Amico sconosciuto.

 

Ehi, gli fa uno che lui neppure conosce toccandogli leggermente una spalla mentre sta seduto a bere qualcosa nella solita bettola di ogni sera. Lo so chi sei, ti avrei riconosciuto tra mille, fa quello, però guardami bene e forse anche tu puoi ricordarti di me. Lui si volta, guarda l’altro in faccia con attenzione, poi dice che gli pare qualcosa, ma non saprebbe proprio dire dove e perché. Diciamo che sono passati circa dieci anni, fa l’altro mentre si siede al bancone nel posto libero accanto. Eri magari uno della commissione che venne in agenzia per l’inchiesta interna, fa lui. Bravo, fa l’altro, sono Massimo, ci vedemmo di sfuggita diverse volte a quell’epoca, poi però ho cambiato mestiere, non me la sentivo più di fare la carogna con gli altri per uno stipendio da fame. Io sono Corrado, fa lui, ma a quell’epoca stavi con Righetti quindi. Certo, dice l’altro, ma secondo me non era una brava persona, riusciva sempre a pensare soltanto ai suoi affari. Ma tu lavori ancora da quelle parti, immagino. Si, certo, fa lui, però Righetti in quel periodo mi piaceva, era uno di quelli che ci sapevano fare.

Si, è vero, pure io non avevo niente da dire su di lui, fa l’altro, solo che certe volte le cose prendono una piega diversa da quella che si vorrebbe; poi però personalmente ho avuto la fortuna di trovare una ragazza che mi ha fatto girare la testa, e siccome la sua famiglia era piena di soldi ho potuto uscire tranquillamente da quell’ambiente, ed adesso semplicemente dirigo la società di esportazioni di mio suocero. Complimenti, dice lui. Ma insomma dobbiamo festeggiare, fa l’altro, non capita tutti i giorni di incontrare delle vecchie conoscenze. Il cameriere con un’occhiata serve subito due birre appoggiandole sul banco davanti a loro. Questo giro lo offro io, fa quello, però avrei bisogno soltanto di un piccolo piacere; vedi non so come sia accaduto, ma poco fa ho perduto il portafogli, e così sono rimasto soltanto con qualche spicciolo che avevo nelle tasche, ed adesso per tornarmene a casa avrei bisogno di mettere del carburante nel serbatoio della mia macchina. Mi basterebbe mi facessi un piccolo prestito, che naturalmente ti restituirò già domani o un altro giorno se ripassi da qui.

Va bene, fa Corrado leggermente perplesso, posso darti un cinquantino, perché di più non ne ho. Benissimo, fa l’altro mentre beve un lungo sorso di birra, mi sono più che sufficienti. Però adesso devo lasciarti, perché davvero vado di fretta, comunque domani a quest’ora io passo da qui, e se ti fai trovare ci facciamo insieme un’altra bevuta. D’accordo, dice Corrado mentre tira fuori la sua banconota. Così si stringono la mano velocemente con un gran sorrisone da parte soprattutto dell’altro, e poi quello se ne va, quasi di corsa, a mostrare che davvero aveva una gran fretta di andarsene da qualche altra parte.

Lui si sistema di nuovo sul suo panchetto, guarda il cameriere davanti a sé, poi gli chiede: ma ha pagato qualcosa? No, fa quello. Ma lo avevi forse già visto qua dentro? No Corrado, era la prima volta che lo vedevo, ma per quanto sono riuscito in questi anni a conoscere a prima vista la gente, quello non ci torna di certo da queste parti.

Bruno Magnolfi

Amico sconosciuto.ultima modifica: 2017-10-07T17:19:33+00:00da magnonove
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