Definizioni potenzialmente incerte.

 

Per esempio, non saprei dire cosa sia meglio fare in una giornata come quella di oggi, pensa Leo. Anche se non mi reputo il solito tizio pieno di incertezze e privo di punti di riferimento, so perfettamente però che il mio tempo, se non fosse scandito dagli orari classici del lavoro, del sonno, dei pasti, dei notiziari giornalistici della radio e della televisione, si mostrerebbe per me estremamente più complesso e indefinito. Certe volte mi trovo a parlare con qualcuno che mi svela la sua opinione su una cosa o sull’altra, ed io lo ascolto, qualche volta annuisco anche con una certa convinzione, ma spesso è come se mi trovassi costretto a pensare ad altre cose, pur continuando ad osservare attentamente chi ho davanti, tanto da restare alla fine sempre indeciso se confidare a quello anche il mio parere, oppure tenermelo soltanto per me, sempre che ne abbia davvero uno. Resto con il dubbio, riflette ancora Leo; come se in fondo niente di definito si profilasse davanti ai miei occhi. Potrei forse dire una cosa e sostenerla a spada tratta, penso; oppure spifferare con apparente sicurezza anche il suo opposto, e mostrarmene assolutamente convinto, anche se in genere lascio perdere tutto perché non trovo neppure grandi differenze tra quel certo parere, oppure quell’altro.

Leo, sento chiamare ad un tratto dietro di me, sempre nell’esempio; mi volto, e c’è una persona che forse mi conosce, anche se soltanto in maniera direi superficiale; eppure il tizio finge di avere addirittura qualcosa da spartire con la mia persona. Per educazione ricambio il saluto, pensa ancora Leo, proprio mentre mi siedo insieme allo sconosciuto sopra al sedile di questa corriera che mi riporta a casa. Non gli sorrido, neppure lo guardo, eppure so per certo che lui tra un attimo inizierà a dirmi tutte le sue cose e le sue opinioni nell’arco di questo pur breve viaggio. Rifletto, dice Leo; non posso fare altro, penso. Invece mi alzo, subito dopo, proprio mentre la vettura è gia in movimento, spiega in seguito Leo all’avvocato d’ufficio; e nello stesso tempo mi metto ad urlare, ma non perché sono convinto in qualche modo di ciò che sto facendo, quanto perché sento improvvisamente il bisogno di rompere questa normalità che mi attanaglia, che mi toglie quasi del tutto anche il respiro. Non so dove trovo la forza, dice Leo quasi con convinzione, però prendo questo tizio per la gola, e non per fargli veramente del male, quanto per essere sicuro che lui taccia, che la smetta una buona volta di dire tutte le sue stupide cose.

Ecco, sostiene Leo con un tono più pacato, non so neppure spiegare perché tutto quanto debba accadere veramente in questo modo, così come non so comprendere quelle persone che subito dopo mi hanno poi bloccato le braccia, e quelle parole assurde che tutti hanno immediatamente gridato contro di me; e poi quella denuncia, e le forze dell’ordine che mi hanno sequestrato e sbattuto qua dentro in malo modo. Non lo so, dice Leo. Forse non avevo tutto il diritto di difendermi, di porre una barriera, di mostrarmi incerto, senza un’opinione vera, come se all’interno di una realtà così piena di convinzioni, io non potessi mostrare finalmente di non averne alcuna, e soprattutto di non volerne avere?  Assurdo, dice Leo, adesso con voce estremamente chiara; anche se subito dopo sostiene di non saper decidere se sia questa oppure no la parola più definitiva su tutta quanta la faccenda.

Bruno Magnolfi

Definizioni potenzialmente incerte.ultima modifica: 2014-10-08T21:04:14+02:00da magnonove
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