Identiche giornate.

Scivolavo in avanti, lungo i marciapiedi, tra le persone come me, tutte incapaci di comprendere appieno quanto stessero facendo. Mi fermavo in un caffè, certe volte, e cercavo nel cameriere una faccia amica da riconoscere e salutare, anche se mi rendevo conto di quanto io fossi soltanto uno tra tutti. Mi incaponivo negli uffici pubblici, cercando di far rispettare i … Continua a leggere

Inutili gesti.

Qualcuno entrò in casa mia, mentre da solo desinavo. Mi volsi per i rumori, e riconobbi sorpreso un ladro, rimasto quasi incredulo del trovarmi nell’appartamento (chissà per quali informazioni avrei dovuto essere altrove), e per questo immobilizzato sull’impiantito, anzi, praticamente ancora sulla soglia. Mi disinteressai quasi subito di questi dettagli, e rimasto indifferente agli intenti dell’intruso, proseguii ad occuparmi di … Continua a leggere

Invisibile.

Ho passeggiato lungo le strade del quartiere, mi sono seduto su una panchina, ho pensato che la giornata era bella. Poi mi sono reso conto, una volta di più, che spesso ogni mio gesto appare inutile, insignificante, e che sempre più volentieri vorrei farmi piccolo, fino a sparire in qualche angolo dove a nessuno verrebbe mai voglia di cercarmi. Infine … Continua a leggere

Insignificanti variazioni.

Fuori è tutto uguale. Luisa sta in casa, guarda in piedi qualcosa fuori dalla finestra, oppure alla televisione perennemente accesa col volume al minimo, e scandisce il tempo con i gesti rituali di sempre, muovendosi generalmente avanti e indietro dentro la cucina. Sua madre è di là, allettata da tempo. Lei guarda il calendario e immagina che tra un anno … Continua a leggere

Protagonisti contemporanei.

Non ha alcuna importanza questo sapore leggermente amaro, questa pioggia sottile, questo tempo sostanzialmente troppo frettoloso. Starò fermo, saprò aiutare gli altri fino a convincermi di essere nel giusto, e di come resta probabilmente una distanza purtroppo incolmabile tra tutto, anche se si può sempre tentare qualcosa che ci faccia sognare uno spazio diverso. Procedo dentro questo autobus urbano nel … Continua a leggere

Pallido giallo.

Lui sembra nascondersi dietro una delle grosse colonne del porticato. Una telecamera di sorveglianza lo riprende, qualcuno più tardi con tranquillità sicuramente potrà interpretare a meraviglia i suoi movimenti. La piazza non è molto affollata, e soprattutto le poche persone che si ritrovano da quelle parti stazionano in quei minuti davanti al caffè che si apre sul lato opposto. Lui … Continua a leggere

Ritratto di una voce.

Il dolore che mi opprime da giorni sembra attenuato. Sono rientrato in casa, dopo il pranzo alla solita trattoria dove anche oggi ho mangiato qualcosa da solo in silenzio. L’interno del mio appartamento sembra lontano dalla realtà, quasi privo di qualsiasi distrazione, così mi sono subito coricato sul letto, avendo cura di spogliarmi degli abiti e di ficcarmi sotto le … Continua a leggere

Navi alla deriva.

Ho visto una persona anziana arrabattarsi a vivere, e quasi senza volerlo ne ho sorriso. Poi ho lasciato che la stessa si alzasse avvicinandosi a me che non avevo niente da fare, e all’improvviso mi sono accorta di esserne incuriosita, quasi attratta da quelle rughe, da quei modi lenti da vecchio. Dispiace essere distante, ma è difficile per me mettersi … Continua a leggere

Sensibilità quasi eversiva.

Sono soltanto una donna in questa commedia, dice lei vestita di una semplice tunica di cotone grezzo, restando immobile e in piedi sopra le assi del palco, davanti ad un pubblico scarso ma attento. Anche io sono soltanto uno qualsiasi, gli fa eco uno dei personaggi della commedia, vestito sostanzialmente nella stessa maniera, mentre la luce spiovente dall’alto ne illumina … Continua a leggere

Caso mai.

Cammino per strada, svogliatamente, incrocio una donna, forse svogliata esattamente come me, così l’osservo, e lei mi getta uno sguardo. Faccio una passeggiata senza voglia e senza alcun impegno, vedo un uomo piuttosto interessante, non c’è niente di male se lo guardo per un attimo, penso; poi lo supero e tiro diritto, senza voltarmi. Mi volto, forse non è molto … Continua a leggere

Giorni di pioggia.

Mi rannicchio nel vano del portone dove mi sono rifugiato. Sto fermo, osservo la pioggia che continua a cadere, sto bene, in qualche modo, stringo il mio giaccone impermeabile e cerco quasi di sparirvi all’interno, come se potesse accogliermi tutto comodamente. In fondo non mi interessa nulla delle macchine piene di gente che continuano a transitare lungo la strada, forse … Continua a leggere