Da solo

Cosa sarà questo tempo che fugge, questo bisogno di incarnare per forza il personaggio contemporaneo, l’aggiornamento continuo su ciò che sembra diverso e invece è solo un filtro migliore per le solite cose, una maniera per digerire più in fretta e con minore memoria i sassi di sempre? Fuori c’è vento, gli alberi piegano i tronchi, le foglie secche volano via senza rimedio, eppure tutto è ancora immobile. Cammino lungo una strada, osservo le case, le persone, i negozi aperti sui marciapiedi del centro, e mi sembra che tutto sia vivo, che il senso di oggi sia diverso da sempre ed apra nuovi orizzonti sul divenire. Poi torno a casa, salgo le scale, apro la porta, e all’interno del mio piccolo appartamento ritrovo il caldo accogliente di sempre. Non importa che la polvere sia caduta anche oggi sopra i mobili e sui pavimenti, il dato che emerge è che qualcuno, tramite il monitor acceso dentro la stanza, anche oggi possa insegnarmi come fare, come procedere, come sopravvivere, e soprattutto cosa pensare. Ecco, è lì il punto debole dove ancora mi dibatto prima di essere preda della lezione: non ho più voglia di scrivere qualcosa immaginando di essere libero di farlo. Così so per certo che tutto è già stato fatto, tutto è stato già riflettuto, e il mio monologo sarà lettera morta, ininfluente. Forse ho capito, la vera solitudine è proprio sforzarsi di capire cosa sia questo percorso. Nessuno ti segue, la solitudine fa paura, nessuno leggerà volentieri queste parole, perché certi discorsi saranno sentiti soltanto come provocatori per ciò che è stato già del tutto previsto, pianificato.

Bruno Magnolfi

Da soloultima modifica: 2010-03-11T15:27:56+01:00da magnonove
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6 pensieri su “Da solo

  1. Ritengo, che dobbiamo tutti riflettere di più su come trasciniamo le nostre esistenze, facendo a meno dei cappelli che indossiamo a seconda delle circostanze, e lasciando finalmente defluire libero il nostro pensiero.

  2. In solitudine il pensiero si rischiara, il processo creativo si manifesta in tutta la sua forza. In solitudine si scoprono verità celate ai più..
    Ritengo che la solitudine sia per l’uomo indispensabile quasi come il giorno è indispensabile alla notte.

  3. La solitudine dell’intellettuale è impensabile dice B.Croce: “da dove prenderei altrimenti il nutrimento necessario per miei pensieri? La politica, l’economia, la quotidianeità, servono all’intellettuale; è il confronto, lo stimolo necessario per elaborare i pensieri!

  4. “Sii folla per te stesso(verso di Tibullo), può essere il filo conduttore di uno dei maggiori problemi dell’uomo contemporaneo: la solitudine, la condizione di essere solo.
    “la solitudine è un ausilio per la creatività, è un aiuto per la crescita individuale.
    La solitudine dell’adolescente, dell’anziano, dell’innamorato, dell’intellettuale, come strumento indispensabile per risvegliare la polifonia che c’è in ognuno di noi”

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