Giornate ordinarie.

Ecco, escono insieme da casa, come sempre a quest’ora peraltro. Lui sicuramente pensa che forse ha indossato una giacca troppo pesante, considerata la temperatura mite di questa metà pomeriggio, lei muove le labbra per dirgli che sicuramente si è vestito in maniera troppo pesante per il clima che è. Si guardano attorno, danno ambedue una lunga occhiata in tutte le direzioni della strada, poi l’attraversano in prossimità del passaggio pedonale, lui una mano sopra al braccio di lei, lei impegnata con la sua borsetta, certe volte anche con un paio di guanti.

Si fermano al caffè poco lontano, e lui immagina, prima ancora di entrare, di farsi servire oggi una sfoglia calda alla crema insieme al suo immancabile cappuccino, e lei gli dice sottovoce che se vuole può mangiarsi una bella brioche o qualcosa del genere. Non si siedono mai nel locale, restano in piedi accanto al bancone per il tempo appena sufficiente alle loro consumazioni, poi lui paga quanto dovuto alla cassa, lei lo attende accanto all’ingresso, e infine escono insieme lasciando in aria un saluto formale.

Affrontano una piccola passeggiata, la camminata mai troppo veloce, le espressioni seriose sempre rivolte in avanti, spalla contro spalla, fermandosi raramente davanti a qualche vetrina lungo la strada. Lui pensa spesso che se fosse da solo camminerebbe senz’altro più velocemente di così, forse soltanto per un’ansia repressa che comunque riesce facilmente a contenere, lei quasi lo provoca spiegando quanto sia bello, secondo il suo parere, passeggiare in questa maniera, senza alcuna fretta, godendosi appieno il tempo e tutte le cose da cui sono circondati.

Lei aggiunge che dovrebbero prima o poi affrontare gli argomenti più spinosi che hanno lasciato in sospeso, primo fra tutti la risposta da dare al loro amministratore di condominio circa la nuova pittura al vano scale del palazzo dove abitano. Lui ascolta e intanto pensa che quello sia l’ultimo argomento di cui vorrebbe occuparsi. Lei insiste, di fronte al silenzio di lui, che prima o poi dovranno pur prendere una decisione, lui sorride mostrando con la mano qualcosa che ha visto dentro un negozio.

Si fermano appena un momento, poi lei prende a dire una volta di più che quell’amministratore non le è mai piaciuto davvero, e che spesso i suoi modi sono quelli soltanto di un affarista, uno che non ha proprio scrupoli quando si tratta di intascare dei soldi. Lui pensa che lei abbia proprio ragione a dire così, però sa benissimo non dovrà mai sostenere una cosa del genere davanti a lei, pena dover ripetere tutto quanto anche agli altri condomini ed al vicinato.

Infine tornano indietro, qualche volta passando da una strada diversa, ma quasi sempre scegliendo semplicemente il marciapiede opposto della medesima via. Il ritmo dei loro passi è lo stesso di prima, le espressioni sui loro visi non sono mutate. Lui pensa che tra poco finalmente entrerà in casa, si metterà comodo nel suo piccolo studio, e potrà starsene da solo a preoccuparsi soltanto dei suoi piccoli affari, ma lei dice quasi con un certo sarcasmo che c’è sicuramente da fare la lista delle cose che servono per la dispensa, e che è necessario quanto prima uscire di nuovo per andare a far spese.

Bruno Magnolfi

 

Giornate ordinarie.ultima modifica: 2013-12-30T11:57:17+01:00da magnonove
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