Distrattamente.

                         Non mi interessa, ero pronto a spiegare al citofono a quell’anonimo che aveva appena suonato il mio campanello di casa, un piccolo appartamento del terzo piano, immaginando qualcuno delle vendite porta a porta che ti infastidiscono per ore con un prodotto o un servizio di cui in genere già alla partenza si ritiene … Continua a leggere

Lontano dalle opinioni comuni.

            Quasi ogni sera, attraverso i muri sottili di quella palazzina di recente costruzione, si sentiva quella coppia litigare, tanto da non provare più, per quelle urla continue e quegli strepiti, una vera e propria meraviglia. Al contrario, era stato proprio quel silenzio improvviso, iniziato alla metà del mese e proseguito per diverse settimane, a proporre … Continua a leggere

La libertà oltre il molo.

                         La strada di asfalto grigio scendeva lentamente fino al piccolo porto marittimo, in un caldo di polvere, di erba secca e generale sentore di gasolio. All’attracco non c’era quasi mai più di una nave alla volta, due in situazioni eccezionali, e sul molo alcuni vecchi si ostinavano a pescare a bolentino dei pescetti … Continua a leggere

(Profilo n. 13). Incontenibile mare.

                        Cammino lentamente lungo la strada, mi fermo un momento ad osservare il negozio della signora Maria, poi proseguo fino alla fermata degli autobus. Non c’è nessuno, mi siedo sopra la panca metallica, ogni dieci minuti arriva un mezzo pubblico, scendono due o tre persone e se ne vanno svelte per i fatti propri. … Continua a leggere

Il diradarsi delle ombre.

                         Fermo nel letto, immobilizzato da lunga malattia, l’uomo da solo pensava alla sua vita, sicuramente confinata, per tutto il suo futuro, soltanto in alcune delle molte attività che lui aveva svolto fino a poco prima. La sua paralisi, seppur parziale, non gli avrebbe più permesso di esercitare tantissime delle cose in cui normalmente … Continua a leggere

Terra bruciata.

                       Pioveva da giorni, ed io ero entrato nei magazzini dei formaggi all’ingrosso tanto per dare un’occhiata. Sapevo che là dentro ultimamente, tanto per non farsi notare, si ritrovavano spesso alcuni della banda per cui lavoravo, ed entrare là dentro quel giorno, pur con il cappello sugli occhi, era per me un po’ come sfidare … Continua a leggere

(Profilo n. 12). Nessuna alternativa.

                           Come era già accaduto altre volte, perfino il giorno precedente la festa patronale del paese, mentre sistemavo accanto al marciapiede la mia motocicletta, avevo visto un gruppo di persone che bisbigliava indubbiamente qualcosa sul mio comportamento, guardandomi e commentando i miei gesti, i miei modi, la mia persona. A me interessavano ben … Continua a leggere

L’organizzazione imperfetta.

                          Si contavano in numero elevato coloro che non si erano neppure presentati all’ultimo appuntamento: il dirigente aveva parlato di una realtà deludente e malata (aveva proprio usato questa parola), e di una situazione della quale non riusciva neppure a dare una definizione esauriente, tanto si sentiva indignato. Giancarlo stava lì, assieme agli … Continua a leggere

Un luogo non solo per me.

                        Certe volte immagino di starmene qua, in questa piccola stanza senza finestra, e nel debole chiarore di una lampadina gialla e un po’ fioca, raccogliere i pensieri che più mi tormentano. Lo so che fuori da qui mi prendono in giro, dicono di me che sono ritardato, ma a me non importa, sono … Continua a leggere

Oltre ogni partenza (Bionda, naturalmente).

                         Era appena l’alba quando l’uomo, dalla finestra di casa sua, aveva visto salpare la nave petroliera che per giorni era stata alla fonda in quello spicchio di mare. Aveva provato per questo come uno strano dispiacere, una specie di sofferenza da nostalgia per quella presenza silenziosa a cui improvvisamente scopriva di essersi come … Continua a leggere

Solo per musicisti.

              Mi sento sbandato da mesi, giro per le strade con le mie bacchette preferite “Regaltip jazz” perennemente infilate dentro una tasca, sperando di trovare un ingaggio qualsiasi in questa città, finché non vedo sulla pagina di un giornale che c’è una piccola scuola di musica con sale prova sul retro di un locale famoso. Mi presento esattamente nella … Continua a leggere

La vita ancora da vivere.

                        Luciano aveva detto qualcosa tra sé, come se i suoi pensieri, ridotto ormai in quello stato da una malattia incurabile, traboccassero fuori in maniera autonoma dalla sua mente devastata dal dolore e dalla coscienza della sua situazione, riversandosi  incontrollati su chi si trovava intorno a quel suo letto di casa e di moribondo. … Continua a leggere

Fortunata stagione di bel tempo.

                         Dentro di me non c’è niente. Certe volte giro per le strade, incontro qualcuno che conosco, mi fermo per scambiare due parole. Chiedo agli altri come vadano le cose, mi informo se ci sono delle novità, parlo del tempo, delle faccende usuali che si dicono sempre in queste situazioni. Poi riprendo la mia … Continua a leggere