Punti di vista (piccola commedia n. 4).

Da fuori, semplicemente posizionandosi in un angolo preciso del giardino pubblico, è possibile realmente rendersi conto di ciò che avviene all’interno delle grandi finestre, al piano rialzato della casa accanto. Una casa grande, come si può facilmente vedere anche da questa posizione, dove molte vicende però sembrano succedere solamente in quella specie di salone che fronteggia il verde del giardino. La donna passa ripetutamente davanti ai vetri chiusi, sembra nervosa, detta forse qualche propria volontà ad un uomo, probabilmente il marito, che prosegue ad ascoltarla restandosene in silenzio, con espressione seria. Poi lei sembra attratta da qualcosa, si sofferma a guardare da qualche parte fuori dalla finestra, e l’uomo, con ogni probabilità, ma pur senza tirar fuori degli argomenti veri e propri, cerca di opporre resistenza al carattere forte e deciso della donna, magari soltanto dicendo di no alle sue richieste. Lei sembra subito spazientirsi, dice a voce alta che non ha intenzione di sopportare ancora a lungo quella situazione giunta al limite. Lui, apparentemente intimidito, alza però lo sguardo su di lei, sembra prendere le distanze da quei discorsi, come se improvvisamente una soluzione comoda per tutti gli fosse giunta in mente, quasi inaspettata. Lei avverte quella variazione, si volta verso l’uomo, lo fronteggia, lo scontro pare avvenire per un attimo tutto all’interno soltanto dei pensieri di ciascuno.

Già nei giorni precedenti, dalle panchine del giardino, si era avvertita l’eco delle voci alterate e rancorose dei due coniugi, ma adesso sembra proprio che le cose abbiano raggiunto il culmine, anche se al momento, pare che nessuno dei due voglia aggiungere dell’altro a quanto detto. La donna, ad un certo momento, forse esplicitando un gesto di stizza, apre la finestra a lei più vicina, getta uno sguardo corrucciato tra gli alberi del giardinetto subito di fronte, poi torna a voltarsi verso l’uomo. Lui dice improvvisamente che è pronto ad accettare, però soltanto a patto che lei si occupi di tutto. Lei resta per alcuni momenti pensierosa, muove qualche passo obliquo dentro la stanza, e infine dice quasi sottovoce che va bene, aggiungendo che tanto le cose finiscono sempre nella maniera come vuoi tu, riferendosi naturalmente a suo marito.

Lui lentamente raggiunge la finestra, riaccosta leggermente i vetri, forse vorrebbe anche tirare le tende, ma non lo fa, e invece si gira, e dice semplicemente: sei tu che cerchi sempre di complicare l’esistenza; per quanto mi riguarda, io non avrei neppure affrontato un argomento come questo. Va bene, dice lei, adesso vuoi stravincere, è tipico del tuo modo di fare, ma sappi bene che non lascerò per sempre che tutto sia determinato dalla tua mentalità di persona moderata e senza fantasie.

L’uomo sorride a queste parole, la donna sembra apparentemente ancora più nervosa, ma infine lei gli si avvicina, lo guarda a fondo, e con voce ora più calma dice che alla fine non le importa molto neanche a lei di tutta la faccenda, le basta di sapere che qualcosa cambierà, che qualche decisione porterà dell’aria nuova in quella casa. Lui prosegue a sorridere,  forse non è neppure dello stesso avviso, ma probabilmente sa che solo assecondando certe cose, si riesce a ritrovare in famiglia l’accordo necessario.

Alla fine escono ambedue da quella stanza, ma è lei che ad un tratto torna indietro, raggiunge la finestra ancora socchiusa, guarda per un attimo nella stessa direzione di poc’anzi, poi serra i vetri accostando anche le grandi tende. Fra poco sarà buio, pensa sorridendo: dovremo accendere le luci.

Bruno Magnolfi

Punti di vista (piccola commedia n. 4).ultima modifica: 2014-04-08T20:28:21+02:00da magnonove
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