insieme le somme con qualche lavoretto serale oltre l’orario di ufficio, anche per mostrare alla famiglia la sua buona volontà. Forse avrà addirittura pensato che quei quattrini sperperati in così poco tempo, costituissero una specie di risarcimento per il periodo complesso che aveva da poco attraversato, ed in seguito il suo più forte desiderio deve essere stato sicuramente quello di cancellare e dimenticarsi in fretta di tutto. Forse gli deve essere persino sembrato che non usare per niente la vecchia casa di campagna dei nonni, come invece stavano facendo assiduamente i suoi cugini con le loro rispettive famiglie, fosse una specie di risarcimento per quelle somme di denaro avute anni prima. <<Nessuno di noi si è mai sognato di portarlo alla rinuncia dell’eredità, oppure di fargli uno sgambetto economico per un semplice odioso dispetto tra parenti. Però il suo comportamento non è stato troppo corretto, ed anche se adesso vive da solo ed in perfetta tranquillità, ciò non significa che i gesti del passato siano da dimenticare con un colpo di spugna.

Annuisco, non posso fare altrimenti; comprendo che i rapporti familiari siano quasi arrivati fino ad un punto finale di rottura, in considerazione soprattutto dell’indifferenza di Corrado nei confronti delle necessità dei suoi cugini, e che quel compromesso, trovato in qualche maniera da tutti loro ma soltanto adesso, mediante l’azzeramento economico della sua parte di successione, fosse davvero l’unica strada per cancellare almeno qualcosa che non abbia lasciato alle spalle della sua famiglia soltanto indifferenza. <<Lei, signor Domenico, non è propriamente un suo amico, ma soltanto un conoscente, un vicino di casa, una persona sensibile che cerca di sistemare le cose semplicemente per uno spirito altruista, mi immagino>>, dice l’Angelica accendendosi una sigaretta e osservandomi con intensità. Questa donna ogni tanto ha dei gesti più rallentati di altri, come se adoperasse un impegno mentale maggiore per fare una cosa rispetto ad un’altra, come ad esempio guardarsi attorno, voltando leggermente gli occhi e la testa con una calma inverosimile, quasi operando una scansione completa di ciò che la può circondare. <<Certo, e adesso comunque mi pare chiara ogni cosa>>, dico io mentre faccio cenno di alzarmi dal tavolo per indicare pressoché terminata almeno la conversazione attorno a Corrado, <<in ogni caso mi ha fatto molto piacere conoscerla e parlare con lei>>, dico mentre sistemo dei soldi dentro al piattino per il cameriere. <<Certo, anche a me, naturalmente>>, fa lei, <<e magari più avanti si troverà l’occasione per prendere insieme un altro caffè, senza la necessità di parlare ancora di mio cugino>>.

Bruno Magnolfi

Oltremodo cugini.ultima modifica: 2021-04-22T20:42:02+02:00da magnonove
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